Il complesso dell'ex-forno comunale e degli immobili tra le piazze Verdi e Pontida ed il  Parco Matteotti
Notizie storiche e di cronaca
Notizie tratte in parte dai Quaderni Fidentini N. 9 e N. 36


Piazza Verdi allarga la visione su uno dei più caratteristici angoli di Fidenza. Il lato nord-est è occupato dal Teatro "Gerolamo Magnani" con la sobria facciata neo-classica; a nord, la fiancata retrostante del Palazzo comunale; a ovest, i giardini pubblici; a sud, la sede del Liceo classico ed il tozzo fabbricato delle ex carceri, destinato ad alloggi per anziani.
Studi recenti vorrebbero individuare in questa zona l'antica "piazza grande", cioè la principale del Borgo; verso di essa sarebbe stata rivolta la facciata del Palazzo comunale nel suo primitivo nucleo. Ma una cosa è certa: che Piazza Verdi fu sempre, fino a qualche anno fa, la succursale di Piazza Garibaldi nello sviluppo del mercato e del piccolo commercio locale. In particolare, vi si insediavano i rivenditori di vasellame e terraglie e, fino agli anni settanta, quelli di mercerie. Ora si presta a posteggio di auto.
La vecchia denominazione di Piazza SS. Giovanni era in relazione al più antico complesso conventuale di Borgo ed all'annessa Chiesa, quella appunto dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, fondato dai monaci benedettini nel secolo VII sull'attuale area. Nel cortile interno del palazzo delle ex-carceri mandamentali oggi rimane visibile solamente un'ala dell'antico chiostro del monastero delle monache Benedettine. La chiesa chiusa al culto per la soppressione napoleonica delle strutture conventuali fu demolita nei primi anni dell'ottocento.  Storicamente questo complesso conventuale è il più antico di Fidenza.


Parco Matteotti chiude a est l'isolato dell'ex-Palazzo dei SS. Giovanni che si presenta con la facciata di un palazzo con portici. L'edificio precedente che pure prospettava su questa piazza era quanto ancora rimaneva del monastero delle monache di San Benedetto, fu demolito nel 1937 ed al suo posto fu edificato Palazzo Littorio. Quest'ultimo nel dopoguerra diventò Casa del Popolo per essere poi utilizzato come sede del liceo, successivamente fu saltuariamente utilizzato dal Comune. Oggi inutilizzato, dovrebbe accogliere gli uffici del tribunale attualmente ospitati nel Palazzo Porcellini.









Piazza Pontida (già Piazzetta S. Martino) prende il nome da un fatto storico di grande rilievo: nella Chiesa di S. Giovanni, che sorgeva sul lato nord della piazza, il 30 luglio 1195 venne rinnovato, contro Arrigo VI, il giuramento guelfo della Lega di Pontida. A Borgo si radunarono i delegati di Milano, Verona, Brescia, Crema, Mantova, Padova, Gravedona, Piacenza, Faenza, Tortona, Reggio Emilia e Bologna, giurando la nuova Lega. Per il nostro Borgo l'avvenimento costituiva una preziosa occasione per vendicarsi della secolare rivalità tra i Parmigiani ed i Piacentini, nella quale, dopo la protezione imperiale di Federico Barbarossa, Arrigo VI si era inserito con sleale partigianeria, vendendo addirittura la terra di S. Donnino a Piacenza. La Lega non ottenne, purtroppo, gli effetti sperati ed il Borgo continuò ad essere al centro, per tanti anni ancora, delle cruenti contese tra i due litiganti di oltre Taro ed oltre Nure.


