style="background-attachment:fixed;">
Il complesso dell'ex-forno comunale e degli immobili tra le piazze Verdi e Pontida ed il  Parco Matteotti
Piazza Verdi allarga la visione su uno dei più caratteristici angoli di Fidenza. Il lato nord-est è occupato dal Teatro "Gerolamo Magnani" con la sobria facciata neo-classica; a nord, la fiancata retrostante del Palazzo comunale; a ovest, i giardini pubblici; a sud, la sede del Liceo classico ed il tozzo fabbricato delle ex carceri, destinato ad alloggi per anziani.
Studi recenti vorrebbero individuare in questa zona l'antica "piazza grande", cioè la principale del Borgo; verso di essa sarebbe stata rivolta la facciata del Palazzo comunale nel suo primitivo nucleo. Ma una cosa è certa: che Piazza Verdi fu sempre, fino a qualche anno fa, la succursale di Piazza Garibaldi nello sviluppo del mercato e del piccolo commercio locale. In particolare, vi si insediavano i rivenditori di vasellame e terraglie e, fino agli anni settanta, quelli di mercerie. Ora si presta a posteggio di auto.
La vecchia denominazione di Piazza SS. Giovanni era in relazione al più antico complesso conventuale di Borgo ed all'annessa Chiesa, quella appunto dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, fondato dai monaci benedettini nel secolo VII sull'attuale area. Nel cortile interno del palazzo delle ex-carceri mandamentali oggi rimane visibile solamente un'ala dell'antico chiostro del monastero delle monache Benedettine. La chiesa chiusa al culto per la soppressione napoleonica delle strutture conventuali fu demolita nei primi anni dell'ottocento.  Storicamente questo complesso conventuale è il più antico di Fidenza.

Parco Matteotti chiude a est l'isolato dell'ex-Palazzo dei SS. Giovanni che si presenta con la facciata di un palazzo con portici. L'edificio precedente che pure prospettava su questa piazza era quanto ancora rimaneva del monastero delle monache di San Benedetto, fu demolito nel 1937 ed al suo posto fu edificato Palazzo Littorio. Quest'ultimo nel dopoguerra diventò Casa del Popolo per essere poi utilizzato come sede del liceo, successivamente fu saltuariamente utilizzato dal Comune. Oggi inutilizzato, dovrebbe accogliere gli uffici del tribunale attualmente ospitati nel Palazzo Porcellini.

Piazza Pontida (già Piazzetta S. Martino) prende il nome da un fatto storico di grande rilievo: nella Chiesa di S. Giovanni, che sorgeva sul lato nord della piazza, il 30 luglio 1195 venne rinnovato, contro Arrigo VI, il giuramento guelfo della Lega di Pontida. A Borgo si radunarono i delegati di Milano, Verona, Brescia, Crema, Mantova, Padova, Gravedona, Piacenza, Faenza, Tortona, Reggio Emilia e Bologna, giurando la nuova Lega. Per il nostro Borgo l'avvenimento costituiva una preziosa occasione per vendicarsi della secolare rivalità tra i Parmigiani ed i Piacentini, nella quale, dopo la protezione imperiale di Federico Barbarossa, Arrigo VI si era inserito con sleale partigianeria, vendendo addirittura la terra di S. Donnino a Piacenza. La Lega non ottenne, purtroppo, gli effetti sperati ed il Borgo continuò ad essere al centro, per tanti anni ancora, delle cruenti contese tra i due litiganti di oltre Taro ed oltre Nure.


