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Zone circostanti a Palazzo Porcellini
Sino agli ultimi anni cinquanta la vasta area compresa tra il quartiere Oriola, ad ovest, la piazza Garibaldi e via Mazzini, rispettivamente a Sud ed ad Nord, non era stata oggetto di significativi cambiamenti. La zona comprendeva piazza Pezzana nata a seguito della distruzione della Chiesa del Pilastro, verso piazza Garibaldi il Palazzo Aimi faceva decorosa mostra di se, dietro un'area praticamente libera occupata dal cinema all'aperto Centrale e dalle basse costruzioni del burrificio gestito dal fratello del senatore Porcellini. La parte centrale dell'area che stiamo esaminando era occupato dai resti della vecchia rocca, a chiudere la zona verso est i depositi di granaglie della famiglia Fantoni. 
Negli ultimi anni cinquanta è iniziata l'opera di trasformazione iniziata con la costruzione del Palazzo Porcellini, successivamente abbiamo l'abbattimento di Palazzo Aimi e, chiuso ormai il cinema Centrale, la costruzione dei due palazzi su via Gandolfi, più tardi la costruzione di altri condomini fronte su via Mazzini o il giardino oggi chiamato Guernica. Con l'abbattimento dei fabbricati dell'ex-burrificio anche la zona insistente su piazza Pezzana ha visto l'edificazione di condomini. Lo sviluppo in altezza, la costruzione in aderenza degli edifici hanno portato  per evidenti interessi speculativi  una volumetria di costruito significativa, l'aspetto esteriore è stato in genere progettato ed eseguito senza perseguire alcun decoro urbano. Compromessa in parte la possibilità di creare un futuro a Piazza Pezzana rimasta in stato di degrado cronico da cinquantanni.
In via Mazzini s'impone la costruzione del silos del parcheggio auto privato nell'area che precedentemente era occupata da modesti fabbricati e cortili a destinazione commerciale e dalla palazzina all'angolo del sottopasso di forma arrotondata sede del negozio di ferramenta Corbellini.
La zona già pesantemente compromessa sarà interessata dal progetto Nuovi Terragli, è infatti prevista  la costruzione di un parcheggio coperto nell'area dell'attuale parco Guernica  con copertura al livello della Piazza Garibaldi. Più pesante l'intervento previsto nell'area ex-caffé Balilla. Unica area che può ancora presentare soluzioni interessanti è quella di Piazza Pezzana
Palazzo Porcellini
Il Palazzo Porcellini (foto di Marco Cavallini) fu edificato alla fine degli anni cinquanta in piazza Garibaldi di fronte al palazzo municipale. Voluto dal senatore Adolfo Porcellini,  che allora dominava la scena politica fidentina, non entrò mai nelle simpatie dei fidentini che ricordavano la vecchia rocca abbattuta.
Il palazzo fu costruito in stile fascista-coloniale, alla sua sinistra una fuga di scale verso la stazione e la campagna ed un palazzetto, costruito in contemporanea, che, nei materiali usati e nella tipologia di progetto, ne ricalca lo stile. Un caso di "sinergia pubblico privato" come quella che abbiamo recentemente  sentito elogiare nel caso di villa Panini.

Il senatore Porcellini nato a Rimini nel 1884 aderì al partito Socialista nel 1909. Il 27 ottobre 1920 all'insediamento della nuova amministrazione “rossa” , che ricevette i poteri dalle mani del commissario, Adolfo Porcellini (impiegato delle ferrovie) fu assessore nella giunta del  sindaco Arturo Clari (medico). Trasferitosi a Borgo san Donnino gestì col fratello un burrificio in Piazza Pezzana. Non risultano significative notizie circa l'attività politica a Fidenza prima e durante la seconda guerra mondiale, tuttavia nel dopoguerra diventò un riferimento nel quadro politico della sinistra. Ricoprì la carica di sindaco di Fidenza dal 1950 al 1964. Venne eletto senatore il 7 giugno 1953 per il Collegio Fiorenzuola-Fidenza.
 
