Piazza Grandi
Piazza Grandi è oggi il risultato di una serie di interventi urbanistici che a partire dagli anni venti del secolo scorso hanno interessato una vasta area a nord-ovest del vecchio borgo. Un breve riassunto degli interventi è riportato alla pagina dedicata ai dintorni di Piazza Duomo. Questa pagina esamina più in dettaglio l'ultimo di questi interventi urbanistici che ha portato all'attuale sistemazione. 


Il progetto Natalini-Savi
Il ponte ed il Pozzone in alcune immagini del 18 marzo 2008
Gli interventi attuati alla fine degli anni ottanta in piazza Grandi hanno interessato il Ponte Romano, il ponte è stato liberato dal sovrastante piano stradale che, per secoli, ne ha costituito l'efficace protezione.
L'idea era forse quella di creare un'area archeologica fruibile dai cittadini e dai turisti, ma la soluzione adottata non ha assicurato nessuna visibilità della struttura nel sua interezza. Lo stato attuale del ponte è precario come documentano le foto da me  scattate nel marzo e nell'agosto 2008.
La rimozione della passerella di transito e la copertura protettiva della struttura potrebbero evitare un ulteriore degrado della parte esterna del ponte (sfaldamento con distacco di pietre). Si rende poi  necessario il risanamento e la messa in sicurezza della parte sottostante la campata  tenendo presente che interventi puramente manutentivi sono comtroproducenti. In altre parole va ristabilita la situazione precedente che ha assicurato la conservazione per molti secoli.





Le continue ed improvvisate manutenzioni nella cosiddetta "zona archeologica" di Piazza Grandi peggiorano lo stato complessivo dell'area. Nel corrente anno durante il rifacimento della pavimentazione della sezione scoperta del Pozzone un sasso del ponte romano finito chissà come nel Pozzone non è stato recuperato e probabilmente "smaltito".
Le foto 4 e 5 documentano le pietre del ponte romano ormai isolate ed a rischio.

In questo mese si sta provvedendo con apporto di terra ad alzare il livello del terreno attorno ai ruderi dei piloni in mattone, i mattoni staccatasi in precedenza dalla struttura ed accatastati lungo i lati sono definitivamente persi.
Il ponte ed il Pozzone in alcune immagini del 6 agosto 2008
Zona esterna

Una serie di foto del marzo 2008 è stata messa a confronto con un'altra serie di foto scattate nell'agosto 2008. Abbiamo riscontrato che continua il distacco di parti in pietra sulla parte superiore del ponte. A sinistra le due situazioni sono confrontate ed i particolari mancanti evidenziati. Nel periodo intercorrente tra le due date sono stati fatti interventi manutentivi nell'area, questi interventi non hanno interessato il ponte romano vero e proprio  ma solo i manufatti esterni.
Gennaio 2009
La rimozione di "detriti"
Le foto documentano la "ripulitura" effettuata nella mattinata e nel primo pomeriggio del 29 gennaio 2009 da due dipendenti della ditta A.B.R.A.S. che ha in appalto dal Comune i lavori di manutenzione del verde pubblico. In modo molto manuale ma efficace hanno asportato dalla base delle mura in mattoni una notevole quantità di mattoni e di sassi già appartenenti ai manufatti, di fattura in parte medievale, menzionati.
 
 
Il progetto di massima per la sistemazione di Piazza Grandi, il restauro e la ristrutturazione della porta medievale a cura degli architetti Adolfo Natalini e Vittorio Savi è datato 1986. Il progetto prevedeva la chiusura laterale dello spazio con un finto porticato e la realizzazione di anfiteatro nella parte nord verso l'ex macello e la chiusura di via Mazzini. Nel complesso l'aspetto risultava solenne, praticamente cimiteriale. I lavori iniziarono nell'agosto 1994 su un progetto modificato certamente più semplice ma con soluzioni discutibili. L'abbattimento del patrimonio arboreo esistente, comprendente un magnifico pino mediterraneo fu effettuato con un colpo di mano il 4 agosto 1994 suscitando le proteste del comitato di cittadini che si era nel frattempo costituito e si opponeva ad interventi radicali. Da buon politico il Sindaco Tedeschi ricomponeva la protesta con alcune promesse. Nella parte detta "archeologica" alcuni ritrovamenti imprevisti hanno comportato alcuni rallentamenti  ma permesso il recupero di alcune basi di costruzioni non conosciute in precedenza.
Veniva anche messa allo scoperto una sezione dell'antico lavatoio o "pozzone" interrato alla fine degli anni trenta, la restante parte del "pozzone" e le pertinenze rimanevano sotto la sede stradale per essere poi distrutte nel corso di lavori per il potenziamento della rete fognaria. Il risultato è quello di una vasca semicircolare che necessiterebbe di una perenne manutenzione, in definitiva un recupero banale di scarso interesse. Già ne 2005 l'intera area archeologica si trovava in stato di abbandono (foto 1) ed è stato necessario procedere al risanamento.  La restante parte della piazza, che ha incorporato l'ultimo tratto di via Cavour, si presenta come una superficie uniforme con alcune soluzioni "originali":
1- uno spazio ciclabile tra via Zani e via Cavour reso problematico da un dislivello in entrata da via Zani (foto 2)
2- lunghi muretti di cemento in luogo di panchine, impraticabili in estate
3- una fontana. Ha spillato acqua raramente ma questo è bastato per colorare di calcare il selciato circostante (foto 3)