Lo stato attuale e il progetto di riqualificazione
2008 - Lo stato attuale del complesso di edifici chiuso tra Piazza Verdi e Piazza Pontida è di degrado. Gli edifici centrali hanno da tempo perso ogni funzione, dalla parte di Piazza Verdi abbiamo una costruzione dei primi anni  cinquanta pensata inizialmente come mensa comunale in seguito è diventata un centro d'incontro per anziani, la famosa Sala Rossa; dalla parte di piazza Pontida abbiamo invece il fabbricato abbandonato dell'ex-forno comunale. Tra i due, all'interno, la parte rimasta dei porticati del chiosco del convento già a suo tempo è stata oggetto di un recupero urbanistico non adeguatamente supportato da valide iniziative di valorizzazione. Insomma uno sfacelo al centro della città cui porre rimedio, un'occasione da cogliere con intelligenza e buon senso.   
L'intervento  prevede l'eliminazione delle superfetazioni incongrue costituite dagli immobili prospettanti sulle due piazze Verdi e Pontida e la loro sostituzione con un nuovo fabbricato a destinazione pubblica e privata attraversato al piano terra da una galleria.
La cessione degli immobili e della potenzialità edificatoria aggiuntiva ha come contropartita l'esecuzione di interventi urbanizzativi e la corresponsione di una quota in denaro.
Esternamente il progetto non presenta soluzioni interessanti, due alti muri paralleli dovrebbero muovere l'insieme e servire da invito agli spazi interni. In realtà si introducono elementi estranei all'essenzialità dell'intera struttura e tonnellate di cemento inutile.  L'opera è un progetto limitato al raccordo di edifici, ex palazzo delle carceri e ex palazzo del Littorio, realizzato cedendo volumi di edilizia abitativa e commerciale all'iniziativa privata. La soluzione architettonica scelta ha comunque il vizio di mantenere su piazza Verdi tre elementi dissonanti: il lato di un edificio storico, il prospetto di raccordo ed infine il lato corto di un edificio di fine ventennio.  
Piazza Verdi nel 1910.
L'ex Palazzo S. Giovanni.
 
   I luoghi del borgo    Fidenza oggi    Contatti    Fidenza blog   
A destra la locandina pubblicata nel 1937 sul foglio satirico Il Numero Unico che già poneva in evidenza la necessità di armonizzare stili diversi nelle piazze cittadine da sempre palestra di sperimentazioni architettoniche. Allora il Palazzo Littorio era in via di completamento, tutto il resto rimaneva e rimarrà tal quale o quasi per settant'anni. Nel 1952 abbiamo la costruzione di un moderno edificio su Piazza Verdi, doveva essere la mensa municipale, ma alla fine, in omaggio alle origini ed al potere, venne chiamato Sala Rossa. Vent'anni dopo un intervento mirato bonificò i portici dell'ex convento creando un passaggio tra Piazza Verdi e Piazza Pontida, pochi anni e tutto è stato abbandonato ed oggi anche blindato. Il palazzo SS. Giovanni intanto mutava d'uso, non più sede delle Carceri mandamentali, ma qualcosa di simile all'uso residenziale protetto. La svolta vera viene ora col progetto di cessione a privati di parte degli edifici per la creazione di spazi commerciali e residenze. Il progetto è del 1988, le delibere del 2003 e l'inizio dei lavori il 2010, i dettagli sono disponibili su questa stessa pagina e così le nostre anch'esse ormai datate ma comunque sempre attuali osservazioni.
Data invece febbraio 2010 la presa di posizione di Italia Nostra con una lettera aperta al Sindaco di Fidenza che così conclude:  "Riteniamo che il progetto architettonico, risalente come abbiamo detto al 1988, debba essere modificato alla luce e alla fine di una pubblica discussione affrontata su più fronti con tutti i soggetti che hanno a cuore il bene e il futuro della città, oltre che con gli stessi privati cittadini, in un'ottica di trasparenza che dovrebbe diventare normale prassi quando si tratti di realizzare opere così impegnative per l’economia e l’immagine di Fidenza."
Dal Numero Unico ad Italia Nostra
Settant'anni di riqualificazioni