Lo stato attuale e il progetto di riqualificazione

Lo stato attuale del complesso di edifici chiuso tra Piazza Verdi e Piazza Pontida è di degrado. Gli edifici centrali hanno da tempo perso ogni funzione, dalla parte di Piazza Verdi abbiamo una costruzione dei primi anni  cinquanta pensata inizialmente come mensa comunale in seguito è diventata un centro d'incontro per anziani, la famosa Sala Rossa; dalla parte di piazza Pontida abbiamo invece il fabbricato abbandonato dell'ex-forno comunale. Tra i due, all'interno, la parte rimasta dei porticati del chiosco del convento già a suo tempo è stata oggetto di un recupero urbanistico non adeguatamente supportato da valide iniziative di valorizzazione. Insomma uno sfacelo al centro della città cui porre rimedio, un'occasione da cogliere con intelligenza e buon senso.   
L'intervento  prevede l'eliminazione delle superfetazioni incongrue costituite dagli immobili prospettanti sulle due piazze Verdi e Pontida e la loro sostituzione con un nuovo fabbricato a destinazione pubblica e privata attraversato al piano terra da una galleria.
La cessione degli immobili e della potenzialità edificatoria aggiuntiva ha come contropartita l'esecuzione di interventi urbanizzativi e la corresponsione di una quota in denaro.
Esternamente il progetto non presenta soluzioni interessanti, due alti muri paralleli dovrebbero muovere l'insieme e servire da invito agli spazi interni. In realtà si introducono elementi estranei all'essenzialità dell'intera struttura e tonnellate di cemento inutile.  L'opera è un progetto limitato al raccordo di edifici, ex palazzo delle carceri e ex palazzo del Littorio, realizzato cedendo volumi di edilizia abitativa e commerciale all'iniziativa privata. La soluzione architettonica scelta ha comunque il vizio di mantenere su piazza Verdi tre elementi dissonanti: il lato di un edificio storico, il prospetto di raccordo ed infine il lato corto di un edificio di fine ventennio. 
Piazza Verdi nel 1910.
L'ex Palazzo S. Giovanni.
Panoramica: a sinistra l'ex Palazzo S. Giovanni, in fondo il teatro Magnani e in primo piano la piazza non ancora trasformata in giardino pubblico.
Nel 1917 e una batteria di cannoni occupò per diversi giomi tutta l'area. Il massiccio apparato bellico se ne partì poi per il fronte, dove le sorti dell'esercito italiano erano, in quel tempo, in gravi difficoltà.

"I resti della 2^ armata, tranne alcune unità meno provate fatte rientrare in linea già a partire dalla fine di novembre, furono riordinati nella 5^ armata costituita da II, XII e XIV corpo d’armata a Borgo San Donnino in Emilia. Il comando dell’armata fu affidato fino alla prima decade del febbraio 1918 al generale Capello, nel frattempo ristabilitosi dall’infermità che lo aveva colpito nei giorni di Caporetto."
Da Caporetto a Vittorio Veneto (7). Il riordinamento dell’Esercito
Franco Apicella, 1 settembre 2008

 
Il patrimonio immobiliare comunale

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A destra la locandina pubblicata nel 1937 sul foglio satirico Il Numero Unico che già poneva in evidenza la necessità di armonizzare stili diversi nelle piazze cittadine da sempre palestra di sperimentazioni architettoniche. Allora il Palazzo Littorio era in via di completamento, tutto il resto rimaneva e rimarrà tal quale o quasi per settant'anni. Nel 1952 abbiamo la costruzione di un moderno edificio su Piazza Verdi, doveva essere la mensa municipale, ma alla fine, in omaggio alle origini ed al potere, venne chiamato Sala Rossa. Vent'anni dopo un intervento mirato bonificò i portici dell'ex convento creando un passaggio tra Piazza Verdi e Piazza Pontida, pochi anni e tutto è stato abbandonato ed oggi anche blindato. Il palazzo SS. Giovanni intanto mutava d'uso, non più sede delle Carceri mandamentali, ma qualcosa di simile all'uso residenziale protetto. La svolta vera viene ora col progetto di cessione a privati di parte degli edifici per la creazione di spazi commerciali e residenze. Il progetto è del 1988, le delibere del 2003 e l'inizio dei lavori il 2010, i dettagli sono disponibili su questa stessa pagina e così le nostre anch'esse ormai datate ma comunque sempre attuali osservazioni.
Data invece febbraio 2010 la presa di posizione di Italia Nostra con una lettera aperta al Sindaco di Fidenza che così conclude:  "Riteniamo che il progetto architettonico, risalente come abbiamo detto al 1988, debba essere modificato alla luce e alla fine di una pubblica discussione affrontata su più fronti con tutti i soggetti che hanno a cuore il bene e il futuro della città, oltre che con gli stessi privati cittadini, in un'ottica di trasparenza che dovrebbe diventare normale prassi quando si tratti di realizzare opere così impegnative per l’economia e l’immagine di Fidenza."
Dal Numero Unico ad Italia Nostra
Settant'anni di riqualificazioni

