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L'importanza del P S C per la città ed il suo territorio
Uno strumento come il PSC (Piano Strutturale Comunale) è importante e strategico per il futuro di tutti i cittadini e non può essere deciso unicamente dai tecnici e dagli amministratori. Riguarda ognuno di noi e per questo è importante essere informati e coinvolti nelle diverse fasi di approvazione e attuazione del PSC, sia come singoli, sia come appartenenti ad associazioni.
Il processo di pianificazione ed il percorso per che dar vita al PSC dovrà  coinvolgere cittadini e associazioni in assemblee ed incontri tematici su ambiente, mobilità, ed altri aspetti nelle diverse fasi di attuazione fino alla sua approvazione definitiva.
L’informazione dovrà costituire il primo passo della partecipazione ed i documenti, la cartografia e altri materiali illustrativi del PSC dovranno essere reperibili oltre che nei modi tradizionali anche on line.
Il Piano Strutturale Comunale (PSC), strumento di pianificazione
urbanistica ha come scopo quello di promuovere:
  • • lo sviluppo economico, sociale e culturale della popolazione;
  • • il miglioramento della qualità della vita;
  • • l’uso consapevole e appropriato delle risorse non rinnovabili.
Il PSC dovrà poi indicare gli orientamenti generali che guideranno lo sviluppo urbanistico della nostra città nei prossimi anni.

PSC, POC, RUE - impariamo a conoscerli.
Strumenti cartografici e normativi (modello dati di  base del PSC) della pianificazione urbanistica comunale, ed in particolare, secondo la definizione data dalla L.R. n° 20 del 2000:
- il Piano Strutturale Comunale (PSC),  è lo strumento di pianificazione urbanistica generale che deve essere predisposto dal Comune, con riguardo a tutto il proprio territorio, per delineare le scelte strategiche di assetto e sviluppo e per tutelare l'integrità fisica ed ambientale e l'identità culturale dello stesso.
- il Piano Operativo Comunale (POC), è lo strumento urbanistico che individua e disciplina gli interventi di tutela e valorizzazione, di organizzazione e trasformazione del territorio da realizzare nell’arco temporale di cinque anni. Il POC è predisposto in conformità alle previsioni del PSC e non può modificarne i contenuti.
- il Regolamento Urbanistico ed Edilizio (RUE),  contiene la disciplina generale delle tipologie e delle modalità attuative degli interventi di trasformazione nonché delle destinazioni d’uso. Il Regolamento contiene altresì le norme attinenti alle attività di costruzione, di trasformazione fisica e funzionale e di conservazione delle opere edilizie, ivi comprese le norme igieniche di interesse edilizio, nonché la disciplina degli elementi architettonici e urbanistici, degli spazi verdi e degli altri elementi che caratterizzano l’ambiente urbano.

Pubblicato da Fidentino.com
Il programma di mandato dell'attuale amministrazione

POLITICHE URBANISTICHE
Il rispetto e la valorizzazione del territorio saranno i criteri ispiratori della nostra politica urbanistica. Il centro storico è, per definizione, il patrimonio più autentico della storia di Fidenza e sarà nostro preciso obiettivo favorire tutte le iniziative di riqualificazione, che vadano nella direzione di ristrutturare e abbellire gli edifici.  Il censimento del patrimonio storico potrà impedire interventi selvaggi di demolizione e il mancato rispetto dei vincoli architettonici.
L’assetto delle strade del centro storico deve in questo contesto prevedere nuovi processi di riqualificazione che, oltre ad interessare le strade principali deve spingersi ad interventi mirati sul reticolo minore di strade, vicoli e piazze secondo un progetto unitario che costituisce una sorta di piano di intervento generale con regole e meccanismi che guidano le trasformazioni ammissibili. 
Costruiremo il nuovo Piano Strutturale Comunale con un percorso che preveda strumenti e occasioni reali di confronto e di partecipazione; utilizzeremo il massimo rigore nel bando di gara per l’affidamento dell’incarico di realizzare il PSC, con il quale si promuoveranno lo sviluppo economico, sociale e culturale, il miglioramento della qualità della vita e l’uso appropriato e consapevole delle risorse non rinnovabili. Il numero sempre in aumento di immobili invenduti testimonia che è lo stesso mercato a chiedere di rallentare le politiche di espansione e a ripensare le scelte di sviluppo, nelle quali tutti dovranno avere libertà di scelta e pari opportunità di investimento.
Di estrema importanza in questo contesto è l’attività, che caratterizzerà la prima parte del mandato amministrativo, di confronto e verifica sui comparti urbanistici già classificati da precedenti piani che non hanno avuto avvio con particolare riferimento a quelli interni al tessuto edificato ed ai quali erano sottesi rilevanti obiettivi pubblici. Tutto ciò consentirà di avere un quadro conoscitivo dello stato di fatto più ricco ed articolato per le nuove scelte di assetto urbano.

Vogliamo comunque enunciare alcuni temi urbani, non già evidenziati in altre parti di questo documento, che saranno parte rilevante e sostanziale della Fidenza che vogliamo costruire:
  • l’attraversamento urbano della ex via Emilia con il completamento della tangenziale sud deve perdere il suo carattere di elemento di separazione all’interno della città difficile da attraversare e da vivere come spazio dotato di una specifica vitalità. In questo senso la progettualità che metteremo in campo supererà una visione unicamente di natura viaria e di messa in sicurezza per immaginare la costruzione per parti di un insediamento lineare fatto primariamente da spazi ed elementi pubblici ma anche da una riqualificazione edilizia del tessuto circostante. In questo modo lo spazio Via XXIV Maggio – via Gramizzi finalmente assumerà un proprio carattere specifico che, non negando la sua funzione di connessione viaria all’interno del tessuto urbano, assume altri e più pregnanti ruoli e significati;
  • completamento dell’assetto di tutta l’area stazione in entrambi i lati posti a sud ed a nord del rilevato ferroviario in modo tale da rendere quell’area a tutti gli effetti una nuova centralità. In particolare la nostra attenzione sarà rivolta alla realizzazione di un sistema di servizi pubblici che metta a Fidenza in quel luogo in grado di giocare da protagonista insieme a Parma il ruolo di stazione di connessione sulla linea a d Alta Capacità a metà tra Milano e Bologna;
  • pianificazione e progettazione del grande spazio di servizi pubblici previsto al centro del quartiere Villa Ferro dove la città pubblica costruisce nuovi insediamenti funzionali alla crescita dei servizi urbani o ad un loro miglioramento.
  • Concreta realizzazione del nuovo Parco dei Gigliati previsto dalla convenzione urbanistica per l’attuazione dell’intervento promuovendo forme di partecipazione dei cittadini dei quartieri adiacenti con particolare riferimento alla fase iniziale della raccolta di suggerimenti e di definizione del quadro delle attese;
  • Netta spinta alla progressiva attuazione del completamento del recupero del Convento delle Orsoline e all’attuazione del recupero del Collegio dei Gesuiti estendendolo all’adiacente Chiesa della Gran Madre di Dio, ed al recupero degli spazi sottostanti. Parte integrante di questa progettualità sono gli spazi pubblici che ne costituiscono la naturale connessione raccordandolo al recupero del Collegio dell’Angelo previsto all’interno del comparto dell’Ex ospedale.
  • Definizione ed attuazione per ambiti specifici caratterizzati da tematiche e sviluppi omegenei di progetti e programmi di valorizzazione che uniscano  aspetti urbanisticio e di decoro urbano a nuove opportunità anche di tipo economico produttivo.
Novembre 2009 - Fidenza, Psc e dirigenti parla il sindaco Cantini

