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Liberty in Via Berenini: da tutelare
Nella foto a lato il palazzo in stile Liberty a tre piani è chiuso da costruzioni recenti. L'edificio "moderno" a destra contrasta nettamente in stile e materiali creando un effetto spiacevole.  Nell'altra fotografia abbiamo un particolare del palazzo posto in Via Berenini civico 114 e 116. Non ha attualmente alcun vincolo di tutela se non quello generico esteso a tutti gli edifici del centro storico, anche quelli confinanti per intenderci.
La costruzione si sviluppa poi in profondità sino a Via dei Mille. E' un palazzo da porre al più presto sotto tutela con provvedimento della Sovrintendenza.
 
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La parte sud di Piazza Garibaldi come si presenta oggi. Il più vistoso cambiamento riguarda l'edificio a destra edificato negli anni sessanta dopo la demolizione avvenuta nel maggio 1964 dell'ottocentesco pregevole palazzo Bizzarri.
Il lato sud di Piazza Garibaldi è chiuso dal Palazzo Municipale. Le origini di questa costruzione datano tra il XIII e XIV secolo ha subito numerose modificazioni nel corso dei secoli ed alcune parti come il cortile interno sono state aggiunte nel secolo scorso.  

Sempre da lato destro della piazza guardando il municipio il palazzo Tridenti già Palazzo San Marco. Anche per questo edificio fu richiesto l'abbattimento che fortunatamente venne poi negato. A destra il palazzo incolume dopo i bombardamenti. 
Il primo nucleo dello stabile risale al XVI secolo ed apparteneva alla famiglia Scarabelli che lo offrì a Alfonso Farnese dal Pozzo, nominato  Vescovo il 15 giugno 1620. Questi lo ampliò e vi fondò il Seminario,  probabilmente nei secoli successivi subì importanti modificazioni legate al diverso utilizzo ma la struttura generale si è mantenuta.
Non è un palazzo tutelato dalla Soprintendenza!

Avevo letto di Palazzo S. Marco di Borgo San Donnino sui volumi di Molossi, Zuccagni Orlandini e Fabi  ..........
Da Guido Giombi
L'ex albergo Leon d'Oro la cui volumetria nel dopoguerra è stata più che raddoppiata in concorrenza coi più moderni condomini. A destra una bella immagine d'anteguerra. 
In primo piano uno scorcio della moderna fontana olimpica voluta dall'ex-sindaco Massimo Tedeschi che oggi sta ritentando la stessa impresa a Salsomaggiore.  
Recidivo.
L'edificio in stile veneziano domina il lato sinistro della piazza. Edificato negli anni '30 ha preso il posta di un austero palazzo munito di torrione (vedi foto a destra).
Ritenuto fin dall'inizio un corpo estraneo nell'urbanistica fidentina fu ripreso in una vignetta del Numero Unico del 1936 (vedi immagine a destra in basso).
Piazza Garibaldi
Palazzo Gramizzi sul lato destro della piazza col suo profilo basso non presenta variazioni se non nella torretta in alto. Sparito invece è lo storico negozio, la confetteria UNICA, con la sua insegna in rilievo stile anni anteguerra. A destra il confronto con una cartolina anni '50.
L'edificio anticamente formava insieme ad altre costruzioni la proprietà urbana e la residenza dell'antica famiglia borghigiana degli Antini o Antimi. L'impianto antico comprendeva alcuni edifici adiacenti all'attuale Palazzo Gramizzi ed alcune pertinenze dall'altro lato di Borgo Antini. Rimangono tracce del collegamento tra gli edifici ma la loggetta che di collegamento è stata distrutta negli anni '70.
Non è un palazzo tutelato dalla Soprintendenza!
 
 
 
Le tre cartine, tratte dal volume "Centro Storico e Centro-Città" del Comune di Fidenza anno 1978, illustrano le rettifiche di un tratto del tracciato della via Romea o Via Emilia che partendo da piazza Garibaldi conduceva verso la città di Piacenza (colore giallo).
La prima delle tre immagini mostra la situazione riportata nel catasto del 1916. Da Piazza Garibaldi dopo un primo tratto rettilineo la strada si dirigeva a sinistra verso l'abside della cattedrale. Il tratto finale di questo percorso è l'attuale Via Micheli.
La seconda cartina mostra  la situazione dopo lo sventramento del quartiere Oriola nei primi anni trenta e la creazione di un tratto rettilineo in direzione di Piacenza, la cosidetta Via Corsica (clore grigio). La Via Emilia o via Cavour conservava il suo percorso sino a lambire la cattedrale.
L'ultima delle cartine rispecchia la situazione attuale conseguente alle trasformazione radicale di questo quartiere che perde la pianta arrotondata del vecchio borgo raccolto attorno al Duomo.  Con qualche rettifica secondaria Via Corsica sparisce e diventa l'ultimo tratto dell'attuale Via Cavour che sfocia in Piazza Grandi mentre parte dell'antico percorso diventa Via Micheli. L'origine di questa trasformazione data dal Piano Regolatore del 1946 opera dell'architetto Chiodi.
Se si ecludono i tre edifici (vedi foto) nella parte iniziale gli altri edifici che si affacciano sull'attuale Via Cavour sono frutto della ricostruzione postbellica e di alcuni interventi di rifacimento successivi. Questi edifici non presentano caratteristiche di rilievo architettonico ed in alcuni casi sono di veramente povera fattura.


Questi due edifici sono quanto rimane di pregevole della vecchia Via Cavour. A destra abbiamo il palazzo che sino agli anni cinquanta ospitava il Bar Sport punto d'incontro particolare, sulle pareti ai lati dell'ingresso venivano accuratamente riportati in bella calligrafia e gesso i risultati delle partite di calcio in "schedina"  e, nei mesi estivi, anche ordine d'arrrivo e la classifica generale della tappa del Giro e del Tour. Il tutto veniva poi commentato a viva voce. Il secondo arco introduceva alla storica pasticceria Longhi. Questo palazzo il cui retro è su Vicolo Antini è da anni in stato di abbandono.
Via Cavour