Ex forno comunale: un incontro pubblico per presentare il  progetto

L’intervento sarà illustrato il 18 marzo alle ore 18.00 in Municipio
Il comunicato dell'Amministrazione Comunale

Fidenza, 15 marzo 2010 - L’intervento di recupero dell’area dell’ex Forno Comunale, posta tra le piazze Verdi e Pontida, riveste un carattere strategico nei processi di riqualificazione dell’area centrale della città.
L’intervento, infatti, si inserisce in un programma integrato che vedrà nel prossimo quadriennio, oltre alla realizzazione del nuovo complesso con destinazioni pubbliche e private sull’area del vecchio Forno: il recupero della parte ancora esistente del complesso di San Giovanni con alloggi di edilizia residenziale pubblica, l’intervento di sistemazione di un fabbricato privato incluso nel perimetro del comparto di recupero, la sistemazione degli spazi aperti, a partire dalle piazze Verdi e Pontida, includendo anche le aree che collegano le piazze stesse al giardino Matteotti.
L’avvio dell’intervento sull’area del Forno è in quest’ottica volano di un più ampio processo di trasformazione e recupero di una parte di città estremamente importante e fortemente caratterizzata anche dalla presenza di più fabbricati di interesse storico e culturale, quali il Palazzo Comunale e il Teatro Magnani.
In virtù del forte impulso che l’intervento può dare al programma di recupero dell’area centrale della città, giovedì 18 marzo alle ore 18.00 nella sala del Consiglio del palazzo municipale sarà presentato il progetto di intervento. Alla presentazione, insieme al sindaco Mario Cantini, interverrà il prof. arch. Antonio Monestiroli di Milano, estensore del piano di intervento sull’area, che, unitamente ai suoi collaboratori, illustrerà le scelte e i caratteri del progetto anche in rapporto agli obiettivi più generali della riqualificazione urbana.  

