Ecco come apparirebbe la zona oggi denominata "archeologica" di Piazza Grandi qualora si decidesse di intervenire drasticamente sia per fermare l'attuale progressivo degrado dei manufatti storici sia per pulire l'area dalle costruzioni posticce aggiunte recentemente. Come si vede la zona archeologica all'aperto viene riportata sotto terra dove è rimasta per secoli, molti secoli; è l'unico modo di mantenerla visto il rapido degrado di questi ultimi pochi anni. D'altra parte le rovine rivestono un impatto visivo modesto e quanto potevano svelarci l'abbiamo ottenuto. ricordiamo che altri piloni del ponte, scarsamente indagati, sono e restano sepolti in Largo Cremonini. Di modesto interesse visivo le fondamenta della antiporta che, eventualmente, potrebbero avere solo evidenza planimetrica. Ricoperta quest'area in luogo della passerella metallica possiamo pensare al naturale ripristino del vecchio tratto della via Emilia in una soluzione mista, verde, pedonale e ciclabile (vedi ad esempio immagine sotto). L'apertura in basso di casa Cremonini, da luce ad una ex-cantina, ora adibita a deposito di una tonnellata di dépliant, e potrebbe essere chiusa. Un inciso importante: da questa "cantina" una modifica interna potrebbe rendere visibile l'arcata del Ponte Romano che è il pezzo di valore di tutta l'area ed oggi come ieri nascosto.
Il triangolo esterno verso il vescovado occupato da una fetta dell'ex-pozzone, da un selciato e da strutture posticce in cemento o sasso dovrebbe essere liberato da quest'ultime creando una più vasta zona verde.
Non visibile nell'immagine la zona del gradoni di cemento dal lato di Via Romagnosi che costituiscono un pugmo nell'occhio dovrebbero essere eliminati col recupero a verde dell'intera zona riportata a livello stradale. Anche l'attuale piazzale verrebbe poi liberato dalla innaturale trincea che separa i due fazzoletti verdi oggi esistenti e largamente utilizzati da pigri cinofili.
Gennaio 2009
La rimozione di "detriti"
Le foto documentano la "ripulitura" effettuata nella mattinata e nel primo pomeriggio del 29 gennaio 2009 da due dipendenti della ditta A.B.R.A.S. che ha in appalto dal Comune i lavori di manutenzione del verde pubblico. In modo molto manuale ma efficace hanno asportato dalla base delle mura in mattoni una notevole quantità di mattoni e di sassi già appartenenti ai manufatti, di fattura in parte medievale, menzionati.
Lo stato delle macerie archeologiche 27/2/2010
Piazza Grandi: e se intanto togliessimo un po' di cemento?
La sistemazione di piazza Grandi non piace a nessuno. Forse nemmeno a chi l’ha progettata. Ma sono opinioni che restano private. In effetti, lasciando perdere ogni confronto con la situazione precedente, alcune realizzazioni sembrano deboli, puramente concettuali, già in parte degradate o bisognose di maggiori cure. Una rivisitazione dell’assetto, oltre a essere opportuna, è necessaria per decoro e sicurezza.
In questa nota mi limito a prendere in esame un’area, quella che collega la piazza vera e propria alla cosiddetta zona archeologica. In questa parte l’utilizzo del cemento non si è limitato alle strutture di contenimento ma ha creato elementi nuovi di nessuna qualità architettonica o pratica utilità. il più vistoso è quella specie di basso belvedere che si raggiunge percorrendo uno stretto percorso, appositamente creato, che s’incunea tra due spazi verdi. Portando, questo corridoio, ad un livello inferiore a quello della piazza ai suoi lati, troviamo due barriere di contenimento create con spreco di cemento e rivestimenti.
Da questo «belvedere» si accede poi al zona della sezione del «pozzone» vietata al pubblico ma di fatto accessibile a tutti, bambini compresi. Ebbene, rimuovere queste strutture migliorerebbe in modo decisivo una zona importante e nulla toglierebbe alla fruizione delle evidenze archeologiche. Teniamo presente che in questa stessa zona esiste un secondo belvedere, anch’esso creato artificiosamente pur se si presenta con mattoni e sassi a vista. L’intenzione era infatti quella di farne una specie di simulacro di altre strutture più antiche e non conosciute prima degli scavi.
Un altro elemento da rimuovere è certamente la passerella, costruita in ferro e legno che, per una concezione scenica dell’archeologia, dovrebbe richiamare il tracciato della strada di accesso. Strada esistente in questa parte ed eliminata proprio dagli scavi degli anni Novanta. La passerella, che soffre spesso di manutenzione nella parte lignea, ha l’unico effetto di impedire una visione complessiva delle parti interessanti. Nel tratto terminale, verso il Duomo e sotto la torre della Porta di San Donnino, nasconde quel poco di visibile del ponte romano e rende questa zona, che è la più importante, di puro servizio al resto. La funzione di transito corrente, assicurata da questa struttura, è secondaria e le alternative all’attuale soluzione, con una scorciatoia tra via Romagnosi e piazza Duomo, sono abbastanza banali. Attualmente la struttura deve essere risistemata nella parte lignea recentemente rappezzata con lastre di alluminio (visibili nelle foto).
Foto scattate nel mese di agosto 2010
La sistemazione della zona "archeologica"
La mozione urgente presentata il 3 marzo 2011 dal Consigliere Cerri e discussa in Consiglio Comunale il 25 maggio 2011 aveva come oggetto principale il ripristino funzionale della passerella che assicura il passaggio diretto da Piazza Grandi lato Romagnosi alla Piazza del Duomo passando sotto la porta San Donnino scavalcando i resti archeologici e il Ponte Romano.
Non è stata quindi una discussione approfondita sullo stato dell'intera area anche se non sono mancati alcuni accenni e taciti rinvii.
L'impegno delle amministrazioni passate e di quella preente è stato diligentemente illustrato dall'Assessore nonché Vice Sindaco Stefano Tanzi attraverso l'esposizione dei dati contabili. Ecco il rendiconto delle spese per manutenzione a Piazza Grandi:
2005 euro 12.254 per pulitura pietre e panchine, 2006 euro 3.738 per difendere il ponte dai piccioni, 2007 euro 15.345 per manutenzione Ponte Romano e euro 32.389 per lavori di impermeabilizzazione del Pozzone compreso rifacimento fondo ed impianto idraulico, 2008 euro 4.770, 2009 euro 3.004 posa glasse di protezione strutture esterne, 2010 nihil, 2011 euro 8.500 stanziati e non ancora spesi. I costi indicati riguardano tuttavia solo in parte l'area archeologica, una buona percentuale è stata dedicata ad opere in cemento o comunque di recente costruzione.
Riguardo al futuro l'assessore resta nel vago confermando tuttavia che dovrebbe essere ripristinata la funzionalità della passerella e la rimozione dei sassi caduti. Assicura i presenti e la cittadinanza che ogni sasso verrà accatastato e conservato in attesa di tempi migliori.
25 maggio 2011 Piazza Grandi in Consiglio Comunale