La giunta sta lavorando alla definizione del nuovo piano strutturale e già nei primi mesi dell'anno prossimo qualche idea potrebbe essere presentata ai cittadini
L'attesa per il primo PSC targato centrodestra nella storia di Fidenza è quasi finita. La giunta guidata da Mario Cantini sta lavorando alla definizione del nuovo progetto e già nei primi mesi dell'anno prossimo qualche idea potrebbe essere presentata ai cittadini. «L'ufficio - sostiene il primo cittadino - sta continuando la costruzione del Quadro Conoscitivo ed all'inizio del prossimo anno avvieremo un confronto più ampio all'interno e all'esterno della struttura comunale per una sua conoscenza e condivisione». La giunta precedente, quella di centrosinistra targata Giuseppe Cerri, proprio sullo strumento urbanistico si spaccò in due, subito dopo aver fatto un bando. Quella Cantini rispetto agli ingombranti predecessori sembra voler fare qualche passo indietro allo scopo di ricominciare (quasi) daccapo. «L'Amministrazione precedente - afferma Cantini - aveva effettuato un bando per la scelta del team esterno cui hanno partecipato professionalità di rilevante importanza; intendiamo riprendere quel bando, riaprire nei termini in modo da ampliare il campo delle possibili scelte e poi procedere spediti ascoltando tutti, ma riservandoci alla fine la responsabilità ed il dovere delle scelte. Definiremo contestualmente i tre livelli di cui si compone il Piano Urbanistico Comunale: PSC, POC e RUE, ma già nei primi piani di settore che definiremo ed approveremo, ovvero l'aggiornamento del Piano del Traffico, il Programma Energetico Comunale, il programma di intervento e riqualificazione di specifici ambiti del centro storico, si definirà l'idea di città che ci guida: una città di regole e di opportunità nello stesso tempo, una città attenta e capace di cogliere le sempre più veloci modificazioni del sistema economico e sociale e di interpretare il proprio ruolo in continuità con la propria storia».

Articolo di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 20/11/2009
Omessa la seconda parte dell'articolo relativa alla question dirigenti, visto che ormai sappiamo com'è andata.
PSC: i primi passi e le opinioni
Prove di partecipazione
PSC: L'ottimismo della volontà non è l'Araba Fenice
Il polverazzo che si sta alzando  sulla gara d'appalto della tangenziale - come in altro modo, per il grattacielo che, forse, si costruirà al di la della ferrovia o per i lavori del Forno comunale che, di sicuro, non cominceranno alla data annunciata - quel polverazzo è il risultato di una politica urbanistica che, da anni, episodicamente, a casaccio,  si nutre di vecchi progetti e nuove varianti, senza una politica urbanistica generale che delinei le scelte strategiche e strutturali di assetto e sviluppo ma anche di tutela del territorio fidentino, mentre, al contrario,  viene usata per fare cassa attraverso gli oneri di urbanizzazione. Le tentazioni, dunque, sono tante.
Sgombrando il campo dagli equivoci, diciamolo: la politica  non è il campo dell'immaginazione teorica, ma dell'originalità pratica,  della corretta percezione del concreto, smettendo di vedere ciò  che non esiste e nell'imparare a vedere ciò che esiste con, come scriveva Gramsci,  <<Il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà>>.
Ecco, la volontà. La volontà c'é, nero su bianco, dal "programma di mandato": <<Il rispetto e la valorizzazione del territorio saranno i criteri ispiratori della nostra politica urbanistica. Il centro storico è, per definizione, il patrimonio più autentico della storia di Fidenza e sarà nostro preciso obiettivo favorire tutte le iniziative di riqualificazione, che vadano nella direzione di ristrutturare e abbellire gli edifici.  Il censimento del patrimonio storico potrà impedire interventi selvaggi di demolizione e il mancato rispetto dei vincoli architettonici.         L’assetto delle strade del centro storico deve in questo contesto prevedere nuovi processi di riqualificazione che, oltre ad interessare le strade principali deve spingersi ad interventi mirati sul reticolo minore di strade, vicoli e piazze secondo un progetto unitario che costituisce una sorta di piano di intervento generale con regole e meccanismi che guidano le trasformazioni ammissibili.       Costruiremo il nuovo Piano Strutturale Comunale con un percorso che preveda strumenti e occasioni reali di confronto e di partecipazione; utilizzeremo il massimo rigore nel bando di gara per l’affidamento dell’incarico di realizzare il PSC, con il quale si promuoveranno lo sviluppo economico, sociale e culturale, il miglioramento della qualità della vita e l’uso appropriato e consapevole delle risorse non rinnovabili. Il numero sempre in aumento di immobili invenduti testimonia che è lo stesso mercato a chiedere di rallentare le politiche di espansione e a ripensare le scelte di sviluppo, nelle quali tutti dovranno avere libertà di scelta e pari opportunità di investimento.  Di estrema importanza in questo contesto è l’attività, che caratterizzerà la prima parte del mandato amministrativo, di confronto e verifica sui comparti urbanistici già classificati da precedenti piani che non hanno avuto avvio con particolare riferimento a quelli interni al tessuto edificato ed ai quali erano sottesi rilevanti obiettivi pubblici. Tutto ciò consentirà di avere un quadro conoscitivo dello stato di fatto più ricco ed articolato per le nuove scelte di assetto urbano.>>
Altro? Quattro anni passano in fretta. Il PSC, per essere in orario all'avvenire,  deve entrare da subito nell'agenda politica di questa maggioranza e di questa opposizione.  Il tempo è tiranno e l'ottimismo della volontà non è l'Araba Fenice.
Postato da Pierre Barilli su Blog fidentino il 5/31/2010 03:50:00 AM
In continuità formale con le procedure iniziate dalla precedente Amministrazione la Giunta Comunale con la deliberazione numero 139 del 29 giugno 2010 ha riaperto i termini per la "Raccolta dimostrazioni di interesse e disponibilità al fine della scelta del team esterno" che dovrà affiancare lo staff tecnico comunale nella redazione dei nuovi strumenti urbanistici comunali che sinteticamente chiameremo PSC o Piano di Sviluppo Comunale, in passato altrettanto sinteticamente chiamato Piano Regolatore. La delibera tiene conto dei passaggi successivi alla deliberazione di Giunta comunale n. 143/2007 "che orientano e condizionano oggi la proposta che i soggetti interessati possono avanzare all’amministrazione" e tiene pure conto "dei contenuti e degli adempimenti conseguenti alla deliberazione di Giunta comunale n. 112 del 19 giugno 2008 che hanno visto l’avvio con la responsabilità attribuita alla struttura comunale di una prima fase di lavoro" come pure "dell’attribuzione degli incarichi per la redazione della valutazione di sostenibilità ambientale e territoriale a partire dalla fase di redazione del Quadro Conoscitivo". Si tratta di alcuni passaggi preliminari che hanno anche comportato un dispendio di risorse non sempre giustificato, ma non ritorniamo su aspetti già a suo tempo oggetto di critica per la modalità di assegnazione degli incarichi.
La richiamata delibera numero 139 del 29 giugno u.s. dell'attuale amministrazione "di destra" è vista con favore dal principale partito dell'opposizione che vede in quest'atto l'omologazione politica di un processo iniziato dalla precedente amministrazione "di sinistra". Difficile per un cittadino capire queste finezze che si consumano nel ristretto recinto dei "politici" e che hanno in genere come unico fine quello di escludere dal dibattito proprio i cittadini. In questa luce va letta la dichiarazione del PD apparsa oggi sulla Gazzetta di Parma che dimentica ogni accenno alla partecipazione dei cittadini alle scelte limitandosi a un generico richiamo alla "condivisione" delle scelte "nell'interesse della città".
All'inizio abbiamo parlato di "continuità formale", se da questa continuità formale si arriverà ad una "continuità piena e condivisa" il percorso sarà molto semplice con la riproposizione di un PSC fotocopia di quello precedente. La rilettura delle linee programmatiche della presente amministrazione non vanno in questa direzione e ci attendiamo che anche la minoranza sappia giocare il suo ruolo non in difesa dei suoi errori ma con proposte nuove. In poche parole chi cavalcherà la "partecipazione dei cittadini alle scelte"? L'attuale maggioranza che ha dichiarato di restituire la città ai fidentini o l'attuale minoranza?
Allegati:
Delibera n. 139 del 29 giugno 2010
Delibera n. 143 del 12 luglio 2007
Le linee programmatiche dell'Amministrazione Cantini
La nota di ITALIA NOSTRA sul nuovo PSC - 22 luglio 2010
 