Piazza Pezzana: il vespasiano della piazza?
A destra vediamo la ricostruzione di Piazza Pezzana, con il vecchio edificio dell'albergo "Due Spade" e la facciata della Chiesa del Pilastro. Ambedue gli edifici furono colpiti dalle bombe, durante la seconda guerra mondiale, ma solo la chiesa fu completamente distrutta. La pianta generale del quartiere resta comunque quella storica (immagine a sinistra) ed il vuoto lasciato dalla chiesa è rimasto tale.
La piazza si presentava più aperta sino agli anni sessanta del novecento, cioè prima della "condomizzazione" dell'isolato tra Piazza Mentana e Via Gandolfi, precedentemente infatti insistevano sulla piazza le basse costruzioni del burrificio Porcellini. Sino a quegli anni la piazzetta era anche vitalizzata da negozi o laboratori artigianali, oggi qualcosa soppravvive ma è poca cosa e la  piazzetta è ormai un parcheggio temporaneo a servizio del centro. Il quartiere Oriola, che inizia proprio da questa piazza, non ha oggi la vitalità di una volta ed è più orientato verso Via Cavour attraverso Via Vito Aimi e Via Conforti.

 
Malurbanismi
Palazzo Porcellini e le zone circostanti
Parco Guernika
In queste tre immagini cinquantanni di storia dell'attuale Parco Guernica in Via Mazzini. Negli anni cinquanta un vasto spiazzo completamente liberato dai resti della rocca e degli edifici più recenti del lato nord. Rimangono i due capannoni adibiti a deposito granaglie della ditta Fantoni e una bassa costruzione mattoni vista. Un personaggio non identificato raccoglie travietti di legno per un probabile uso domestico. Lo scalone di rappresentanza come i fabbricati condominiali che hanno preso il posto dei capannoni sino al bar Balilla non tarderanno a chiudere lo spazio verso San Michele. Sono visibili alcuni bassi edifici, poi sopraelevati, che hanno il fronte si via Gramsci e le piante ancora, per poco, esistenti del richiamato Bar Balilla o Serenella. Alcuni anni, non molti, e il parco, non ancora Guernika, è pronto in uno stile semplice come usava allora. Lo scalone monumentale è fatto, sullo sfondo il muro del Cinema Centrale ed appena oltre i bassi locali del caseificio Porcellini, ora l'area completamente condominiata. A memoria dei bombardamenti subiti Fidenza dedica il parco giardino alla città spagnola di Guernica, Picasso invece gli titolò un quadro che in realtà aveva inizialmente concepito per un evento diverso. Il giardino non ebbe grande successo e passò periodi di abbandono sino all'evento stazione/tunnel. Oggi è un parcheggio a pagamento e domani diventerà a due piani.  Sulla destra dell'ultima foto i silos del parcheggio privato che ha preso il posto del deposito di materiali ferrosi Nobili e della ferramenta Corbellini. Il progresso vuole le sue vittime e i ricordi restano a chi li ha e la città lentamente diventa un dormitorio di uomini e di auto.
 
 
Le luci di Piazza Garibaldi, con i suoi bar salotto, non arrivano in Piazza Pezzana e nei vicoli che mettono quest'ultima in comunicazione con la stessa Piazza Garibaldi e con Via Cavour. Già i centralissimi vicoli Tagliasacchi e Buozzi presentano evidenti segni di abbandono e Piazza Pezzana, per effetto anche della sua destinazione a parcheggio, esalta l'impressione di degrado di questa parte della città. Durante il giorno le condizioni di luce permettono un  frettoloso passaggio di persone e l'impressione di normalità, nelle ore notturne son gli abitanti stessi ad avere qualche timore di possibili incontri non piacevoli o sconvenienti. Sino a qualche anno fa una parvenza di vita "normale" era assicurata in qualche modo dalla presenza dell'albergo Due Spade, ma l'albergo è da tempo in ristrutturazione con probabile cambio di destinazione. Considerata la posizione della piazzetta, praticamente collegata alla piazza principale di Fidenza, è il momento per impostare un progetto di riqualificazione che potrebbe, vista la posizione, riportarla a miglior gloria.

Vicolo Tagliasacchi col tipico angolo annerito dalle minzioni
Piazza Pezzana semivuota a ferragosto.
Piazza Pezzana con il pieno o quasi delle auto
Le macerie della Chiesa del Pilastro
La della Chiesa del Pilastro come appariva da Piazza Garibaldi
Via Ugolini, che per generazioni è stata meta di frequentazioni particolari.
Piazza Pezzana angolo Vicolo Buozzi in un dipinto del 1946 a sinistra mostra di fronte la luce del laboratorio di lattoniere rimasto fino al 1953 e sulla sinistra un negozio di frutta e verdura. A destra abbiamo invece un'immagine fotografica ripresa dallo stesso punto di vista. Molte somiglianze alcune differenze. Il lattoniere da tempo ormai ha lasciato il posto ad un laboratorio di riparazione apparecchi elettrici il fruttivendolo ad una banca, nella casa d'angolo con Vicolo Tagliasacchi non c'è più, al primo piano, lo studio del pittore.