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Grande Itinerario Culturale
del Consiglio d'Europa

Il Collegio dei Gesuiti di Fidenza

Il progetto relativo  all'ex collegio dei Padri Gesuiti di Fidenza si inserisce negli interventi di recupero e riassetto degli immobili che hanno caratterizzato storicamente la città.
L'edificio -  le cui dimensioni sono di 105 metri (lato maggiore) e 54,5 metri (lato minore) -  è stato destinato nel corso dei tempi a diverse funzioni.
Iniziato nel 1697, ne fu realizzato in pieno solo una parte; il disegno si deve al Gesuita piacentino Stefano Maria Brameri. Negli anni di maggior splendore il Collegio arrivò ad ospitare ben 300 allievi fino a quando fu chiuso nel 1806, quando Napoleone soppresse definitivamente l'ordine dei Gesuiti. Divenne così ospizio per mendicanti fino al secondo dopoguerra, quando, dopo una radicale trasformazione, assunse il ruolo di "casa protetta" per anziani.
Attualmente il complesso ospita realtà variegate: uffici pubblici, aule didattiche, sedi di associazioni…

Un primo progetto di recupero dell'immobile è scaturito dalla conoscenza del progetto didattico Centro Culturale Europeo (CCE), nato a Saint Jean d'Angely in Francia nel 1989.
Il Centro Culturale Europeo è un modello di educazione non formale rivolto ai giovani dai 15 ai 18 anni e basato sullo svolgimento di sessioni trinazionali. Durante queste sessioni, alunni di tre diverse nazionalità, tutti frequentanti le scuole medie superiori, si ritrovano insieme in un luogo deputato e idoneo per svolgere attività teoriche e pratiche finalizzate all'apprendimento di un tema europeo.
Il CCE parte dal presupposto che la comprensione dell'identità europea e la solidarietà tra le varie nazioni e culture sia alla base del vivere comunitario.
La conoscenza di questa esperienza ha spinto l'amministrazione di Fidenza a riflettere sull'istituzione di una simile realtà a Fidenza, inaugurando il CCE Sigeric.
In CCE Sigeric di Fidenza è dedicato al tema storico della Via Francigena, antica via di pellegrinaggio che dal Medioevo ha messo in contatto i popoli d'Europa e ha lasciato lungo il percorso retaggi, culturali storici e artistici.
Fidenza, XXXVI tappa della Via Francigena, ritrova in questo tema l'apertura all'Europea che da sempre l'ha caratterizzata.

Il Centro di Cultura Europea Sigeric di Fidenza, che ha avuto una sessione inaugurale dal 29 novembre  al 13 dicembre 2003 e una seconda sessione dal 19 marzo al 2 aprile 2006 in strutture provvisorie, avrà la sua collocazione definitiva nella sede dell'ex Collegio dei Padri Gesuiti.
Le necessità connesse all'esperienza didattica ha portato all'elaborazione di appositi  spazi per l'ospitalità, le lezioni plenarie e in gruppi, i laboratori e le esibizioni
- 40 camere da 3 letti con relativi bagni o bagni comuni in numero idoneo. In ogni camera verranno alloggiati tre ragazzi di diversa nazionalità per favorire la socializzazione;
- 10 camere matrimoniali con bagno. Questi ambienti saranno destinati ad ospitare i professori accompagnatori delle classi che effettuano gli scambi o eventuali ospiti e relatori;
- 6 laboratori d'arte di 400 mq attrezzati. Le attrezzature saranno specifiche per ogni laboratorio (pittura, scultura, canto, danza ecc..)
- 2 sale da conferenza (120 e 50 posti);
- uno spazio gallery per installazioni multimediali dove istituire un percorso museo-virtuale della Via Francigena e degli Itinerari Culturali del Consiglio d'Europa;
- 1 locale multimedia con 10 computer in rete;
- 1 centro documentazione (50 mq);
- 1 auditorium da 300 posti per le attività teatrali, conferenze e manifestazioni. La struttura potrebbe essere utilizzata anche per altri eventi e manifestazioni non direttamente legate al CCE;
- un laboratorio musicale tipo sala prove;
- un ristorante da 120 posti per le esigenze del CCE, ma potrebbe essere una struttura con una vita propria che durante i periodi in cui non si svolgono le Sessioni trinazionali sia funzionale a tutta la cittadinanza;
- 1 bar;
- 1 locale discoteca inteso come un ambiente deputato a svolgere serate danzanti. Non è previsto che la struttura sia un locale pubblico ed accessibile a chiunque;
- 6 uffici informatizzati per le funzioni direttive ed amministrative;
- 1 locale per deposito di materiale vario ad uso degli uffici e delle aule di insegnamento;
- 1 archivio