 
 
L'avviso di riapertura dei termini
Si rende noto che l’Amministrazione Comunale, con deliberazione della giunta n. 193 del 29 giugno 2010, ha riaperto, fino al 30 settembre 2010, il termine per la raccolta  delle manifestazioni di interesse e disponibilità al fine della scelta del soggetto esterno da incaricare, secondo il documento approvato con la stessa deliberazione ed allegato a questo avviso,  della redazione dei nuovi strumenti urbanistici comunali ai sensi della L.r. 20/2000 e s.m.i. (P.S.C., R.U.E. e P.O.C.).
I soggetti interessati aventi i requisiti dovranno far pervenire la documentazione richiesta consistente in una proposta metodologica ed un curriculum vitae professionale, accademico e di ricerca con particolare attenzione agli incarichi di natura urbanistica generale ed attuativa all’ufficio protocollo del Comune di Fidenza, piazza Garibaldi n. 1, entro e non oltre il giorno 30 settembre 2010.
Fidenza, 6 luglio 2010
Il Dirigente
(Arch. Alberto Gilioli)
La scelta dei professionisti esterni
Nel Consiglio Comunale del 28 ottobre 2010 il Sindaco Mario Cantini comunica che la lista dei candidati interessati alla "SELEZIONE PER LA SCELTA DEL SOGGETTO DA INCARICARE DELLA REDAZIONE DEI NUOVI STRUMENTI URBANISTICI COMUNALI AI SENSI DELLA L.R. 20/2000"  comprende venti nominativi. Si tratta di candidature anche importanti. Tuttavia non disponendo ancora di tutti i dati richiesti in merito ai candidati stessi, si riserva di darne successiva e più completa comunicazione nel rispetto della partecipazione e della trasparenza amministrativa.
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Il 30 settembre è scaduto il termine previsto dal bando per la "SELEZIONE PER LA SCELTA DEL SOGGETTO DA INCARICARE DELLA REDAZIONE DEI NUOVI STRUMENTI URBANISTICI COMUNALI AI SENSI DELLA L.R. 20/2000" i cui termini erano stati opportunamente riaperti con la deliberazione della giunta n. 193 del 29 giugno 2010. Ci si avvia pertanto alla difficile scelta di un professionista che, di concerto con l'Amministrazione Comunale e i suoi uffici, elabori una proposta guida per i prossimi anni nel governo del territorio. In passato la scelta dei professionisti esterni è sembrata largamente pilotata se non imposta da interessi particolari interni ed esterni ai partiti col risultato di escludere i cittadini da ogni fase del processo di elaborazione e controllo.
Novembre 2010: il Sindaco Mario Cantini ed il PSC
Due citazioni riferibili al nostro Sindaco:
“La novità più importante è stata la riapertura del bando a cui hanno risposto circa 20 studi professionali nazionali e internazionali. Entro l’inizio del prossimo anno decideremo a chi assegnare l’incarico per la realizzazione del nuovo PSC, al quale seguirà una fase partecipativa a cui tengo molto, visto che in questo modo verrà deciso il futuro della città per i prossimi 10-15 anni. L’iter avrà una durata complessiva di circa due anni e mezzo, al termine del quale ci sarà l’approvazione definitiva”.
“La mia linea guida si basa sul principio che tutto ciò che riguardi l’ambito produttivo va tendenzialmente favorito, sempre nel rispetto e nei limiti delle norme. L’aspetto residenziale, invece, andrà studiato attentamente. Ci sono prospettive di una leggera espansione, anche perché la logica del “cemento zero” non riesco a concepirla, ma ci sono da fare attente valutazioni. È necessario riqualificare il centro storico e, al contempo, tracciare un’ideale linea rossa che sarà necessario non superare, perché non posso immaginare una campagna completamente costruita”.

 
Dicembre 2010: dal "blog fidentino" riportiamo
Lo strano caso di Fidemaggiore e Salsidenza
C'è nell'aria, e fors'anche in qualche cassetto,  l'idea, o meglio,  il progetto di unificare, fondere, Fidenza con Salsomaggiore. Un idea balorda che, se mai dovesse verificarsi, come prima applicazione comporterebbe non solo l'urbanizzazione, chiamiamola pure cementificazione,  di vasti e ricchi terreni agricoli precollinari, ma anche la condivisione di una situazione prefallimentare, a partire dal comparto termale.
Promoter del progetto è l'ing. Massimo Tedeschi,  ingeniere capo, in aspettativa, del comune di Salsomaggiore, ex sindaco di Fidenza e attuale sindaco di Salsomaggiore,  nato e residente a Fidenza, iscritto al Pd di Fidenza, di cui è membro del Direttivo comunale. Negli ultimi giorni Massimo Tedeschi, attraverso i media,  ha rilasciato queste dichiarazioni: <<Colgo l’occasione, però, per confermare la mia idea secondo cui una fusione tra Salsomaggiore e Fidenza creerebbe una realtà economica e istituzionale molto forte>>. (Massimo Tedeschi, il Gio, 18/12/2010);  <<C’è bisogno di convergenza e di unità – spingono in questa direzione anche alcune norme in materia di associazionismo fra enti locali contenute nella manovra di governo – e gli esponenti politici e gli amministratori da sostenere a tutti i livelli sono quelli che uniscono. Si tratta di un processo da emulare. Anche da due importanti Comuni delle dimensioni di Salsomaggiore e Fidenza – ma ne vedo anche altri – che costituiscono il secondo polo ordinatore provinciale, dopo il capoluogo, e insieme fanno quasi 50 mila abitanti, e che insieme avrebbero tutto da guadagnare". (Massimo Tedeschi intervista di Andrea Marsiletti del 10.06.10 su Parmadaily).
In realtà, simili dichiarazioni   -viste le premesse e le promesse dell'attuale sindaco di Fidenza, decisamente contrario a nuove cementificazioni-  valgono quello che valgono: zero.
A ben vedere,  da una parte quelle dichiarazioni sono  uno spot rivolto a determinati ambienti che fanno della speculazione edilizia ragione sociale e che per questo potrebbero investire politicamente sul bis di Tedeschi sindaco;  dall'altra  un modo per parlare con gli elettori salsesi d'altro che non sia il bilancio della sua attuale gestione dell'amministrazione comunale: fallimentare.
Purtroppo, ben sapendo che anche i nani al tramonto hanno l'ombra lunga, già come comunità fidentina ci siamo fatti carico di mettere anche del nostro,  finanziando parte del progetto di ampliamento del nostro depuratore delle acque di scarico al fine di trattare anche quelle salsesi; per non parlare della approvata rotonda, e relativi nuovi collegamenti stradali,  a Ponte Ghiara  e, di conseguenza,  delle nuove classificazioni di aree attualmente agricole  i cui oneri di urbanizzazione saranno intascati dai salsesi... Non è che l'inizio, altre ne dovremo ascoltare. Addirittura, e siamo al ridicolo,  ci siamo sorbiti la predica di un neo assessore salsese che, su un blog di anonimi ben vicini al Pd,   pretende di darci lezioni di democrazia e venderci  un "progetto di e-democracy" interessate quanto utopico se sperimentato, con i soldi dei cittadini, su realtà a scala così ridotta (di Comeser ne basta una!).