Fidenza, 18 marzo 2010 - L’intervento di recupero dell’area dell’ex Forno Comunale, posta tra le piazze Verdi e Pontida è stato illustrato dall'arch. Antonio Monestiroli di Milano, estensore del piano di intervento sull’area, nell'incontro sollecitato da Italia Nostra che si è tenuto nella sala consigliare del municipio, presenti il Sindaco ed alcuni assessori e consiglieri. Alcuni disegni di dettaglio e il modellino tridimensionale hanno permesso una miglior comprensione del progetto stesso. L'ing. Pattini, membro della Commissione consultiva per la qualità architettonica ed il paesaggio il paesaggio  ed esponente locale di Italia Nostra ha richiesto alcune  modifiche riguardanti il contenimento delle "ali". Dall'ex-sindaco ed ora consigliere Cerri sono venuti alcuni consigli di carattere pratico non trascurabili riguardo all'accesso a Piazza Verdi. L'impegno di riprendere questi appunti e di modificare senza stravolgimenti il progetto è il dato conclusivo dell'incontro.
Non si è parlato di tempistica dell'intervento che tuttavia siamo in grado di anticipare in termini di massima:
  • Entro 30 aprile 2010 firma della convenzione urbanistica;
  • Entro 30 giugno 2010 demolizione dei fabbricati esistenti;
  • Entro marzo 2011 conclusione indagini e scavo archeologico;
  • Realizzazione del comparto compresi spazi pubblici delle piazze a 4 anni dalla firma della convenzione.
Riguardo agli obblighi convenzionali il soggetto attuatore si obbliga a:
  • Realizzare la sala civica da 100 posti con relative pertinenze e sistema di accesso (mq 230 ca.);
  • Realizzare la galleria urbana di collegamento tra le piazze Verdi e Pontida e costituirne l’uso pubblico;
  • Effettuare come preliminare e preminente attività di interesse pubblico, lo scavo archeologico fino all’importo stimato di € 413.565,00;
  • Realizzare le opere di urbanizzazione primaria a diretto servizio del nuovo fabbricato;
  • Realizzare la rampa, o analogo sistema di accesso, al piano interrato con uso anche a servizio del piano interrato degli ex licei;
Da parte sua il Comune di Fidenza  eseguirà direttamente l’intervento di sistemazione della piazze.
Ex forno comunale: incontro pubblico

Notizie storiche e di cronaca
Notizie tratte in parte dai Quaderni Fidentini N. 9 e N. 36


Il dibattito nel Consiglio Comunale del 21 dicembre 2010 e le conclusioni del Sindaco in merito a Palazzo Littorio e fabbricati limitrofi
Il punto 10 dell'ordine giorno prevedeva la " Ricognizione delle alienazioni e valorizzazione del patrimonio immobiliare per il triennio 2011-2013 (Relatore Vice Sindaco)", la discussione si è tuttavia focalizzata sul fabbricato denominato Palazzo Littorio di Piazza Matteotti sulla cui alienazione la minoranza si è sempre detta contraria. Il filmato riprende la parte del dibattito e delle conclusioni che attengono a questo argomento mentre sono omesse quelle parti del dibattito riguardanti il valore di stima dell'immobile, argomentazione sollevata dai consiglieri Montanari, Malvisi e Cerri, e quanto riguarda l'aggiornamento riguardo pareri e prescrizioni della sovrintendenza, argomento questo sollevato queste dai consiglieri Sartori e Toscani.
Al termine la votazione ha visto il no dell'opposizione motivato dal parere contrario per l'operazione di alienazione del Palazzo Littorio. In sostanza l'opposizione propende per una soluzione unitaria che comprenda sia Palazzo Littorio che gli altri edifici ed aree limitrofe: ex forno comunale ed ex Sala G. Rossa. Il relatore Vice-Sindaco Tanzi ha comunque mostrato apertura verso questa posizione della minoranza e sulla stessa linea si è espesso il Sindaco Cantini nella sua conclusione integralmente ripresa nel filmato. Dall'intervento del Sindaco Mario Cantini  si può senz'altro capire che nel nuovo anno si ricercherà una soluzione eventualmente diversa rispetto alla semplice alienazione del Palazzo Littorio, questo aspetto verrà valutato rivedendo il progetto, già a suo tempo approvato, circa la destinazione degli altri edifici e delle aree che costituiscono buona parte dell'isolato tra Piazza Verdi e Piazza Matteotti. Resta il fatto che oggi non si ha un'idea su come intervenire su quest'area. Il Sindaco nelle sue conclusioni richiama anche la necessità di vagliare la destinazione di questi edifici prendendo in considerazione il sottoutilizzo di altre strutture della città tra queste l'ex-Palazzo delle Orsoline e, possiamo aggiungere noi, l'ex Palazzo dei Gesuiti. Implicitamente verrebbero pertanto accantonate soluzioni quali spazi museali o espositivi, in modo più esplicito viene detto che anche la Sala Civica prevista nel vecchio progetto non rientra più tra gli obiettivi di questa amministrazione.
Emerge sempre di più la mancanza di una progettualità complessiva riguardo al ruolo che il patrimonio storico e monumentale fidentino nell'economia della città, situazione oggi resa più pesante da un eccesso di disponibilità di spazi di proprietà comunale o di partecipate dopo l'operazione Nuovi Terragli.