Oltre al CCE, la disponibilità di tali spazi trasforma l'immobile nel contenitori ideale per altre attività a carattere culturale, rendendolo un punto di richiamo a livello non solo locale, ma anche internazionale.
La possibilità di ospitalità risponde sia all'esigenza dell'ospitalità dei pellegrini francigeni, sia alla possibilità di ospitalità per diversi gruppi, si pensi a titolo esemplificativo al turismo scolastico.
I grandi spazi a disposizione e le moderne tecnologie in dotazione, rendono poi possibile una collaborazione con il mondo universitario per ospitare a Fidenza master e corsi di specializzazione (il collegio dei Gesuiti è già sede del corso universitario in infermieristica).

Grazie all'utilizzo delle nuove tecnologie e alla messa in rete di diverse realtà territoriali, che permetterebbe di sfruttare al meglio le potenzialità di questo spazio, il Collegio si può prestare a divenire un  Centro di documentazione sugli Itinerari Culturali del Consiglio d'Europa.
Dalla sua primaria concezione didattica, il Centro Culturale Europeo Sigeric mira dunque ad ampliare le sue funzioni, per confermarsi quale fulcro di un progetto di centro di documentazione multimediale, che si propone di favorire, oltre che la fruibilità del percorso, un suo utilizzo in termini scientifici e didattici, ricreando le suggestioni del cammino per chi già lo ha intrapreso o si appresta ad farlo. Per il pellegrino, lo studioso, il turista consapevole, il centro di documentazione multimediale  rappresenterà un'oasi di conoscenza, che coniugherà l'approfondimento didattico e l'arricchimento esperienziale alla presa di coscienza delle "comuni radici europee" andatesi costruendo lungo gli Itinerari Culturali del Consiglio d'Europa, dei quali la Via Francigena è un tassello vitale.
Il complesso diventerebbe un contenitore di esperienze per promuovere la conoscenza e condurre Fidenza sulla strada maestra per l'Europa incrementando, allo stesso tempo, le sue potenzialità turistiche.

Scheda tecnica
Il Comune di Fidenza ha in corso di realizzazione, con la responsabilità del Settore UTC-Assetto del Territorio (nelle persone di arch. Alberto Gilioli, arch. Elena Ferrandi e Nino Manno) e in collaborazione con il Servizio Marketing Territoriale, Progetto Europa e Turismo (nelle persone di dott.ssa Carla Cropera e di dott.ssa Barbara Usberti), il recupero dell'ex Collegio dei Gesuiti da destinare a Centro di Cultura Europeo "Sigeric".
A tal fine è stato predisposto un progetto preliminare complessivo, approvato dalla competente Sovrintendenza, con una spesa prevista in 17,5 milioni di euro.
La progettazione è stata affidata ai proff. arch.tti Guido Canali e Giovanni Del Boca. Nell'agosto del 2007 è stato approvato il progetto esecutivo del I° stralcio dell'intervento consistente nell'eliminazione delle opere incongrue comportante una spesa di €. 401.092,85, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna ai sensi della l.r. 16/2002. Tale intervento è in corso di ultimazione.
Nel mese di novembre 2007 è stato approvato il progetto esecutivo per la realizzazione del II° stralcio di intervento consistente nel consolidamento strutturale e rifacimento delle coperture e nel restauro e riuso degli ambienti posti ai piani secondo e terzo. Dette opere comportano una spesa di €. 3.500.000,00 (di cui €. 500.000,00 di fondi   del Comune ed €. 3.000.000,00 di contributo regionale sul programma Contratti di Quartiere II). Per l'attuazione di questo secondo stralcio di intervento si è in procinto di esperire la gara per l'affidamento dei lavori.