 
Oggi
Domani (?)
Fidenza, 18 marzo 2010 - L’intervento di recupero dell’area dell’ex Forno Comunale, posta tra le piazze Verdi e Pontida è stato illustrato dall'arch. Antonio Monestiroli di Milano, estensore del piano di intervento sull’area, nell'incontro sollecitato da Italia Nostra che si è tenuto nella sala consigliare del municipio, presenti il Sindaco ed alcuni assessori e consiglieri. Alcuni disegni di dettaglio e il modellino tridimensionale hanno permesso una miglior comprensione del progetto stesso. L'ing. Pattini, membro della Commissione consultiva per la qualità architettonica ed il paesaggio il paesaggio  ed esponente locale di Italia Nostra ha richiesto alcune  modifiche riguardanti il contenimento delle "ali". Dall'ex-sindaco ed ora consigliere Cerri sono venuti alcuni consigli di carattere pratico non trascurabili riguardo all'accesso a Piazza Verdi. L'impegno di riprendere questi appunti e di modificare senza stravolgimenti il progetto è il dato conclusivo dell'incontro.
Non si è parlato di tempistica dell'intervento che tuttavia siamo in grado di anticipare in termini di massima:
  • Entro 30 aprile 2010 firma della convenzione urbanistica;
  • Entro 30 giugno 2010 demolizione dei fabbricati esistenti;
  • Entro marzo 2011 conclusione indagini e scavo archeologico;
  • Realizzazione del comparto compresi spazi pubblici delle piazze a 4 anni dalla firma della convenzione.
Riguardo agli obblighi convenzionali il soggetto attuatore si obbliga a:
  • Realizzare la sala civica da 100 posti con relative pertinenze e sistema di accesso (mq 230 ca.);
  • Realizzare la galleria urbana di collegamento tra le piazze Verdi e Pontida e costituirne l’uso pubblico;
  • Effettuare come preliminare e preminente attività di interesse pubblico, lo scavo archeologico fino all’importo stimato di € 413.565,00;
  • Realizzare le opere di urbanizzazione primaria a diretto servizio del nuovo fabbricato;
  • Realizzare la rampa, o analogo sistema di accesso, al piano interrato con uso anche a servizio del piano interrato degli ex licei;
Da parte sua il Comune di Fidenza  eseguirà direttamente l’intervento di sistemazione della piazze.
Fidenza, 7 aprile 2010 - Nell'articolo riprodotto a lato il PD contesta le procedure seguite nell'affidamento dei lavori all'impresa Montanari. Il PD denuncia un sostanziale cambiamento del bando di gara rispetto a quello approvato con delibera consiliare dalla passata amministrazione. Pertanto ritiene che l'intera materia sia oggetto di nuova discussione e delibera. Denuncia inoltre che il costo per l'amministrazione non è sufficientemente definito ma soggetto all'alea connessa con i lavori preparatori di verifica del sottosuolo presumibilmente ricco di reperti archeologici e testimonianze storiche. Quest'ultimo aspetto per molti versi è quello più qualificante del nuovo progetto che per il resto ricalca quello precedente dal punto di vista architettonico ed urbanistico. A destra la replica del sindaco.
Ex forno comunale: incontro pubblico