Una storia infinita
Forno comunale di Fidenza: esposto alla Corte dei conti

"Luigi Giuseppe Villani, capogruppo in consiglio regionale e coordinatore provinciale del PdL ha presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti di Bologna per verificare se nell'annosa vicenda della riqualificazione dell'ex Forno comunale di Fidenza si possano ravvisare gli estremi di un'irregolare gestione di denaro pubblico per cui si possa portare, eventualmente, al risarcimento del danno a parte dei responsabili." Così l'edizione di parma de "la Repubblica" introduce la notizia che era nell'aria da tempo circa presunte irregolarità nell'asta pubblica per l'alienazione degli immobili ela conseguente sistemazione dell'intero comparto urbanistico tra le piazze Verdi e Pontida. Nell'esposto si "evincerebbe che l'asta per l'alienazione degli immobili del 2004, che prevedeva "come contropartita" a carico soggetto attuatore la realizzazione di opere pubbliche per 2,5 milioni di euro, dissimulando "l'eseguita compravendita (a mezzo asta pubblica)" sarebbe in realtà "un appalto di lavori pubblici che doveva trovare origine non in un'asta pubblica bensì in un bando per un pubblico appalto per la costruzione di opere pubbliche, all'interno del quale la compravendita rappresentava una semplice fase del procedimento" e che quindi sarebbe invalida. "
Nell'articolo si dice anche che "Villani ha anche preannunciato che il medesimo esposto sarà anche presentato alla Procura della Repubblica di modo che si approfondisca se in tutta la vicenda vi siano anche da rilevare responsabilità sotto il profilo penale."
La vicenda nasce da una visura catastale dell'agosto 2010dalle quale è risultato che l'immobile, "venduto" dal Comune di Fidenza nel 2004 ad impresa di costruzioni locale, risultava ancora di proprietà del Comune.
Ricordiamo anche che nel gennaio 2010 l'attuale amministrazione, che aveva ereditato la "pratica" dall'amministrazione precedente guidata dal PD,  si è vista contestare proprio dal PD, ora minoranza, una delibera di rinegoziazione degli accordi precedenti, alla fine la delibera è stata annullata in apparenza per un vizio di forma.  Ora sembra che non sia proprio una questione procedurale.
(19 febbraio 2011)
Per maggiori ragguagli: parma.repubblica.it/cronaca/2011/02/19/news/forno_comunale_di_fidenza_esposto_alla_corte_dei_conti
La decisione di demolire il fabbricato dell'ex-forno comunale di Fidenza è stata presa e le spese previste sono state stanziate in euro 60.000. Il tutto è contenuto nella delibera consiliare N° 23 di variazione del Bilancio di Previsione 2011 approvata il 25 maggio 2011 e dal piano esecutivo deliberato il giorno successivo dalla Giunta Comunale. La sofferta decisione costituisce un primo passo verso la sistemazione delle proprietà comunali che insistono nell'isolato compreso tra Piazza Verdi, Piazza Matteotti, Piazza Pontida e Via Bacchini. Implicitamente ciò significa l'abbandono del vecchio progetto che prevedeva l'alienazione di parte dell'area e l'edificazione da parte di impresa privata di fabbricati ad uso civile e commerciale. Resta la previsione di alienazione dell'ex.palazzo Littorio per il quale l'attuale amministrazione ha iniziato l'iter burocratico.
Che in qualche modo si procedesse ad intervenire sul fabbricato dell'ex-forno era oltremodo necessario dato lo stato del vecchio edificio che non presenta caratteristiche di pregio ancorché la sua costruzione risalga all'inizio dello scorso secolo. Probabilmente per la sua edificazione sono stati a suo tempo utilizzati materiali di recupero provenienti dalle parti demolite del convento dei SS. Giovanni di cui ormai non rimangono evidenze fuori terra.
L'importanza dell'edificio in demolizione è tutta chiusa nei ricordi di alcune generazioni di fidentini, ma i ricordi non attendono demolizioni per sbiadire, basta l'anagrafe.
La demolizione dell'ex-forno comunale di Fidenza
Con l’avvio della demolizione dell’ex forno comunale, l’area centrale della città si libera dell’ingombrante presenza del fatiscente complesso, posto fra le centralissime piazze Verdi e Pontida.
Dopo aver recuperato il finanziamento necessario con un contributo da privati, si è definito il progetto di demolizione e si è predisposta la relativa procedura di gara fra ditte qualificate per l’esecuzione di tali interventi.  Dato l’evidente degrado che ha evidenziato negli ultimi tempi un peggioramento delle condizioni anche strutturali dell’edificio, si è definita una procedura con tempi molto contenuti di realizzazione, decidendo di utilizzare per l’intervento il periodo agostano al fine di creare meno disagi possibili all’ordinario andamento delle attività cittadine. La demolizione dell’ex forno comunale e della parte incongrua posta in adiacenza al fabbricato ex liceo costituisce il primo intervento urbanizzativo della riqualificazione dell’area.
L’intervento di demolizione prevede la necessità di “staccare” l’edificio dai fabbricati adiacenti di interesse storico-architettonico dell’ex liceo ed ex San Giovanni attraverso operazioni da condurre manualmente.
«E’ un momento importante, atteso da tempo. La demolizione dell’ex forno ci consentirà di riflettere in modo unitario sul riassetto di tutto l’isolato e delle piazze Verdi e Pontida completando, nei modi più opportuni, il programma di recupero del sistema delle piazze cittadine. In questa riflessione terremo conto dell’imminente avvio del recupero dell’edificio ex San Giovanni e degli alloggi pubblici in esso posti, del bando di alienazione del fabbricato ex liceo, dei progetti già predisposti e autorizzati, e del loro possibile aggiornamento per renderli più rispondenti alle esigenze attuali della città», ha commentato stamani il sindaco Mario Cantini.
I lavori di demolizione dovrebbero essere ultimati entro il 12 agosto, con la completa rimozione delle macerie.

