La zona collinare di Siccomonte
Dopo aver cambiato volto alla campagna attorno alla città ormai diventata periferia della periferia o villaggio commerciale l'edilizia si spinge sulle prime colline. L'episodio più recente è la costruzione di una serie di edifici sulla costa che porta a Siccomonte in posizione dominante dal punto di vista panoramico. Si tratta di una forzatura del Prg e del regolamento edilizio certamente ben congegnata in un ambito di intervento in cui la funzione pubblica di controllo è inesistente per un motivo molto semplice: l'operazione è stata condotta senza delibera della Giunta Comunale ma sulla base di atti gestiti dall'Ufficio Tecnico in completa autonomia. La presentazione dei progetti è avvenuta nel periodo in cui la Commissione per la Tutela del Paesaggio era direttamente presieduta dal responsabile dell'Ufficio Tecnico Comunale che rivestiva pertanto la duplice figure di controllato e controllante!
Sia tratta di quattro edifici sul crinale della collina che porta a Siccomonte di tipologia costruttiva dubbia in quanto non riconducibile ad una finalità strettamente legata all'uso agricolo. Abbiamo appurato che in data 5 maggio 2009 è stata presentata denuncia inizio attività per installazione recinzione e cancelli mentre in precedenza il 21 aprile 2009 era stata  presentata pratica di restauro e risanamento conservativo di tipo B di fabbricato accessorio a servizio dell'azienda agricola. I lavori sono praticamente finiti, totalmente per quel che riguarda fondazioni e murature, in corso risulta la coibentazione delle coperture. Le evidenti difformità tra il costruito e le precedenti motivazioni  dei lavori hanno poi portato alla richiesta di variante al progetto di costruzione 101/2008 per realizzazione fabbricato accessorio. Leggendo le licenze edilizie risulta che il responsabile UTC del provvedimento è Frazzi Luigi e che, attenzione, l'abitabilità risulta necessaria. Quest'ultimo requisito a mio avviso non è in linea con una motivazione dei lavori di "restauro risanamento conservativo di tipo B di fabbricato accessorio a servizio dell'azienda agricola.".
Le istruttorie di competenza di UTC sono tuttora in corso e non poteva essere altrimenti per vari motivi: non c'era l'urgenza come nel caso della demolizione di Villa Panini, non è il caso di prendersi troppe responsabilità. 
Dalla normativa urbanistica vigente l'intervento non si configura come  "restauro risanamento conservativo di tipo B" ma si tratta a mio parere di un intervento di nuova costruzione. Stabilire poi che questo sia corretto o meno sulla base delle leggi e dei regolamenti comunali non è certo di mia competenza e mi limito pertanto ad evidenziare la precarietà dei regolamenti stessi e delle procedure a garantire la tutela del territorio.
L'alterazione del paesaggio è evidente dall'esame del  materiale fotografico prodotto.
A titolo di curiosità e non solo, propongo anche la foto delle costruzioni del cosiddettoo Villaggio del Sole in costruzione in Via Togliatti prima della rotonda di Lodesana/Vaio, le dimensioni della costruzioni sono le stesse dei quattro edifici di Siccomonte. Mi attendo che per questi ultimi prima o poi siano richieste ulteriori varianti con cambiamenti d'uso.


«il disastro ai danni del paesaggio non sta tanto nello scandalo dei grandi abusi e nei mostri edilizi, quanto piuttosto nell’erosione continua, quotidiana, che si consuma sotto ai nostri occhi, e minaccia di cancellare del tutto il confine fra città e campagna».
Dal rapporto 2009 della Società geografica italiana.



Città e Territorio
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Il cosidetto villaggio del Sole di Via Togliatti, la tipologia costruttiva è identica a quella delle case costruite sulla costa di Siccomonte.



Autorizzato dalla precedente amministrazione ed omologato dall'attuale.
 
L'asse pedemontano
Il progetto è stato presentato in piena campagna elettorale al centro dell'ex-macello, oltre al candidato sindaco Enrico Montanari ed al Presidente della provincia Bernazzoli  era presente tutto lo stato maggiore del PD cittadino. Ad uno spettatore neutrale l'impressione è stata quella di una presentazione abbastanza sommaria dettata più da motivazioni immediate d'ordine politico che dall'intenzione di informare i cittadini. I nodi principali del progetto: l'utilità della strada in rapporto al traffico attuale ed a quello potenziale, le soluzioni adottate in vicinanza dei paesi, il superamento del torrente Parola che, nel tratto interessato, è  incassato tra le colline  e presenta effetti paesaggistici interessanti. Ma pochi erano i presenti  che dimostravano qualche interesse. La vicina tornata elettorale assorbiva l'attenzione.
L'iniziativa non ha portato al successo elettorale, ma le cose mal pensate in politica vanno sempre a buon fine.
Infatti puntualmente leggiamo su foglio del comune: "In previsione della realizzazione dell’asse viario pedemontano, che collegherà la nuova rotatoria di Cabriolo al ponte sul Taro di Medesano-Collecchio, l’assessorato alla Viabilità del Comune di Fidenza, in collaborazione con l’assessorato alla Pianificazione territoriale e alle Infrastrutture della Provincia di Parma, ha organizzato un incontro pubblico che si terrà giovedì 11 febbraio alle ore 21.00 nella Sala parrocchiale di Santa Margherita.
Nel corso dell’incontro - al quale parteciperanno l’assessore alla Viabilità del Comune di Fidenza, Giovanni Carancini, e l’assessore provinciale alla Pianificazione territoriale e alle Infrastrutture, Ugo Danni – saranno illustrati lo studio preliminare del tracciato e le sue caratteristiche funzionali, che prevedono sia interventi di riqualificazione della viabilità esistente, che interventi di nuova viabilità. L’evento sarà l’occasione per illustrare il lavoro svolto e per aprire un confronto, raccogliendo le osservazioni e i suggerimenti dei cittadini interessati dalla realizzazione del nuovo asse viario. Si apre così un processo di condivisione e di coinvolgimento dei cittadini mirato a perfezionare il progetto, integrandolo con le osservazioni dell’utenza finale."
Bello l'intento del confronto con la base, ma, il nodo principale comunque rimane: perché il nostro Comune si sente così solidale con progetti così inutili e dannosi per l'ambiente?  Non è il caso di porre un freno alla paranoia costruttiva della Provincia.
Le colline