L'area archeologica
I tre disegni son una mappatura dei reperti visibili, altri reperti si trovano nell'area circostante, un pilone del ponte è sepolto nella piazzetta rettangolare di fronte a casa Cremonini.  Di particolare interesse l'arcata del ponte romano sotto la torre medievale che necessità di un discorso a parte con riferimento a conservazione e tutela..
Il ponte Romano
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Ville, palazzi e luoghi
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Lo stato delle macerie archeologiche 27/2/2010
Piazza Grandi com'era, sistemata a giardino così si presentava alla fine degli anni cinquanta.
Piazza Grandi: e se togliessimo un po' di cemento?
Piazza Grandi com'è oggi.
La sistemazione di piazza Grandi non piace a nessuno. Forse nemmeno a chi l’ha progettata. Ma sono opinioni che restano private. Limitate alle comunicazione bocca-orecchio.
In effetti, lasciando perdere ogni confronto con la situazione precedente, alcune realizzazioni sembrano deboli, puramente concettuali, già in parte degradate o bisognose di maggiori cure. Una rivisitazione dell’assetto, oltre a essere opportuna, è necessaria per decoro e sicurezza.

In questa nota mi limito a prendere in esame un’area, quella che collega la piazza vera e propria alla cosiddetta zona archeologica. In questa parte l’utilizzo del cemento non si è limitato alle strutture di contenimento ma ha creato elementi nuovi di nessuna qualità architettonica o pratica utilità. il più vistoso è quella specie di basso belvedere che si raggiunge percorrendo uno stretto percorso, appositamente creato, che s’incunea tra due spazi verdi. Portando, questo corridoio, ad un livello inferiore a quello della piazza ai suoi lati, troviamo due barriere di contenimento create con spreco di cemento e rivestimenti.

Da questo «belvedere» si accede poi al zona della sezione del «pozzone» vietata al pubblico ma di fatto accessibile a tutti, bambini compresi. Ebbene, rimuovere queste strutture migliorerebbe in modo decisivo una zona importante e nulla toglierebbe alla fruizione delle evidenze archeologiche. Teniamo presente che in questa stessa zona esiste un secondo belvedere, anch’esso creato artificiosamente pur se si presenta con mattoni e sassi a vista. L’intenzione era infatti quella di farne una specie di simulacro di altre strutture più antiche e non conosciute prima degli scavi.

Un altro elemento da rimuovere è certamente la passerella, costruita in ferro e legno che, per una concezione scenica dell’archeologia, dovrebbe richiamare il tracciato della strada di accesso. Strada esistente in questa parte ed eliminata proprio dagli scavi degli anni Novanta. La passerella, che soffre spesso di manutenzione nella parte lignea, ha l’unico effetto di impedire una visione complessiva delle parti interessanti. Nel tratto terminale, verso il Duomo e sotto la torre della Porta di San Donnino, nasconde quel poco di visibile del ponte romano e rende questa zona, che è la più importante, di puro servizio al resto. La funzione di transito corrente, assicurata da questa struttura, è secondaria e le alternative all’attuale soluzione, con una scorciatoia tra via Romagnosi e piazza Duomo, sono abbastanza banali. Attualmente la struttura deve essere risistemata nella parte lignea recentemente rappezzata con lastre di alluminio (visibili nelle foto).



Foto scattate nel mese di agosto 2010
Articolo di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 10/12/2004

Festa inaugurale nella rinnovata piazza Grandi
Domani alle 17 si terrà la cerimonia inaugurale della rinnovata Piazza Grandi. A tagliare il nastro sarà il sindaco Giuseppe Cerri, mentre la benedizione sarà impartita dal Vescovo Mons. Galli. Dopo i lavori di riqualificazione, la zona trova ora il suo assetto definitivo e si presenta come un vero e proprio atrio dell’area monumentale. Con un disegno sobrio è stata completata piazza Grandi attraverso un intervento urbano che si lega da un lato a quello compiuto in via Zani negli spazi antistanti l’ex Macello, dall’altra al giardino con la passerella che ripercorre il tracciato francigeno arrivando fin sotto la torre medioevale. Fidenza ha dunque a disposizione un nuovo spazio pubblico: una nuova piccola e preziosa piazza dove organizzare eventi, il cui fondale scenico è rappresentato dalla torre medioevale e dallo scorcio del duomo antelamico.