Le buone intenzioni, quelle che di solito si formulano in campagna elettorale e poi si dimenticano o quelle dei discorsi e nei comunicati che ti fanno sospettare che ti abbiano già fregato, questa volta sembrano assenti dalla relazione al bilancio che il Sindaco Mario Cantini presenta nel Consiglio Comunale del 21 dicembre. Alcune anticipazioni erano già in calendario, anzi in un calendario del tutto particolare, quello del Comune ampiamente illustrato dai lavori di Franca Rodolfi. Iniziativa nuova e piacevole, ma coraggiosa: legare le cose da fare ad un calendario è impegnativo sia per il riferimento al tempo sia per il fatto che il calendario ha meno probabilità di un patinato “giornalino comunale” di passare direttamente alla raccolta differenziata del venerdì successivo.
Ma veniamo ai contenuti ed al PSC cui il Sindaco riserva la parte finale della relazione ricordando che “Il 2011 sarà un anno strategico per la nostra città, in cui si getteranno le basi della Fidenza futura con l'adozione del PSC con cui disegneremo la città di domani.” per poi poseguire “L'amministrazione si sta preparando e già da ora voglio lanciare un messaggio a tutti voi di condivisione che la decisione richiede”.
Il sindaco nell'affrontare in modo molto diretto l'argomento del PSC nel contempo lo smitizza: «Un passaggio importante certamente ma da non caricare di attese eccessive o del valore delle tavole della legge. Consentitemi la battuta: il PSC non cura i mali del mondo. Dico questo perché vedo da una parte un eccessivo clima di attesa e dall’altra la non sempre chiara percezione della natura di strumento di lavoro che indica linee possibili e attese di sviluppo e crescita della comunità, ma che deve avere quella duttilità, flessibilità e capacità di modificarsi a fronte di una realtà che intorno a noi si modifica a una velocità che non ha eguali nella storia. Un piano che deve essere innanzitutto nelle sue linee fondamentali di natura strategica e oggetto di una condivisione più ampia possibile, con una partecipazione reale dei mondi economici, sociali, culturali e dei singoli cittadini interessati, dove le scelte che ci competono verranno assunte dopo aver sentito nel modo più ampio tutti e non solo quelli apparentemente più attivi».
Quindi non un piano rigido adatto solo ad essere puntualmente stravolto da varianti come avvenuto per il PRG del secolo scorso, quello di Gabrielli/Tedeschi per intenderci, ma un PSC che formula  più ipotesi di possibile sviluppo includendo regole per gestirle nel modo più conveniente. Un concetto che già di per se è difficile da formulare ma su cui è necessario lavorare.
Il piano dovrà essere largamente condiviso afferma il Sindaco e questa non è una novità ma una  scommessa di mandato.
Le affermazioni successive riportate sono enunciazioni di principio, che si prestano spesso a diversi scenari possibili.
Quando si dice «Un PSC, quindi, che farà proprio l’obiettivo di un contenimento nell’uso del suolo agricolo ma lo farà in modo intelligente e attento alle esigenze del mondo produttivo e al rafforzamento di Fidenza quale polo ordinatore del nostro territorio, insieme a Salsomaggiore Terme e accanto all’altro polo rappresentato da Parma» si pone una tutela del “suolo agricolo” condizionata anche da scelte che ricadono in sfere decisionali diverse. Quali garanzie da possibili compagni di strada non proprio orientati alla conservazione del suolo? L'utopia metropolitana di Tedeschi di saldare col cemento Fidenza e Salsomaggiore è ancora una realtà o un incubo del passato?
Quando si dice «.... la riqualificazione si accompagna ad altre tipologie di intervento che possono aiutare a recuperare anche le risorse necessarie agli interventi di recupero e valorizzazione dell’esistente» in pratica non si rinuncia a dipendere dai proventi di urbanizzazione per migliorare l'assetto urbano.  
Realisticamente il Sindaco si sofferma poi sull'impegno di arrivare al  completamento di quanto già in essere in forza di piani e progetti già approvati che in alcuni casi avranno impatto notevole sul nuovo PSC, basti citare l'intervento per il riuso economico-produttivo delle aree ex CIP ed ex Carbochimica.
Chiudendo il Sindaco afferma “è intenzione dell’Amministrazione avvalersi della possibilità di variante anticipatoria prevista dall’aggiornamento della legge regionale 20/2000 sulla tutela e uso del territorio». E' una espressione molto tecnica probabilmente necessaria che rimanda, se non sbaglio, all'articolo 41 della legge regionale citata.
Nei dieci minuti della relazione, ripresa integralmente nel filmato, il Sindaco si è soffermato ad inquadrare la situazione socioeconomica fidentina nel contesto generale del paese, ricordando anche alcuni traguardi raggiunti nel 2010 e gli obiettivi da perseguire nel 201.
Oltre alla relazione al bilancio del Sindaco non dimentichiamo il corposo e puntuale intervento del Vice Sindaco Stefano Tanzi ed gli interventi successivi in cui la minoranza, con i Consiglieri Giuseppe Cerri e Luigi Toscani, ha giustamente posto in luce alcune debolezze del bilancio. Dalla parte delle entrate viene rimarcata l'aleatorietà dei proventi da alienazione cespiti e dei contributi dei privati.  Dalla parte delle spese la fattibilità di alcune iniziative.
Il PSC nella relazione al bilancio del Sindaco
Piazze Verdi e Pontida
Nuovi Terragli
Area ex-Esso
Area ex-villa Panini
Area Porro e Ariosto
Nuovi quartieri a sud
Vecchio ospedale
Palazzo Arzaghi
Parcheggio al Duomo
Tangenziale
Cose da fare
“Un piano strategico che disegnerà lo sviluppo della Fidenza del futuro».
Un piano per la città realistico e condiviso è quello che propone alla sua città il Sindaco Mario Cantini precisando che lo sviluppo di Fidenza non ha colore politico.
In una intervista alla Gazzetta di Parma di sabato 19 febbraio il Sindaco  riprende il discorso sul Piano Strutturale Comunale e si spinge avanti con chiarezza senza retorica, senza discorsi astratti e rituali.
Il successo del bando relativo all'assegnazione dell'incarico è tutto contenuto in quelle venti "manifestazioni di interesse" avanzate da studi professionali, italiani ed anche esteri, in corso di valutazione in Commissione Urbanistica per una decisione attesa nel giro di un mese da parte della Giunta.
In omaggio alla trasparenza e alla partecipazione comunque il Sindaco precisa: “Abbiamo già iniziato una serie di incontri con le frazioni e i quartieri per capire quali sono i problemi e raccogliere suggerimenti da chi ci vive per poi individuare quali sono le priorità. Anche il professionista scelto, dopo aver studiato la struttura della città, incontrerà e ascolterà cittadini e associazioni. il percorso deve essere chiaro e trasparente”.
Dopo queste importanti premesse ecco le idee sviluppate dal Sindaco che toccano alcune criticità su cui ci siamo più volte soffermati
Per il centro storico  l'obiettivo sarà quello di "riqualificare il centro storico e i quartieri anni '50 e '60, anche per evitare i fenomeni di ghettizzazione" migliorando la qualità delle abitazioni per "renderle attrattive , evitando che si continui a costruire verso Salso." In queste parole è evidente vedere una proposta di sviluppo abitativo diversa da quello in atto impostato su una continua espansione  di anonime periferie attorno ad un centro in evidente degrado.
Assecondare la vocazione urbanistica  delle zone a sud ed a nord della ferrovia diventa un altro paletto al nuovo piano "è ormai assodato che la zona verso la collina ha una vocazione abitativa, mentre quella oltre la ferrovia è caratterizzata da insediamenti commerciali e industriali, anche se, in ambito residenziale, sarà necessario un contenimento degli interventi espansivi a tutela del sistema pede-collinare e collinare".

