Le case popolari di via Ariosto e via Barabaschi
Il patrimonio arboreo rimasto dopo l'operazione spostamento simbolico di alcune essenze
Documenti
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE
Numero 20 Del 31 Gennaio 2008
La targa del 1947
Questa era la targa in marmo visibile sugli edifici del complesso delle case popolari tra via Porro, via Barabaschi e via Ariosto, altrimenti chiamate "Case Nuove". Dice semplicemente:
OPERA REALIZZATA
dal MINISTERO dei LL.PP.
ANNO 1947
Finita la guerra la volontà di ripartire si confrontò anzitutto con i bisogni primari da soddisfare: alimentazione e casa. Questa targa è quindi un simbolo per la mia generazione e per quella che l'ha preceduta.
La preparazione
Tra la curiosità di poche persone giovedì mattina 30 aprile 2009 è stato posizionato il demolitore. Tutto è pronto per l'ultimo atto delle gloriose case popolari che faranno spazio all'ennesimo fabbricato polifunzionale di una città sempre più "bella" e sempre più anonima. Se apprezziamo questo cammino possiamo dormire sonni tranquilli, i nostri cari ex-amministratori nella tema di non essere eletti hanno già assicurato ad imprese e cooperative edili malefatte urbanistiche i cui effetti si vedranno nei prossimi due anni. A dormire veramente tranquilli saranno quindi le imprese e le cooperative edili, vere padrone della città, con tanti saluti a Cantini e Montanari, candidati sindaci in alternativa all'ex-sindaco Cerri.
Tornando alle "Case Nuove" ricordiamo che si tratta di circa cinquanta appartamenti di edilizia popolare che necessitavano di una riqualificazione, senz'altro costosa. Questa operazione di riqualificazione sarebbe servita a contrastare l'insensata politica perseguita in questi anni che ha portato ad inserire soluzioni abitative agevolate nei palazzi storici con vincolo a favore dei concessionari di 99 anni!
Ricordiamo infine che questo è stato possibile grazie al voto di giunta del 31 gennaio 2008 di CERRI GIUSEPPE, Sindaco, ANTONINI PAOLO, Vice Sindaco, e degli assessori VARANI SERGIO, BORRERI ROMUALDO, MAMBRIANI ENRICO, MASSARI ANDREA, VANICELLI DAVIDE e GANDOLFI STEFANO .
Il rendering del nuovo progetto
Così è se vi piace
AL VIA GLI INTERVENTI DI DEMOLIZIONE IN VIA PORRO
Da lunedì 3 agosto l’avvio operativo del progetto di riqualificazione dell’area
e di realizzazione di nuova edilizia residenziale pubblica
Fidenza, 30 luglio 2009 - Dopo Telecom e San Donnino Multiservizi, anche Enel ha ultimato gli interventi di sua competenza per lo spostamento della rete elettrica attraversante l'area delle vecchie case popolari di via Porro/Barabaschi. Poiché nelle scorse settimane sono stati realizzati anche gli interventi per l'allontanamento delle parti contenenti amianto, dal pomeriggio di oggi, giovedì 30 luglio, avranno inizio, come da programmi, i lavori preparatori e da lunedì 3 agosto prenderanno il via gli interventi di demolizione dei fabbricati, secondo il progetto approvato e le modalità operative concordate con gli organi di controllo.
La demolizione, che segna concretamente l'avvio operativo del progetto, è la prima fase dell'intervento di ristrutturazione urbanistica sull'area, compreso nel Programma di Riqualificazione Urbana "Contratti di Quartiere II. Fidenza: unica Grande Quartiere". L'intervento, realizzato dal Comune di Fidenza e da ACER Parma, vedrà la realizzazione di un complesso che ospiterà 25 nuovi alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, la sede del Centro Anziani, la sede di zona di ACER Parma, una zona a parcheggi e verde pubblico. Le risorse finanziarie per l'esecuzione del progetto sono garantite da contributi statali e regionali, da fondi di Acer Parma e del Comune di Fidenza e da risorse di privati.
L'area di via Ariosto e via Barabaschi
La demolizione delle case popolari di via Ariosto, via Barabaschi e via Porro ha lasciato un'ampia area vuota, facilmente raggiungibile, centrale ed utilizzabile senza particolari vincoli di utilizzo in superficie e nel sottosuolo. Non esistono quindi possibili impedimenti per un utilizzo al servizio dell'intera città. L'attuale progetto prevede la costruzione di un palazzo che già è stato oggetto di critiche dal punto di vista architettonico, la costruzione del potenziale mostro è oggetto di un accordo tra Amministrazione Comunale e l'ACER, l'ente che gestisce l'edilizia residenziale degli enti comunali della provincia. La definizione degli accordi con ACER avvenuta con delibere degli anni 2007 e 2008 e conclusa con Deliberazione della Giunta Comunale N. 20 del 31 gennaio 2008.
Le principali critiche che possono essere fatte al progetto riguardano sia l'aspetto architettonico, l'edificio presenta delle soluzioni a rischio di rapido degrado e di onerosa manutenzione, sia quello urbanistico, vi verrebbero realizzati un numero modesto di alloggi residenziali protetti e alcune strutture di servizio probabilmente inutili lasciando inalterati i problemi di viabilità della zona tra cui primaria la questione parcheggi. Occorre pertanto che il progetto sia rivisto nella sua globalità e definito in modo non banale del tipo abbatto un edificio e al suo posto costruisco un edificio. L'ampiezza dell'area, la sua collocazione in posizione strategica a servizio del centro e delle sue attività commerciali e di servizio giustificano un attimo di riflessione ed un coinvolgimento partecipativo della città.
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E' corretto precisare:
- l’approvazione del progetto è di competenza comunale ancorché sia l’ACER l’ente operativo che ha ricevuto l’incarico della redazione del progetto, delle attività connesse alle procedure di gara e di direzione lavori,
- nell’edificio verrebbero realizzati 23 appartamenti per anziani ed un appartamento assegnato a personale incaricato all’assistenza, sono poi previsti spazi per il centro di socializzazione attualmente presso altra struttura pubblica e la sede locale dell’ACER stessa,
- sono ancora possibili ed auspicabili altri interventi migliorativi sull’aspetto dell’edificio quali: la limitazione o, meglio, l’abolizione delle strutture esterne che creano un effetto “paravento” abbastanza banale; meglio prevedere eventualmente appropriate alberature.
- è auspicabile che l’intero progetto venga esaminato dalla Commissione per la qualità architettonica e per il paesaggio recentemente costituita. Potrebbe essere un modo di marcare la differenza con la precedente Commissione, che era del tutto inadeguata ad esprimere pareri indipendenti dall’apparato tecnico del comune.
Il patrimonio immobiliare comunale