Il Collegio dei Gesuiti
L'attuale conformazione del "centro storico" fidentino risente ancora della complessa situazione topografica determinatasi in epoca medioevale, allorché, accanto al più antico nucleo del "castrum burgi", si sviluppò il "borgo novo", dando origine, sul finire del XII secolo, a quella singolare struttura urbana a forma di "spinetta o clavicembalo", come la definisce il Brameri nelle sue inedite "Memorie della fondazione del Collegio di Borgo San Donnino".
Se si considera, però, la realtà urbana sotto un profilo eminentemente monumentale, cioè prospettico e figurativo, l'immagine che ne deriva non sembra corrispondere a tale idea di continuità.
Una netta impronta barocca e farnesiana caratterizza infatti gli edifici più rappresentativi e anche l'edilizia minore che risale in massima parte al sei-settecento.
Il periodo della dominazione farnesiana ha lasciato una traccia profonda e si collega particolarmente a due interventi fondamentali: - l'oratorio o chiesa dello Stirone (1599-1610) - la chiesa e il collegio dei Gesuiti (1697-1722)
Sorti a un capo e all'altro della città, per esaltare trionfalisticamente il potere politico farnesiano e il nuovo sentimento religioso della Controriforma, questi edifici costituiscono la sintesi emblematica di un lungo periodo storico del quale rappresentano due fasi ben distinte.
Alla prima si riferisce ovviamente la chiesa dello Stirone, il cui impianto a forma ottagona si pone in stretta relazione con la nuova immagine della città, rigorosamente determinata dal perimetro delle fortificazioni, erette nel 1575 da Ottavio e Alessandro Farnese.
La seconda fase coincide con la realizzazione del grandioso complesso della chiesa e del collegio dei Gesuiti che. con il coevo palazzo delle Orsoline, forma un unico comparto architettonico, vero elemento chiave per comprendere il nuovo volto della città, ormai priva di mura e scenograficamente proiettata verso lo spazio esterno della campagna.
Le poderose fortificazioni farnesiane avevano avuto vita assai breve: nel 1603, appena finite, "ridotte alla perfezione" e "datele le belle fattezze". vengono atterrate per ordine di Ranuccio I, mentre l'oratorio dello Stiro ne sarà demolito nel 1812.
Per quanto riguarda il complesso gesuitico, esso sopravvisse al definitivo allontanamento dei religiosi nel 1806: la chiesa, trasformata in deposito, verrà riaperta al culto nel 1950; il collegio. adibito dalla amministrazione napoleonica a ricovero di mendicità, è l'attuale sede della Casa di Riposo.
Una mappa seicentesca, una delle prime planimetrie di Borgo, rivela le caratteristiche morfologiche dell'abitato antico, non dissimili a quelle più analiticamente descritte nei catasti successivi.
Questo "contorno di Borgo come si ritrova senza recinto di muraglie" ci consente di collocare l'ubicazione del nuovo insediamento dei Gesuiti in rapporto al nucleo urbano e alle preesistenti fortificazioni. La nuova fabbrica si sovrappone al baluardo di San Michele e l'intervento mira chiaramente ad enfatizzare l'ingresso orientale della città, creando un caposaldo monumentale che travalica i tradizionali limiti di confine stabiliti tra la città e l'agro.
Questa fondamentale scelta urbanistica è dovuta probabilmente ad una felice intuizione di Stefano Maria Brameri, il gesuita inviato nel 1695 a Borgo San Donnino dalla Compagnia di Sant'Ignazio, con l'incarico di promuovere e organizzare i lavori di costruzione e al quale si tende ad attribuire anche il merito della progettazione architettonica.
L'opera, che richiese un notevole sforzo finanziario e organizzativo. venne decisamente incoraggiata e sostenuta dai Farnese e dal vescovo di Borgo Nicolò Caranza, che il 30 aprile 1697 pose la prima pietra del collegio.
Parteciparono all'impresa i mastri Domenico Tami e Giacomo Sartori, di Lugano, con un ruolo forse maggiore di quello che viene loro comunemente riconosciuto, sulla base delle scarne notizie riportate dalle fonti scritte.
L'edificio era comunque quasi terminato verso il 1707, quando ebbero inizio i lavori della chiesa, che fu ufficialmente inaugurata nell'ottobre del 1722, con sontuose cerimonie, presenti i duchi di Parma, Francesco Farnese e Sofia Dorotea. .
Il Collegio, la cui struttura è ancora ben conservata, è impostato su pianta rettangolare con tre cortili; alquanto sobrio e lineare il disegno della facciata su cui spicca il fastigio del portale in pietra.
'Ricca è, invece, la dotazione interna di stucchi e affreschi; quest'ultimi in particolare sono opera documentata di Fratel Giuseppe Barberis, laico gesuita, che fu allievo e aiutante del più famoso Andrea Pozzo.
Anche per il prospetto della chiesa, a due ordini sovrapposti e collegati da due ampie volute, viene evitato ogni eccesso decorativo:
"...non ha ornamenti, che la occupino di molto, o la aggravino; ma in quelli, che ha, comparisce sì bene, e si dà a godere in un 'aria di tale sveltezza e proprietà, che ove più ricca volesse farsi, sarebbe meri bella...
L'insieme architettonico, chiesa e collegio, è tuttavia di grande effetto scenografico, specialmente se lo confrontiamo con il progetto originario che è noto attraverso un'incisione del 1722.
Esso presenta infatti alcune interessanti varianti rispetto alla costruzione attuale, come ad esempio, il corpo di fabbrica con porticato verso ponente, la torretta con orologio accanto alla sopraelevezione della cappella interna e la cupola emisferica a scaglie, elementi che non furono realizzati per evidenti ragioni di economia. Ciò nonostante si può ben comprendere l'entusiasmo dei contemporanei, di cui sono eco le parole dell'anonimo gesuita: "Non in Parma solo, o in Piacenza, ma in Roma medesima potrebbe la chiesa di Borgo far con lode la sua comparsa...
Ben diverso il destino degli arredi dell'interno, mobili, dipinti su tela, suppellettili sacre soggetti alle spogliazioni ottocentesche e a quelle successive che hanno creato vuoti incolmabili, per cui si rendono ancor più meritorie le iniziative di recupero avviate dall'attuale amministrazione della Casa di Riposo.

