Le querce vittime dei Gigliati
Altre due querce secolari sacrificate alla colonizzazione della campagna fidentina. In località La Bionda ai margini del nuovo quartiere Gigliati ad una ventina di metri dai palazzi residenziali in costruzione due querce imponenti del diametro superiore al metro attendono di essere tagliate. Gli interventi sull'habitat, che comprendeva anche un modesto rivo ora cancellato, hanno determinato il loro rapido declino. Una delle due piante è ormai completamente secca, l'altra presenta ancora foglie verdi sui rami ma in quantità modesta come si può vedere dalle foto scattate il 17 ottobre 2009. Le loro chiome imponenti hanno una storia, durante gli anni della guerra erano un punto di riferimento verso il quale andare in caso di allarme aereo, ma questo può dir poco ai barbari.
Mappa satellitare datata 2006.
Ben visibili le chiome delle due querce e la linea dello fosso sparito.
Appena usciti dal centro, dopo il tunnel sotto alla ferrovia, girando a sinistra troviamo Via Croce Rossa. Proseguendo sino alle officine Costa svoltiamo a destra e troviamo il vecchio mulino Chierici, uno degli otto mulini alimentati dal corso del Canale Otto Mulini ora parzialmente interrato. Si tratta di un corpo principale e due costruzioni ora immerse nel verde spontaneo. L'aspetto generale è di estremo degrado e le costruzioni sono a rischio di crollo. Il canale in questo tratto è interrato e sede del collettore fognario che ha distrutto oltre al simulacro del canale la parte più tipica del mulino: la ruota che spinta dalla corrente forniva l'energia necessaria alle mole che probabilmente sono ancora all'interno del corpo principale. Questo intervento può configurarsi come un delitto ambientale ai danni di una struttura che poi si definisce nel PRG "edificio d'interesse architettonico".
Attivo sino agli anni cinquanta il mulino era meta di passeggiate domenicali anche per la vicinanza del torrente Stirone e della "passerella", un ponte in metallo e legno, assai trafficato, che collegava le due sponde al uso di pedoni e biciclette. Cinquanta metri più avanti del mulino la strada si biforcava, a sinistra verso lo Stirone e desta verso la discarica ed il "tiro a segno". Alla biforcazione la vecchia abitazione del pittore Emanuelli vera meta delle nostre gite domenicali. La costruzione della tangenziale di Fidenza ha modificato profondamente la zona, ma sono cambiate anche le nostre abitudini e non la zona non presenta motivi d'interesse ed è chiaramente in attesa del colpo di grazia di pianificatori e speculatori edili.
Il mulino, nell'assetto attuale, data dal 1764 come si può leggere dalla targa in cotto del muro prospiciente la strada, sotto alla targa un'immagine sbiadita di una madonna dipinta da Ettore Ponzi nei primi anni cinquanta, ricordo quel giorno. Il mulino ha una struttura raccolta ma mossa, un portico basso all'entrata posta sotto il livello della strada. Come già accennato l'edificio è classicato come "edificio d'interesse architettonico" dalle norme tecniche di attuazione del PRG, che significa una limitata tutela temporanea legata al vigente PRG. La descrizione dello stato attuale è lasciata alle immagini.
La nicchia con l'immagine mariana.
Il Mulino del Faggiolo: da conservare
L'immagine propone una veduta complessiva del mulino oggi. Alcune costruzioni sono purtroppo molto vicine e lo chiudono sul lato sud. Anche in questo caso è persa la parte esterna del mulino cioè la ruota che veniva mossa dalla corrente. L'edificio è classificato come "edificio d'interesse architettonico" dalle norme tecniche di attuazione del PRG.
In questo carboncino anni trenta si vede la ruota del mulino, ora rimossa. Sulla sinistra due figure, una in piedi l'altra seduta sul muretto del ponticello sul Canale Otto Mulini. Nella foto in basso una ragazza è ripresa sullo stesso muretto, vicino all'arco d'ingresso ancora esistente.
Il Mulino del Faggiolo in una foto del 1940.
Il Mulino Chierici: da conservare
Un dei tanti inquilini in zona protetta.