Passando poi più alle cose da fare o da completare il Sindaco si esprime sull'annoso problema dei cosiddettii "cantieri bloccati": per quanto riguarda Villa Panini, l'ex ospedale e palazzo Arzaghi, il sindaco pur, ricordando che si tratta di proprietà private, la questione è comunque alla sua attenzione e precisa: "per l'ex ospedale stiamo intensificando i rapporti con la nuova proprietà per iniziare almeno i lavori di demolizione, eccetto la parte vincolata; per quanto riguarda Villa Panini l'intenzione della proprietà è quella di costruire mentre palazzo Arzaghi sarebbe un recupero impegnativo da tutti i punti di vista e non possiamo imporlo a chi lo possiede, anche se sono in corso attività per il suo consolidamento e il mantenimento in sicurezza".

Ma ecco le "10 scommesse" che PSC o non PSC il Sindaco Cantini  vuol realizzare nei prossimi anni di mandato :
  • Nuova rotatoria di via Gramsci
  • Sistemazione definitiva di tutte le rotatorie e ridisegno del Put
  • Parcheggio Guernika a due piani e raddoppio del parcheggio di via Marconi
  • Nuovo tunnel ferroviario veicolare 4 e passaggio pedonale nel sottopasso stazione
  • Conclusione primo stralcio lavori in piazza Repubblica (stazione) ,
  • Nuove scuole Ipsaa Solari e Ongaro a Villa Ferro
  • Wi-fi libero in parchi e piazze
  • Salvataggio di Comeser con impegno dei privati
  • Bonifica ex Cip e demolizione , ex Carbochimica
  • Demolizione ex forno comunale e nuovo progetto


La volontà del PD di instaurare un proficuo dialogo sul PSC
Il PD risponde al Sindaco Cantini in merito ai dieci punti di programma che il Sindaco ha dichiarato di voler realizzare entro la fine del proprio mandato in un'intervista alla «Gazzetta». Affida questa volta la risposta ad comunicato del direttivo usando un linguaggio di preoccupante buonismo ma nel contempo se ne appropria il merito progettuale dimenticando la propria endemica incapacità di fare: «Innanzi tutto  per molti di questi dieci obiettivi da raggiungere si riconosce una grande complessità. Sono un'eredità proveniente dal passato e sono interventi strutturali, per una città, che richiedono tempo, passione e condivisione che va ben oltre la durata di un mandato amministrativo. Erano e sono un patrimonio di idee e di iniziative delle giunte di centrosinistra che hanno governato Fidenza nelle passate legislature e sul loro compimento noi, oggi, non abbiamo cambiato idea. Se la loro realizzazione avverrà nel pieno della correttezza non avremo nessuna remora a sostenerle».
Si passa poi all'appello al dialogo ricordando tuttavia alla presente Amministrazione che per il PD è in minoranza i numeri non contano, mentre sappiamo quanto contassero quando il PD amministrava: “Il nostro vuole essere un normale mettersi a disposizione della città per portare a compimento opere utili Sappiamo bene, e lo sta scoprendo anche il sindaco, che per cambiare una città e dotarla di infrastrutture, idee e progetti che le permettano di crescere e di migliorarne la vivibilità, non basta assolutamente la forza dei numeri. Occorre condivisione degli obiettivi e una contrapposizione sana. Se oggi i compagni di viaggio di Cantini, al contrario di ieri, condividono questi obiettivi ne siamo ben lieti. In ogni caso proveremo a dare il nostro contributo per raggiungerli».
Dopo questi ampi preamboli la nota del PD arriva  al tema politico che è anche l'unica cosa che interessa al PD: il PSC, per il quale «.. auspichiamo una scelta in tempi ristretti e qualificata riguardo all'estensore, come abbiamo sollecitato più e più volte in consiglio comunale. Sarà questo il primo passo che indicherà alla città che le intenzioni di questa amministrazione sono serie. Sappiamo che le idee per la città del futuro non potrà che fornirle un dibattito di alto livello. La storia di questa città e la stessa intervista del sindaco ci riconoscono di essere stati in grado di guardare avanti. Ancora oggi possiamo essere una ricchezza per questa città. Se abbiamo ben inteso il senso della dichiarazione, Cantini ha inteso lanciare una sfida a se stesso, alla sua maggioranza e alle forze sociali e politiche della città. Noi siamo pronti!».
Come abbiamo già altre volte ricordato nel commentare le sedute e le conseguenti deliberazioni del Consiglio Comunale  alla città servono indicazioni concrete e comprensibili. Il sindaco si è attenuto per ora a questo indicando alcuni obiettivi precisi senza nascondere le difficoltà nel realizzarli, l'opposizione,  come vediamo anche da questo suo comunicato; a intervista o documento resta invece arroccata in difesa dell'operato della precedente amministrazione senza un minimo di autocritica.
Il suo motto rimane sempre quello che mi ha dichiarato un onesto simpatizzante della sinistra: "non abbiamo perso abbastanza".

Il Sindaco di Fidenza rimanda al mittente le critiche dell'opposizione ricordando la pesante eredità che la passata amministrazione di centrosinistra gli ha rifilato. L'utilizzo di un linguaggio colorito ma di sapore borghigiano fa di questo discorso lo spot postelettorale migliore dell'anno.
GRASSO CHE COLA

In un momento in cui, in vista delle prossime elezioni comunali che si terranno in 8 comuni del Parmense (il 15 e 16 maggio andranno al voto: San Secondo, Sala Baganza, Neviano, Busseto, Fontanellato, Borgotaro, Traversetolo e Salsomaggiore) l'alleanza tra Lega e Pdl induce a pensare che, probabilmente, il centro-destra verrà chiamato ad assumere la gestione di Comuni come Salsomaggiore e San Secondo, sembra veramente urgente, anche in base all'esperienza di due anni di governo del centro-destra-civici a Fidenza, una considerazione sulle caratteristiche delle amministrazioni comunali che, oltre ad una presenza più direttamente politica, hanno una struttura portante basata su una complessa e potente articolazione burocratica che troppo spesso decide tempi e modi a prescindere dalla stessa volontà politica e amministrativa di un sindaco e di un Consiglio comunale eletto dai cittadini.
Nota a margine; in generale in questi ultimi 20/30 anni fattori interni ed esterni hanno determinato un sempre più percepito degrado del tessuto economico e politico che sembra non solo immutato e immutabile, ma anche incapace di rispondere alle sfide che la modernità e la globalizzazione comportano.
Per tornare alla realtà fidentina- nulla nasce dal caso - i pochi e immutati protagonisti della vita economica-industriale-urbanistica di questa città, sono saldamente legati al mondo politico, e, mentre pubblicamente occupano posizioni politiche diverse, si sono trovati spesso uniti nello spartirsi il territorio e incamerarne i profitti. Legittimo, ci mancherebbe... anche se i torti più grossi al nostro patrimonio paesaggistico e urbanistico, le speculazioni più ricche, sono state perpetrate sotto l'ombrello di un'apparente legalità... però.... dov'è il mercato? E la concorrenza?
Infatti, gruppi economici-finanziari-politici, a prescindere dall'appartenenza partitica o ideologica, per anni hanno fatto blocco, in altre parole monopolio, condizionando lo sviluppo della città alle loro convenienze a prezzo di sempre nuove "povertà" sociali e culturali, per non parlare del degrado del centro storico dove, non bastassero le ferite di Villa Panini o Palazzo Arzaghi, ecco quelle dell'ex Ospedale e del Forno Comunale con annesso ex Palazzo del Fascio, e poi ancora, antichi palazzi lasciati marcire dal'egoismo di proprietari che evidentemente se lo possono permettere. Lasciato il centro storico, notiamo interi nuovi quartieri senza servizi, senza parcheggi, strade strette, alla prima pioggia cantine allagate, e poi ancora, decine di cantieri aperti da anni e mai conclusi, una viabilità che non trova compimento; per non parlare dei quartieri artigianali...abbandonati a se stessi, addirittura alcuni mai accatastati e dunque per gli uffici comunali, inesistenti...
Potremmo continuare, diciamo soltanto che il Consiglio comunale per lunghi anni (governavano i nipoti del vecchio PCI) era un luogo di mera registrazione di volontà e dinamiche esterne legate al mondo della cooperazione modenese e a quello, parmigianissimo, di via Ponte Caprazzucca. Per finire, a Fidenza, nel vero significato del "voltare pagina per una Fidenza di tutti", crediamo occorra saper ricomporre e organizzare il possibile, cioè ridisegnare l'intero arco delle relazioni tra la pubblica amministrazione e i cittadini, singoli o organizzati.
Tutto il resto è grasso che cola. Ne riparleremo.