Prof. Guglielmo Ponzi
da Tre secoli tra le mura dei Gesuiti - Arte Grafica - Fidenza . 1986
Il disegno definisce le caratteristiche del progetto originario attribuito a Padre Stefano Maria Bramieri. (Archivio di Stato di Parma)
Volta dello scalone principale.
Riportiamo da INFORMAZIONE DI PARMA del  27 febbraio 2009

La Via Francigena fra gli itinerari d'Europa

Tedeschi: "Una grande opportunità economico culturale per il territorio"
Via Francigena protagonista a Fidenza, dove al ridotto del Magnani sono stati presentati gli itinerari culturali del consiglio d'Europa, i percorsi reali e multimediali per una rete europea di musei e centri di documentazione.
Presenti oltre al presidente dell'associazione Europea delle Vie Francigene Massimo Tedeschi e al direttore dell'istituto europeo degli itinerari culturali Michel Thomas Penette,i sindaci di Fidenza,Giuseppe Cerri,e di Monteriggioni,Bruno Valentini, e Rita Balassini per Vercelli.
"La rete degli itinerari culturali testimonia lo sviluppo del turismo sostenibile - ha affermato Tedeschi - e rappresenta una grande opportunità economico culturale per i nostri territori. Inoltre la presentazione dei percorsi multimediali è sintomo di come anche la tecnologia sostenga lo sviluppo turistico".
Tedeschi ha infine ricordato il finanziamento ministeriale di 140mila euro e come i progetti di Fidenza, relativo al collegio dei Gesuiti, e di Monteriggioni siano in fase già avanzata di esecuzione.  Michel Thomas Penette ha invece sottolineato il percorso storico che ha portato il consiglio d'Europa, dal 1987 ad oggi, a creare gli itinerari culturali.
"In quell'anno vi è stata la prima dichiarazione di Santiago de Compostela con la messa in atto di metodologie di ricerche scientifiche - ha affermato - Successivamente si è sviluppato un grande lavoro di identificazione e segnalazione degli itinerari e di formazione per l'accoglienza dei turisti". Thomas Penette ha concluso sottolineando che il numero dei paesi attraversati dagli itinerari sia attualmente di dieci, con mille enti locali e 175 associazioni non governative coinvolti per un totale di sei milioni di visitatori all'anno.
Dopo i saluti portati dal sindaco di Fidenza Giuseppe Cerri e dagli assessori al Turismo delle Provincia di Parma, Gabriella Meo, e di Piacenza, Mario Magnelli, sono stati presentati i progetti della città di Borgo San Donnino, Monteriggioni e Vercelli.
(ma. la.)