Ex forno comunale: le osservazioni della minoranza consiliare del PD
Ex forno comunale: punto ed accapo?
Fidenza, 23 aprile 2010 - La procedura seguita non è regolare, manca il parere scritto della Sovrintemdenza dato per scontato, l'interesse del soggetto attuatore precedemente individuato si è affievolito, l'amministrazione è stata mal informata sullo stato della proprietà dell'area, l'unico progetto possibile è a giardino, un giardino è fuori luogo, le alette saranno ridimensionate ma restano, la galleria permetterà una visuale panoramica oltre la ferrovia per il concatenarsi di soluzioni architettoniche adottate nei secoli in attesa dell'evento. Di concreto forse nulla, solo i patetici cartelli esposti in Piazza Verdi ed in Piazza Pontida, di parlato molto ed è facile cogliere che tutte le soluzioni sono possibili. Sta di fatto che dopo l'incontro in comune d'inizio mese poco o nulla si sa di preciso, l'ordine del giorno del Consiglio Comunale del 29 aprile 2010 non fa menzione di comunicazioni od altro in merito. Insomma tutto fa pensare a cose lunghe, e così dopo il tunnel sarà la galleria a far sognare i fidentini. 
Ex forno comunale: ultimi 15 giorni per decidere?
Fidenza, 17 maggio 2010 - "L’amministrazione Comunale,  alla luce degli approfondimenti in corso sull’iter amministrativo per l’attuazione dello stralcio “A” del piano particolareggiato sull’isolato dell’ex forno comunale ed in considerazione dell’estrema rilevanza e strategicità che l’attuazione degli interventi riveste nelle politiche di recupero e riqualificazione dell’area centrale della città, intende differire il termine del 30 aprile 2010 fissato con delibera giunta comunale n. 18 del 28 gennaio 2010 al 31 maggio 2010. In tal modo  si avrà il tempo per effettuare un adeguato confronto con tutti i soggetti interessati sulle tematiche in queste mesi poste all’attenzione dell’Amministrazione che hanno peraltro portato il Comune ad acquisire specifico parere legale sull’argomento"
A questa premessa ha fatto seguito la decisione della Giunta Comunale,  "con voti unanimi favorevoli, espressi per alzata di mano", che ha deliberato:
-   Di  differire il termine del 30 aprile 2010 fissato con delibera giunta comunale n. 18 del 28 gennaio 2010 al 31 maggio 2010.
-   Di dare mandato al settore UTC-Assetto del territorio di trasmettere questa deliberazione al soggetto attuatore dell’intervento.
Viene quindi da pensare che a fine mese il nodo verrà sciolto e sapremo il futuro della storica area. In effetti il differimento di un solo mese farebbe pensare ad una soluzione in linea, salvo qualche dettaglio, con quanto in precedenza preannunciato senza alcun stravolgimento del progetto illustrato nell'incontro del mese scorso. Ciò porta a concludere che il soggetto attuatori sia sempre l'impresa Montanari e quindi un'impresa cittadina di qualità.
Manca nella delibera accenno al parere della Commissione per la Qualità  architettonica ed il Paesaggio,che come sappiamo è puramente consultivo e non vincolante, ma che, in questo caso, sarebbe più che opportuno.
La delibera porta il numero 91  ed è del    29 Aprile 2010. Nell'Ordine del Giorno del Consiglio Comunale del 19 maggio prossimo l'argomento non appare.
Non ha avuto il benestare della Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio delle province di Parma e Piacenza il progetto esecutivo per il recupero dell’edificio ex  San Giovanni e sono stati richieste ulteriori indagini preliminari relativamente ad alcuni elementi edilizi e architettonici: corpo scale, porticato, cornicione, collocazione ascensore, copertura e altri.
L’amministrazione comunale di Fidenza ha quindi deciso di procedere alla esecuzione dei lavori per un  primo stralcio consistente nelle seguenti opere:
1.      sgombero dei locali da tutti le suppellettili presenti e disinfestazione dei locali per la elevata presenza di guano;
2.      asportazione di porzioni di intonaco e pavimenti per esaminare le varie fasi storiche del fabbricato e decidere di conseguenza quale debba essere il progetto definitivo;
3.      verifica e ricostruzione grafica della  rete fognaria esistente;
4.      indagine su murature, cornicione,  copertura,  vano scala  e ogni altro elemento di pregio architettonico.

A queste opere preliminari, che comporteranno una spesa di 25 mila euro circa, provvederà l’Acer, come disposto dalla delibera della giunta comunale n. 120 del 9 giugno 2010.
Siamo comunque ben lontani da quel progetto complessivo di recupero dell’intero edificio comprendente l’ex-palazzo San Giovanni, l’ex-forno comunale, l’ex-sala «Guido Rossa» e le strutture improprie che collegano queste strutture all’ex Palazzo Littorio, noto ai più come ex sede del liceo classico.
A questo proposito, la delibera n. 112 del 28 maggio 2010 stabiliva il 30 giugno 2010 come nuovo termine per un accordo con il soggetto attuatore. Si tratta di un ulteriore rinvio che rafforza l’impressione che questo intervento, sbandierato da due amministrazioni di segno opposto, sia viziato da lacune tecniche e formali.
Si procede a stralci e solo sull'ex-palazzo SS. Giovanni (ex-carceri)
Da lunedì 12 luglio 2010 i primi lavori preliminari nell'ex-palazzo delle ex-carceri per il resto ennesimo rinvio
Con delibera  numero 140 del   29 Giugno 2010 la Giunta determina:
  • Di  differire al 31 luglio 2010  il termine del 30 giugno 2010 già fissato con deliberazione della Giunta comunale n. 112 del 28 maggio 2010;
  • di dare atto che il differimento viene deliberato  al solo fine di accertare l’ opportunità di agire in autotutela per quanto attiene al provvedimento assunto da questa giunta in data 28 gennaio 2010, n. 18;
  • di dare mandato al responsabile dell’ufficio di attivarsi con il legale che ha fin qui seguito l’argomento per verificare se sussistono i presupposti di legittimità per il ritiro dell’atto e/o le eventuali ricadute di tipo civile e contabile che il ritiro in autotutela può comportare per questa amministrazione;
  • di incaricare il responsabile di relazionare e predisporre le eventuali proposte di deliberazione di ritiro per la seduta di giunta comunale del 20/7/2010.
La decisione si è resa necessaria principalmente in quanto le perplessità legali dell'assegnazione dei lavori non sono state risolte.
Intanto lunedì 12 luglio prende "il via la prima fase dell'intervento di restauro dell'ex Convento di San Giovanni, inserito nel quadro del Programma Regionale di recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
In questa prima fase Acer Parma, incaricata dal Comune di Fidenza, procederà a verifiche sulle murature e sugli altri elementi delle facciate, al fine di definire con precisione le caratteristiche materiche e le condizioni strutturali. I rilievi saranno eseguiti attraverso il posizionamento di appositi cestelli, che occuperanno anche alcuni posti auto in piazza Verdi. Le indagini si protrarranno per 15 giorni."