blog fidentino - cronache marziane: GRASSO CHE COLA
Si vuole davvero arrivare ad una prospettiva condivisa sul PSC?

Se passiamo dalla piazza ai partiti la "partecipazione" diventa "prospettiva condivisa". Le due espressioni hanno in comune il vuoto, sono pure espressioni indipendenti da un riferimento ad un qualsiasi significato. Abusata la prima formula, quella partecipativa, utile per ammansire la piazza e renderla corresponsabile di scelte di altri. La formula poi della "prospettiva condivisa" toglie ogni illusione e brutalmente indica una direzione precisa: tanto a me, tanto a te ed ancora a me. Per esemplificare: dalla Via Togliatti a Vaio a me, Coduro e il territorio verso la tangenziale nord a te, Fidenza ovest? ai Pinguini!
In questo quadro l'unico aspetto buono sono le perplessità del Sindaco nel rivelare il NOME dell'incaricato esterno per l'estensione del piano, ammesso che siano veramente perplessità del Sindaco e non  altro.  Intanto ci si può chiedere se la tornata elettorale di metà maggio a Salsomaggiore c'entri qualcosa? O che sia il modello Cassinetta di Lugagnano a turbare qualche sonno notturno? 
Per chi vuole approfondire ho poco da consigliare se non di godersi la vignetta a sinistra, a chi vuol  tenersi aggiornato sulle news suggerisco di rileggere l'articolo del sindaco della settimana scorsa sulla Gazzetta ed il link "si-vuole-davvero-arrivare-ad-una-prospettiva-condivisa-sul-psc? 
AL VIA LA FORMAZIONE DI NUOVI STRUMENTI URBANISTICI COMUNALI
Definito l’incarico al raggruppamento guidato dal Prof. Arch. Francesco Karrer

Fidenza, 20 maggio 2011 - Si è conclusa l’attività di valutazione delle 20 proposte pervenute per la redazione dei nuovi strumenti urbanistici comunali (PSC - RUE – POC) ai sensi della l.r. n. 20/2000.
La valutazione della documentazione presentata ha portato la giunta comunale a ritenere la proposta formulata dal raggruppamento temporaneo di professionisti con capogruppo il Prof. Arch. Francesco Karrer, ordinario di Urbanistica presso l’Università La Sapienza di Roma e Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, la più adeguata e rispondente agli obiettivi amministrativi. Il Prof. Karrer svolge importante attività scientifica e professionale nel campo della pianificazione e della progettazione urbanistica ed è consulente sui temi dell’assetto territoriale e urbano, nonché su specifici settori quali i trasporti e gli insediamenti produttivi di molti enti pubblici nazionali, istituti scientifici, enti preposti allo sviluppo e alla formazione quali il FORMEZ, e associazioni tra cui l’ANCI, ed è redattore e/o consulente di più piani urbanistici e territoriali tra cui, in questo momento, il nuovo Piano di Governo del Territorio del Comune di Brescia. Il raggruppamento comprende anche l’Ing. Gian Luigi Capra, l’Arch. Alessandro Tassi Carboni e il Prof. Ing. Michele Zazzi. L’Ing. Capra, con studio in Parma ha redatto PSC e Piani Urbanistici Attuativi in diversi comuni della nostra provincia. L’Arch. Tassi Carboni ha redatto strumenti urbanistici generali e attuativi, nonché progetti di scala urbana e concorsi di progettazione. Il Prof. Ing. Zazzi ha svolto, in ambiti nazionali, attività scientifica e di consulenza su temi ambientali e di formazione degli strumenti urbanistici, nonché di loro valutazione strategica.
Il sindaco e assessore all’Urbanistica, Mario Cantini, tiene innanzitutto a «ringraziare tutti i 20 raggruppamenti che hanno aderito all’invito del nostro Comune e che ci hanno consentito di scegliere tra proposte di alta qualità. Alla fine ci si è orientati sul raggruppamento del Prof. Karrer, che riteniamo sia in grado di rispondere, in stretta relazione con il nostro Ufficio di Piano, alla volontà di disegnare strumenti di pianificazione tanto chiari e precisi negli obiettivi strategici e generali quanto dinamici nel cogliere le modificazioni di una realtà economica e sociale, ancor prima che urbana, in rapida e continua evoluzione».
Il sindaco prosegue poi evidenziando i prossimi passaggi operativi per l’avvio delle prime fasi di attività: «la giunta formalizzerà il proprio orientamento nella prossima seduta del 26 maggio, dando mandato agli uffici di procedere a tutti gli adempienti per la formalizzazione dell’incarico. Dopo di ché si procederà, nelle prime sedute di lavoro, alla definizione del programma operativo».


PSC: il Sindaco incarica il Prof. Arch. Francesco Karrer
come professionista esterno
Il suo mandato è arrivato a uno snodo cruciale. La definizione del nuovo Piano strutturale comunale (Psc) è stato uno degli elementi cruciali attorno al quale è ruotata la campagna elettorale del 2009, che ha visto trionfare proprio Mario Cantini. Il primo cittadino di Fidenza mi accoglie nel suo studio. L’immancabile pacchetto di sigarette posato sulla scrivania, accanto a un libro di Don Giussani e a un volume sulla storia del borgo. Lui, che la storia della città l’ha scritta sul serio, essendo il primo sindaco di centro-destra dal dopoguerra a oggi, ora è chiamato a compiere un passo fondamentale per il futuro prossimo. Una partita con la quale si giocherà molte delle chance per una sua eventuale rielezione, ma per farlo dovrà necessariamente cambiare la tattica attendista adottata sino ad ora.

La realizzazione del nuovo Psc è stata finalmente assegnata all’architetto Francesco Karrer. Perché la scelta è ricaduta proprio su di lui?
Innanzitutto mi preme sottolineare che venti manifestazioni di interesse per una città come la nostra sono un bel numero, oltretutto con una serie di proposte molto qualificate. È chiaro che poi è stato necessario compiere una scelta e per Karrer parla il curriculum: ordinario di urbanistica presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici. Del suo raggruppamento poi, faranno parte anche tre professionisti locali, l’ingegner Gian Luigi Capra, l’architetto Alessandro Tassi Carboni e il professor Michele Zazzi, che hanno già realizzato altri Psc in vari comuni della provincia di Parma. Tutto questo senza nulla togliere alle altre candidature.

Ora che l’incarico è stato dato, quale sarà il prossimo passo?
Incontreremo il raggruppamento e presenteremo le linee guida della giunta. C’è stata un’attesa quasi messianica per questo nome, ma non bisogna dimenticare che le indicazioni sul Psc vengono dall’amministrazione e quindi c’è un’assunzione diretta di responsabilità da parte nostra. Se le cose non dovessero andar bene, la colpa sarà soltanto di questa giunta.

