Oratorio di San Giorgio
Palazzi storici
tra riuso e degrado
Nel 1969 durante i lavori di restauro è stato rinvenuto l’affresco di San Giorgio e il drago, l'affresco rimosso è ora conservato nel Museo del Duomo. Rimane una suggestiva velatura dell'affresco.


Parte absidale attuale ed alcune tracce degli affreschi dell'antico Oratorio

La sistemazione della cripta del Duomo  di Fidenza, dedicato al santo Protettore San Donnino Martire, ha completamente stravolto la sistemazione precedente creando un ambiente artificiale d'impronta museale. L'arca di San Donnino che dominava la piccola cappella è stata spostata in un spazio laterale ed il sarcofago fa mostra di se in una cappella laterale dell'Oratorio di San Giorgio. L'innaturale collocazione è del tutto arbitraria.
In questo dipinto dell'anno 1953 l'Oratorio si presenta in uno stato di estrema malconservazione, da anni inutilizzato e danneggiato dai nombardamenti del maggio 1943 era diventato un depostito di materiale edile di un'impresa locale.
Eretto in stile romanico nel 1314 per volere di Guglielmo Pallavicino marchese di Scipione, aveva annesso un piccolo ospedale per i carcerati e i disertori. Nel 1548 passa di proprietà alla Confraternita della SS. Trinità. Ampliato e abbellito in epoca successiva per interesse, sembra, di Bernabò Visconti, fu chiuso al culto nel 1902 dopo la soppressione della confraternita ed adibito a magazzino, alla fine degli anni sessanta grazie all'interessamento di Italia Nostra è iniziata un'opera di recupero e restauro.
Nel 1969, durante i lavori di restauro, è stato rinvenuto l'affresco di San Giorgio e il drago, ora posto in Cattedrale.
 

Convento di San Bernardo
Palazzi storici
tra riuso e degrado
Fondato intorno alla metà del '300, il complesso conventuale delle monache cistercensi di S. Bernardo si estendeva tra la Cattedrale e S. Pietro, essendo delimitato dalle attuali vie Goito, Bormioli e Frate Gherardo.
In seguito alle soppressioni napoleoniche ed al conseguente in incameramento dei beni ecclesiastici e religiosi, l'antico complesso conventuale venne trasformato in laboratorio (vi trovò sede il nucleo originario dell'industria vetraria Bormioli). Dell'antica dimora delle cistercensi di Borgo San Donnino sopravvive oggi solo un'ala superstite dell'ex convento, identificabile nel robusto corpo di fabbrica cinquecentesca che si affaccia sul lato sinistro di via Frate Gherardo, un tempo significatamente denominata contrada di s.Bernardo.
Di proprietà privata è tutelato dalla Soprintendenza dal 1992,  la tutela è limitata all'edificio della foto a sinistra e a quella sotto, sempre a sinistra su via Frate Gherardo
 
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Chiesa di San Antonio Abate
Palazzi storici
tra riuso e degrado
La chiesa di S. Antonio Abate data dalla fine del secolo XII o dall'inizio del XIII. Eretta dai religiosi antoniani aveva annesso un convento ed un ospedale per pellegrini. Nei secoli subì numerose modifiche, fino al 1812 era affiancata da un porticato sul lato stradale. Sempre nel 1812 a motivo dell'atterramento della chiesa della Madonna delle Grazie divenne chiesa parrocchiale della parrocchia dei SS. Faustino e Giovita. Tracce di pittura e alcuni disegni permettono di concludere che l'interno e aprte dell'esterno della chiesa erano dipinti. Dopo un lungo periodo di abbandono e ridotta in stato precario nel 1969 fu restaurata per iniziativa della locale sezione di Italia Nostra e portata all'attuale stato. All'intervento di restauro partecipò un gruppo di giovani volontari olandesi. Recentemente la chiesa è stata concessa alla comunità ortodossa di Fidenza che vi celebra i suoi riti.
Il continuo riporto di materiale lungo l'adiacente via Emilia ha affossato la chiesa sul lato nord.
E' tutelata per legge dal decreto 22 luglio 1911 L. 364 del 1909.

Vedi anche la pagina Cittadella
Sistema campanario e particolari dell'abside a pianta quadrata.