La volta della sala del collegio dei Gesuiti dipinta da Giuseppe Barbieri all'inizio del Settecento.
Da "Storia di Fidenza" di Amos Aimi ed. Battei
Il futuro prossimo venturo del Collegio dei Gesuiti secondo Massimo Tedeschi ed il progetto dei proff. arch.tti Guido Canali e Giovanni Del Boca
La Via Francigena ed i nuovi poli culturali lungo il percorso
Il convegno di Fidenza ha presentato ufficialmente tre proposte di grande rilievo alla presenza degli Itinerari Culturali del Consiglio d'Europa

La Via Francigena e gli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa sono stati i grandi protagonisti nella conferenza stampa e tavola rotonda che si sono svolti giovedì 27 febbraio a Fidenza, presso il Ridotto del Teatro “Magnani”. Un’attenzione particolare è stata dedicata ai nuovi percorsi reali e multimediali per una rete europea di musei e centri di documentazione. che sorgeranno proprio in tre città presenti lungo l’Itinerario dell’Arcivescovo Sigerico: Vercelli (Bilemme), Fidenza  (Collegio Gesuiti) e Monteriggioni (complesso presso Abbadia a Isola).
Hanno partecipato all’incontro il presidente dell'associazione Europea delle Vie Francigene on. Massimo Tedeschi, il direttore dell'Istituto Europeo degli Itinerari Culturali di Lussemburgo Michel Thomas Penette, i sindaci di Fidenza, Giuseppe Cerri, di Monteriggioni, Bruno Valentini, ed il consigliere delegato per la città di Vercelli, Rita Balassino.
Presenti anche il Consigliere della Regione Toscana Mario Lupi, gli assessori provinciali Gabriella Meo (Parma), Mario Magnelli (Piacenza), l'Assessore di Castelfiorentino Claudia Firenze, l'Assessore di Monteriggioni Giuliano Mariotti, il Vicensindaco e l'Assessore di Fidenza Paolo Antonini e Romualdo Borreri.
«La rete degli itinerari culturali testimonia lo sviluppo del turismo sostenibile - ha affermato Tedeschi - e rappresenta una grande opportunità economico culturale per i nostri territori e per valorizzare l’Italia di provincia. La presentazione di questi importanti poli culturali e percorsi multimediali è inoltre sintomo di come anche la tecnologia sostenga possa sostenere e dare nuovo impulso al settore turistico-culturale».
Michel Thomas-Penette ha ripercorso il cammino che ha portato il Consiglio d'Europa, dal 1987 ad oggi, “a sviluppare la rete degli gli itinerari culturali promuovendo in modo sempre più consapevole i valori quali la democrazia, la condivisione, la tolleranza, l’integrazione multiculturale.
Il lavoro svolto in questi anni, in aggiunta alla domanda crescente in merito al turismo culturale, sostenibile e dolce, ha portato ad un fenomeno che muove ogni anno circa 6 milioni di turisti, coinvolge oltre mille enti locali a livello europeo e 175 associazioni non governative."
L'incontro è proseguito il giorno 27 febbraio all'interno di un tavolo di lavoro al quale hanno partecipato i rappresentanti del GEIE "Culture Route" di Lussemburgo: Via Francigena, Rotta dei Fenici, Fondazione El Legado Andalusi, Itinerario di Saint Martin.
28 febbraio 2009   Fidenza
Estratto dal sito ufficiale dell'associazione via francigena
Un grande Collegio
 
Quale futuro per il Collegio?
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Quando Fidenza si specchia nei suoi monumenti

Ecco la situazione di degrado delle basi del portale di Palazzo Gesuiti.
Pignolo vi passò davanti e non credette ai suoi occhi.
Come si può lasciare una situazione del genere là dove passa tanta gente in continuazione per la presenza dell'Ausl e di Associazioni varie tra cui l'Unitre molto frequentata?
Un saluto da Pignolo
Marzo 2011

N.B.: questa situazione, che data ormai da una generazione, sembra resistere anche ai cambiamenti  politici.