E quali saranno queste linee guida?
Daremo una forte impronta agli aspetti sociali ed economici, oltre ovviamente a quelli urbanistici, perché non si tratta più di realizzare il vecchio piano regolatore, ma è necessario considerare lo sviluppo complessivo della città. Pertanto, sarà fondamentale esaminare aspetti importanti quali, per esempio, l’invecchiamento della popolazione. In secondo luogo, abbiamo intenzione di invertire la logica tradizionale e diremo subito dove non si costruirà. Individueremo alcune zone pregiate su cui non si potrà intervenire, in particolare tutta l’area che va verso le colline. L’iter complessivo di questo lavoro avrà una durata di almeno due anni.

Sempre sul tema Psc, ha fatto un po’ specie la polemica a mezzo stampa con alcuni esponenti della sua giunta, i quali hanno dichiarato di non voler collaborare con il Pd su questo tema. Lei, invece, la pensa diversamente.
Ho apprezzato l’invito a collaborare che è giunto dal Partito Democratico, che peraltro io stesso avevo sollecitato. Fidenza è politicamente divisa in due schieramenti, per cui non sarebbe corretto non tenere conto di questo. Le scelte strategiche, se possibile, non vanno fatte a colpi di maggioranza. Ovviamente, si potrà anche registrare un mancato accordo e in quel caso le regole della democrazia impongono che l’ultima parola sia la nostra. Non esiste nessun inciucio o consociativismo, ma si tratta semplicemente di pensare che una fetta importante della città non può essere esclusa su una questione che deciderà il volto della città per i prossimi 15 anni. L’uscita di alcuni assessori (Lina Callegari, Giuseppe Comerci e Stefano Tanzi, ndr.) è stata un po’ sopra le righe, ma se temporale è stato, il cielo oggi è già sereno, anche perché non ci sono alternative. La condivisione sulle scelte strategiche deve essere totale.

A proposito di coalizione, se Giovanni Carancini dovesse essere eletto sindaco di Salsomaggiore, lei perderebbe un alleato importante all’interno della sua giunta.
Sarebbe soltanto un assessore da sostituire e la Lega esprimerà un altro nome. Avere un primo cittadino di orientamento affine in una città vicina sarebbe un’occasione importante per fare tante iniziative insieme. Fidenza e Salsomaggiore possono essere complementari in molti campi. In ogni caso, io sono sempre molto sereno, anche perché la legge elettorale che prevede l’elezione diretta del sindaco non dà molto spazio ad altri. Se salta il sindaco, si va tutti a casa. Sarebbe un atteggiamento alquanto infantile. Si tratta comunque soltanto di normale fibrillazione.

Un’ultima domanda a proposito del Festival Verdi, che in queste settimane è al centro di polemiche a causa della mancanza di finanziamenti. La sua giunta come intenderà comportarsi?
C’è già stato un collegamento lo scorso anno con il sindaco di Parma Pietro Vignali e con il sovraintendente del Teatro Regio Mauro Meli. Il tema delle risorse finanziarie, però, esiste e dovendo garantire servizi primari, ciò che non è ritenuto indispensabile inevitabilmente ne soffre. Il tutto sarà condizionato dai finanziamenti pubblici e privati che riusciremo a trovare, ma è chiaro che sarebbe impensabile perdere l’appuntamento del 2013 (bicentenario della nascita del Maestro, ndr.) e credo proprio che così non sarà.

Luigi Piscitelli
PSC: il Sindaco in una intervista al blog locale "ilGiò"
29 maggio 2011 - Riportiamo sotto il testo integrale dell'intervista al Sindaco Mario Cantini pubblicata il 28 maggio sul blog "ilGiò".  Ho solo evidenziato in rosso alcuni passaggi che ritengo significativi e che condivido. Dell'intervista apprezzo inoltre la misurata cautela che, in questo momento del percorso di costruzione del nuovo piano di sviluppo, è d'obbligo.
L'intenzione di porre attenzione a situazioni territoriali di pregio riaffermando la priorità di salvaguardare la zona pedecollinare mi trova, non c'è bisogno di dirlo, allineato.
Certamente restano altri nodi importanti ancora legati a scelte o appetiti precedenti, basti pensare alla viabilità che si è complicata anziché semplificarsi col tunnel di Via Mazzini. Altro nodo è quello della localizzazione dei due edifici scolastici che, per motivi diversi, devono essere trasferiti. Sappiamo che sull'istituto professionale di Via Cornini Malpeli già si era ipotizzata l'area di Via Crocerossa oltre la ferroviaria, ma attendiamo che anche questa scelta rientri nell'elenco delle "cose da non fare".  Ma non carichiamo oggi il sindaco di problemi che ben conosce, un solo cenno vorrei porre alla necessità che nel PSC e nei documenti e regolamenti correlati trovi spazio la tutela dei luoghi storici e dei palazzi del centro supportata da una rivisitazione critica di quanto attualmente tutelato e di quanto attualmente non è tutelato ma  meritevole di tutela come Palazzo S. Marco, Palazzo Antini ed alcuni edifici dello stesso isolato di quest'ultimo.



23 dicembre 2011 - Una lettera elaborata dal Movimento 5 Stelle  è arrivata ieri alle 10.30, sul tavolo del Sindaco Mario Cantini.

