Il piccolo edificio è posto su via Gramsci angolo via Mazzini, di fronte alla stazione ferroviaria. Costruito negli anni trenta nel sobrio e funzionale stile dell'epoca prese il nome di Caffé Balilla, le sorelle Vajenti che ne curarono la gestione per cinquantanni fino agli anni ottanta. Sino agli anni sessanta funzionava anche come biglietteria delle linee terrestri delle corriere provenienti dai paesi della bassa come Soragna, San Secondo e Fontanellata o dalla montagna come Bardi, Vernasca, Bore e Pellegrino. Consisteva in un ampio locale servito da un piccolo locale, alle pareti quadri del cognato Ettore Ponzi, i servizi erano all'esterno sul retro in omaggio alla retorica spartana di quegli anni. Durante la guerra non fu toccato direttamente dai bombardamenti malgrado la delicata posizione assicurando sempre la continuità del servizio. La piccola cantina cui si accedeva con una bottola funzionò anche da temporaneo ricovero di sbandati che nell'ultimo anno di guerra riuscivano ad evadere dai carri ferrovieri, si trattava di giovani che venivano avviati al lavoro coatto al nord o in Germania. Nel dopoguerra vennero rimosse dalla facciate le lettere metalliche in rilievo dell'insegna, ma le traccie del nome rimasero ben leggibili e, di fatto, fu sempre Caffé Balilla. Nell'immediato dopoguerra nell'ampio spazio libero dietro al bar, circondato da piante, funzionava una pista da ballo. Era detta Serenella dalle piante di glicini chiudevano lo spazio verso via Mazzini. Il Caffé Balilla era anche luogo di ritrovo di commercianti, agricoltori e mediatori. Taxisti ed autisti di corriere erano di casa. Oggi il locale è chiuso, vittima delle trasfomazioni urbanistiche che hanno interessato l'intera zona.
Siamo nel 1933. Ben visibile sulla destra il muro il muretto arrotondato che ancora troviamo all'intersezione di via Gramsci (allora via Cavallotti) con via Mazzini. Poco d'altro è rimasto dopo bombardamenti, ricostruzioni e nuove costruzioni.
Foto ripresa dal Quaderno Fidentino N. 36 "Ciao Borgo" di Vittorio Chiapponi e Temistocle Corradi.
Il futuro dell'area ex Caffé Balilla
La mappa satellitare della zona del piazzale della Stazione è precedente all'inizio dei lavori per il sottopasso tra via Carducci e via Mazzini, è ancora visibile l'alberatura della piazza. Le torri e gli altri edifici sono in stato di avanzata costruzione (parte chiara della mappa).
E' riconoscibile il Caffé Balilla e, dietro, gli alberi tuttora esistenti.
La licenza a costruire→
Il progetto complessivo dell'intervento di "riqualificazione urbana" è evidenziato nella pianta grafica a sinistra tratta da "Regione Emilia-Romagna trimestrale di informazioni per la Riqualificazione Urbana Metropolitana n°15 Febbraio 2003". L'articolo di presentazione del progetto è firmato Alberto Gilioli e Nino Manno.
Non viene citata in modo esplicito l'area occupata dal Caffè Balilla, ma il progetto grafico già prevede un edificio multipiano. Il disegno a sinistra, tratto dalla stessa rivista, mostra il complesso dei "nuovi terragli" come dovrebbe apparire dalla stazione, a destra l'edificio isolato dovrebbe appunto insistere sull'area dell'attuale Caffè Balilla.
Il caffé Balilla in una cartolina degli anni sessanta, in primo piano le sorelle Tina e Maria Vajenti, sullo sfondo la stazione ferroviaria. Da ventanni la bella ringhiera in ferro lavorato era stata rimossa per contribuire allo sforzo bellico della nazione.
Il caffé Balilla in una foto del 1973, sullo sfondo si vede la facciata del palazzo di via Mazzini allora occupato dal negozio di ferramenta Corbellini che ha lasciato il posto al silos del parcheggio auto, sono invece già sparite le piante che insistevano sull'area in primo piano.
Lo spazio dietro al caffé Balilla, adibito a pista di ballo, confinava con alcune basse costruzioni di un deposito cerealicolo. Sul muro di confine faceva mostra di se un affresco raffigurante la nascita di Venere. Con la costruzione dei condomini di via Mazzini l'affresco ha poi subito la sorte del muro e delle altre costruzioni. Dell'affresco rimane questo disegno preparatorio.
"Là, dove Via Benedetto Bacchini si fa più stretta e ricurva, si apre l'ingresso all'ex Oratorio Don Bosco, con il suo spazioso cortile. L'edificio apparteneva nel 1600 alla famiglia dei Maschenzi, poi, fino ai primi del secolo, aveva ospitato la sede dell'Albergo "Tre ganasce", che tra i clienti poteva contare i sottufficiali di truppa di Maria Luigia, senza disdegnare anche i . . soldati semplici. Dal 1904, diventò il regno rumoroso di intere generazioni di giovani che, tra le scalcinate mura dell'edificio, ebbero in dono dai Salesiani, fino al 1946 e dai sacerdoti fidentini fino al 1965, memorabili esperienze ricreative e formative."
Da "Quattro passi per Fidenza"
Nella mappa satellitare sono contornate in rosso e blu le aree occupate rispettivamente dal cinema Cristallo e dall'ex-oratorio. Le due aree erano parte di quella più vasta area cittadina di proprietà della chiesa di Fidenza che non aveva soluzioni di continuità dall'attuale vescovado e oratorio del duomo a via Bacchini. Alla fine della guerra l'area era in buona parte ridotta in macerie e la "ricostruzione" che ne è seguita ha portato alla creazione di un disordinato quartiere a sud del duomo. Le aree individuate nella mappa non sono state toccate da "malurbanismi" nel dopoguerra se non marginalmente per degrado da impropri utilizzi e mancata manutenzione. Gli interventi hanno riguardato: il rifacimento del fabbricato del cinema per l'ampliamento della sala ed altri interventi secondari. L'area dell'ex-oratorio è destinata ad una riconversione che mi dicono rispettosa delle caratteristiche dell'immobile. Il futuro del Cinema Cristallo è invece legato alla conservazione, oltremodo auspicabile, dell'unico spazio-cinema urbano ancora in funzione.
La tutela ministeriale
Il complesso ex oratorio Don Bosco, da anni in parte utilizzato come magazzini dalla Caritas diocesana, è tutelato da decreto ai sensi degli art. 10-12 della legge D.Lgs 42 del 2004. Il decreto è del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Dipartimento per i Beni Culturali e Paesaggistici della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna ed è datato 11 dicembre 2006 con decreto di rettifica dello stesso ente in data 16 maggio 2007. La rettifica del decreto per escludere dalla tutela l'area occupata dal Cinema Cristallo è' stata richiesta dall'ente proprietario.
Ex-oratorio e Cinema Cristallo