Su Piazza Verdi e ex-Forno Comunale la maggioranza incassa una sconfitta e la città ne incassa due.
Quando l'incompetenza e l'approssimazione da una parte e la voglia di ottenere soddisfazione politica si confrontano nelle sedi decisionali chi ne esce veramente sconfitto non è l'uno o l'altra parte ma l'interesse cittadino.  Il parere legale inseguito ormai da mesi e relativo alla regolarità della rinegoziazione con ente attuatore degli accordi promossa dalla nuova giunta e gestita dal responsabile dell'Ufficio Tecnico Comunale architetto Gilioli ha portato alla "revoca" della delibera di Giunta Comunale n° 18 del 28 gennaio 2010.
Da quel che è dato di capire dalla delibera  N° 155 del 27 Luglio 2010 il parere legale era tutt'altro che di facile comprensione e ci si è dovuti districare tra "ex-nunc" ed "ex-tunc"  prima di arrivare alla conclusione che sia  "ex-nunc" sia "ex-tunc" nel caso specifico  ricondono al termine "revoca", e così si è proceduto. D'altra parte il nostro è il "paese del diritto" e un po' di latino non guasta. Il dispositivo della delibera è pertanto il seguente: " Di ANNULLARE con effetto ex tunc la propria deliberazione n. 18 del 28 gennaio 2010, esecutiva;
- Di dare atto che restano in vigore tutti gli atti precedenti e che disciplinavano il Piano Particolareggiato sull’isolato dell’ex Forno comunale;
- Di dare mandato al dirigente del settore UTC Assetto del Territorio di  proseguire nell’iter conseguente agli atti precedentemente assunti  e tuttora in vigore."
E' quello che l'opposizione chiedeva denunciando un sostanziale cambiamento del bando di gara rispetto a quello approvato con delibera consiliare dalla passata amministrazione. Pertanto per l'opposizione l'intera materia doveva essere oggetto di nuova discussione e delibera.
La maggioranza a questo punto ha dovuto ripiegare incassando una sconfitta. In una diversa situazione di tipo privatistico in cui "chi paga" per l'errore è il cittadino  avremmo assistito a cambiamenti di organigramma, ma qui siamo nel pubblico. 
Dal punto di vista dei contenuti la soluzione che la delibera revocata prospettava era migliore di quella precedente riservando adeguate risorse alla tutela del patrimonio storico e culturale e, d'altro lato, prospettava per Piazza Verdi un assetto diverso dall'assurdità di un arredo urbano cementificato e banalizzato come, purtroppo, già sperimentato il altre parti della città.
Oggi, che ritorniamo a un "punto ed accapo", una dimostrazione di buon senso da entrambe le parti è quella che ci vuole.

 
Nessuna novità sull'annosa questione della riqualificazione dell'area occupata dai ruderi dell'ex-forno comunale. La centralissima struttura comincia a dar segni d'impazienza, come possiamo vedere da queste immagini scattate dall'attento Carduccio Parizzi.

2 settembre 2010