La lettera sostanzialmente chiede qualcosa che non è in contrasto col programma elettorale dei partiti che proponevano Mario Cantini candidato Sindaco e non è parimenti in contrasto con le linee programmatiche della presente amministrazione. La lettera semplicemente dice che è giunta l'ora per dare ai cittadini adeguata informazione su come si intende procedere nel ridisegnare la città nel futuro, futuro che sta rapidamente diventando presente. Non basta quindi a questo punto procedere a realizzare quanto lasciato in sospeso dalle passate amministrazioni. Procedere con questa scelta, che di scelta si tratta, senza farne intravedere la fine rende dubbia la  reale volontà della presente amministrazione a cambiare veramente le cose.
Il documento non entra giustamente nelle esemplificazioni ma alcune situazioni ci sembra si possibili segnalarle: ricordiamo il caso del Nuovo Solari e quella del sottopasso in Via Mascagni. Sono scelte che possono e devono essere discusse.
Sono solo due esempi ma se il piano urbanistico di Fidenza deve essere dei fidentini e non più, come quello precedente, formulato da presenti e futuri "soggetti attuatori" diventa necessario che richieste come questa del Movimento 5 Stelle siano attentamente valutate.
PSC: il Movimento  5 Stelle interroga il Sindaco
PSC: il Sindaco di Fidenza Mario Cantini presenta alla città il team di professionisti incaricato della redazione dei nuovi strumenti urbanistici.
Fidenza, 25 gennaio 2012
L'incontro pubblico di mercoledì pomeriggio, 25 gennaio, nel Centro Interparrocchiale di San Michele è stato molto di più di una presentazione alla città del team dei professionisti incaricati alla elaborazione dei piani urbanistici. L'incontro ha avuto una significativa partecipazione di pubblico premiando la scelta coraggiosa di utilizzare una sala assai capiente.
Senza molti preamboli, anzi senza preamboli affatto, il sindaco Mario Cantini ha enunciato le sue idee di piano riallacciandosi a quelle contenute nel suo programma di mandato ed in coerenza con esso.
Per quel che riguarda il team di professionisti prescelto il Sindaco, dopo aver illustrato i motivi della scelta che premia quel gruppo di professionisti che a suo avviso ha formulato la proposta più completa e più rispondente ai fattori evidenziati nel bando, passa alle presentazioni ufficiali.
Il coordinatore del team è il Prof. Archi. Francesco Karrer, ordinario di Urbanistica presso l’Università La Sapienza di Roma e Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, svolge importante attività scientifica e professionale nel campo della pianificazione e della progettazione urbanistica ed è consulente sui temi dell’assetto territoriale e urbano, nonché su specifici settori quali i trasporti e gli insediamenti produttivi di molti enti pubblici nazionali, istituti scientifici, enti preposti allo sviluppo e alla formazione quali il FORMEZ, e associazioni tra cui l’ANCI, ed è redattore e/o consulente di più piani urbanistici e territoriali tra cui, in questo momento, il nuovo Piano di Governo del Territorio del Comune di Brescia. Il raggruppamento comprende poi l’Ing. Gian Luigi Capra, l’Arch. Alessandro Tassi Carboni e il Prof. Ing. Michele Zazzi, unico assente del team. L’Ing. Capra, con studio in Parma ha redatto PSC e Piani Urbanistici Attuativi in diversi comuni della nostra provincia. L’Arch. Tassi Carboni ha redatto strumenti urbanistici generali e attuativi, nonché progetti di scala urbana e concorsi di progettazione. Il Prof. Ing. Zazzi ha svolto, in ambiti nazionali, attività scientifica e di consulenza su temi ambientali e di formazione degli strumenti urbanistici, nonché di loro valutazione strategica.
Fatte le doverose presentazioni il Sindaco è passato ad illustrare quelle che sono le sue idee di piano premettendo che durante il periodo di elaborazione l'attività dell'Amministrazione non verrà interrotta per quanto riguarda progetti o proposte che, in linea col suo mandato, devono essere decise ed approvate con rapidità nell'interesse della città. La sempre maggior concorrenza fra i territori  rende infatti indispensabile cogliere quelle opportunità che possono arricchire il nostro sistema produttivo di beni e servizi.
Nella redazione del piano verrà riservata particolare attenzione al centro storico  che è, per definizione, il patrimonio più autentico della città di Fidenza non solo dal punto di vista urbanistico ma anche da quello della convivenza civile e della memoria storica.
Altro aspetto affrontato dal sindaco è stato quello della necessità di coinvolgere nelle scelte i cittadini e le organizzazioni economiche, sociali e culturali nel convincimento che gli abitanti non sono soggetti passivi ma attivi. Il piano dovrà tener conto dell'importanza della nostra città rispetto al territorio circostante e della sua posizione geografica che la vede a metà strada tra Milano e Bologna e che oggi si è stabilmente dimensionata per numero di abitanti sopra i 26.000 abitanti.
Una attenzione particolare verrà rivolta al tessuto frazionale troppo spesso dimenticato in passato.
Altro obiettivo sarà quello del contenimento della dimensione urbana specie residenziale e dell'attenzione al tessuto agricolo. “Dovremo ricucire la frattura che si è creata tra zona commerciale che si è creata in prossimità del casello autostradale e zona più propriamente cittadina” con queste parole il singolo entra poi nello specifico dei problemi più scottanti della città e continua affermando che il piano dovrà evitare di pensare che i paesi si trasformano in forza a semplici “addizioni di fatti edificatori” ma anche in forza di mirate “sostituzioni”.
Significativo a questo punto diventa il forte richiamo al cosiddetto “codice etico in urbanistica” accolto nel suo programma elettorale e di mandato così come a suo tempo formulato da Italia Nostra che poneva in modo chiaro alcuni vincoli di incompatibilità tra l'esercizio di una funzione pubblica e l'attività privata svolta dal cittadino nel settore dell'urbanistica sia come imprenditore che come professionista. 
Recuperare il voler bene a Fidenza può diventare il filo conduttore di questo piano se ci sarà reale e sentita partecipazione da parte di di tutti in un clima di trasparenza di scelte: questa la conclusione del Sindaco al termine del suo apprezzato intervento.

Debole è apparsa invece la relazione successiva del responsabile attuale dell'Ufficio Tecnico Comunale Arch. Alberto Gilioli, che aveva il compito di delineare lo scenario demografico ed urbanistico attuale. necessario punto di partenza del lavoro successivo di redazione dei piani di sviluppo della città. Obsolete alcune slides presentate tanto che si è avuta l'impressione di un lavoro di analisi vecchio di almeno un paio d'anni frettolosamente aggiornato nella parte demografica. Sono mancate chiare indicazioni circa l'attuale utilizzo del patrimonio residenziale in rapporto alla popolazione, come pure sono mancate proiezioni della reale consistenza del patrimonio immobiliare a destinazione residenziale che si avrà una volta completati i numerosi cantieri in corso. Unico dato fornito a questo riguardo è l'indicazione di una popolazione residente nel quartiere Villa Ferro di 1087 persone, un po' poco anzi molto poco. Pur nell'apparente aridità dei dati si è potuto quindi cogliere un abbassamento di tono rispetto all'intervento del Sindaco ponendo ancora una volta il problema di arrivare ad una soluzione di continuità tra vecchio e nuovo anche nelle figure dirigenziali del Comune.
La proiezione veloce e spesso senza commento delle slides porta a suggerire la necessità di rendere di pubblico dominio questi dati con altri strumenti di comunicazione compresa la mesa in rete in apposita rubrica del sito web del Comune. 

Sono poi seguiti gli interventi dei tre professionisti del team presenti che, in linea con le premesse illustrate dal Sindaco, hanno raccolto la sfida di dotare Fidenza di un piano urbanistico e di sviluppo adeguato. Larga parte è stata riservata ad illustrare gli strumenti che insieme formeranno il documento programmatico e normativo dei prossimi vent'anni, vale a dire PSC (Piano Strutturale Comunale, che è l'elaborato che fissa le scelte strategiche), RUE (Regolamento Urbanistico e Edilizio che svolge le funzioni del precedente PRG) e POC (Piano Operativo Comunale chiamato anche “piano del Sindaco” in quanto comprende le realizzazioni concrete che s'intendono porre in atto nell'arco di un quinquennio).
Altrettanto corposa l'illustrazione dei criteri di attivazione della partecipazione dei cittadini e delle organizzazioni locali alla redazione del piano.
In questo scenario che potrebbe sembrare idillico non mancano zone di ombra con cui i professionisti dovranno fare i conti. Due sono gli aspetti principali emersi a questo riguardo.
L'istituzione per legge di un “diritto”edificare” contrapposto al precedente “permesso a costruire” può essere un ostacolo. Dette nuove disposizioni peraltro non hanno uniforme applicazione e il comportamento che la nostra Amministrazione ha finora adottato è il più estensivo possibile.
Questo rappresenterà un vincolo non di poco conto alla libertà di scelte e politiche nella formazione del nuovo piano. In termini più tecnici si tratta della  “Perequazione urbanistica” che è tuttora  alla ricerca di un dna comune ai vari casi giurisprudenziali che la sua applicazione ha comportato.
Altro fattore  condizionante sarà la capacità degli estensori del piano di introdurre le necessarie modificazioni alle scelte già in precedenza approvate ma non ancora attuate. Si tratta di interventi anche importanti sul territorio cittadino che risultano o potrebbero risultare obsoleti o non più rispondenti alle esigenze della città. E' probabilmente questo l'aspetto più condizionante su cui si gioca l'eterna partita tra il vecchio che vuol durare ed il nuovo che avanza con difficoltà. Si tratta di interessi non di uomini.
L'hanno fatto in tanti lo facciamo anche noi di chiudere con la citazione “programmatica” del nostro Sindaco che rifacendosi a Cesare Pavese ricorda che «Un paese vuol dire non essere mai soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta ad aspettarti».
Ambrogio Ponzi
L'intervento del Sindaco di Fidenza Mario Cantini
Venerdì,3 febbraio 2012