3 agosto 2011 - addio all'ex-forno comunale
3 agosto 2011 - la demolizione dell'ex-forno comunale
.................... Una dopo l'altra
case sorgono cadono crollano vengono
ampliate vengono
demolite distrutte restaurate o alloro posto
c'è un campo aperto o uno stabilimento
o una via di circonvallazione. Vecchia pietra
per costruzioni nuove vecchio legname
per nuovi fuochi, vecchi fuochi
per cenere e cenere
per terra che è carne e pelo
escrementi, ossa
di uomo e di bestia stelo di grano
e foglia. Case
vivono e muoiono: c'è un tempo per costruire
e un tempo per vivere e generare
e un tempo perché il vento infranga
il vetro sconnesso e scuota il rivestimento
di legno dove trotta il topo, e scuota
il logoro arazzo ricamato con un motto silenzioso.
...............................

East Coker
Thomas s. Eliot        (Traduzione di Angelo Tonelli)

5 agosto 2011 - addio all'ex-mensa comunale
28 settembre 2011 - Ex-forno comunale sempre più ex
Il video che sotto proponiamo riprende la parte del Consiglio Comunale relativa alla delibera di ratifica dell'accordo tra Comune di Fidenza e soggetto attuatore. L'accordo libera le due parte da ogni impegno reciproco relativamente  al progetto di del 2004 che interessava il comparto dell'ex-forno comunale e gli edifici limitrofi. Il progetto prevedeva la costruzione di un condominio e di una sala civica. L'area interessata è di notevole interesse archeologico ed il progetto aveva fatto sorgere perplessità da parte di Italia Nostra e da parte di alcuni cittadini. Anche le soluzioni architettoniche del progetto erano state oggetto di critica. Nel filmato il Sindaco esorta per la ricerca di una soluzione per l'area.