Il patrimonio immobiliare comunale

La palazzina "ex-bagni pubblici"
Inaugurata nel 1917, unitamente all'asilo Cesare Battisti, assicurava a tutti i cittadini la possibilità di un bagno, teniamo presente che poche erano allora le case dotate di servizi. Negli ultimi decenni la palazzina,di proprietà comunale, fu convertita ed utilizzata  a come sede di sindacato assumendo la denominazione di Camera del Lavoro.
Piazza Verdi e Piazza Pontida
Lo stato attuale del complesso di edifici chiuso tra Piazza Verdi e Piazza Pontida è di degrado. Gli edifici hanno da tempo perso ogni funzione, dalla parte di Piazza Verdi abbiamo una costruzione dei primi anni  cinquanta, dalla parte di piazza Pontida abbiamo invece il fabbricato abbandonato dell'ex-forno comunale.
La palazzina "ex-bagni pubblici" (in vendita)
Estratto della DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 26 del 04/04/2007

OGGETTO: P.R.G.  -  VARIANTE EX ART.15.4. L.R. N .47/78  E S.M.I. PER RIDESTINAZIONE URBANISTICA
     DEL COMPENDIO IMMOBILIARE  "EX  BAGNI PUBBLICI " IN LARGO CESARE BATTISTI. ADOZIONE.           
"È da rilevare, inoltre, come il fabbricato ex bagni pubblici sia contraddistinto dal simbolo che lo individua quale edificio di interesse architettonico e/o ambientale, oggetto quindi delle tutele previste ed indicate  nell'art.18 delle n.t.a. del P.R.G. Per tale edificio è consentito il recupero salvaguardando l'impianto tipologico originario e gli elementi di interesse architettonici e testimoniali.
Oltre alla tutela già definita dal P.R.G., l'immobile rientra tra quelli tutelati per la presenza di requisiti di interesse storico-artistico dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con ciò intendendo che ogni trasformazione edilizia/urbanistica interessante le strutture e l'area è subordinata al controllo e alle  procedure previste nel caso dal d.lgs. 22 gennaio 2004, n.42, meglio conosciuto come "codice dei beni culturali e del paesaggio" .
A fronte del fatto che è prossima la dismissione delle funzioni che attualmente sono svolte nel complesso per trasferimento della sede e della volontà contenuta nel bilancio annuale  di previsione 2007 di procedere ad una valorizzazione del patrimonio immobiliare attraverso un'alienazione anche del complesso in oggetto,  è necessario modificare la classificazione di zona  attribuendo possibilità di utilizzo che siano coerenti e congrue con il tessuto edilizio circostante  e rispettose delle caratteristiche architettoniche -testimoniali dell'immobile.
In tal senso  è necessario prevedere una destinazione urbanistica che elimini l'esclusiva previsione  di insediamento di attività pubbliche o di interesse pubblico, ma introduca anche usi diversi  ovvero considerando la possibilità  di vendita  dell'immobile con usi " privati". Altresì , dato il contesto e la ubicazione  del complesso  posto a ridosso del centro cittadino , è necessario prevedere una destinazione d'uso degli immobili e dell'area che non sia particolarmente invasiva  negli aspetti ambientali , igienici e di sicurezza  e contenuta nei limiti volumetrici."
"Si ritiene quindi di prevedere una destinazione in cui siano ammessi gli usi propri delle zone già edificate interne al tessuto urbano estendendo in tal senso la definizione già  presente nei tessuti limitrofi, da regolare secondo quanto previsto nel " tessuto urbano edificato secondo casuale disposizione dei manufatti - (TEC 1)"  di cui all'art.21 delle norme tecniche di attuazione del P.R.G..  In tal modo è possibile confermare, anche per destinazioni non direttamente pubbliche e/o di interesse pubblico, la realizzazione di una eventuale porzione di "nuovo edificato" sempre però nei limiti e nel rispetto determinato dalla tutela architettonica prima citata. L'edificabilità complessiva genericamente ammessa nel compendio risulta pari a circa 2.250 mc. di volume lordo (l'approssimazione in questa fase è legata all'assenza di rilievo strumentale della superficie reale ed ai relativi frazionamenti), comprensiva dell'edificato  esistente (pari a mc. 1300 circa di volume lordo)."

Estratto della DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N.56 del 31/07/2007

OGGETTO: PRG. VARIANTE EX ART.15.4 L.R. N.47/78 E SMI PER RIDESTINAZIONE URBANISTICA
      DEL COMPENDIO IMMOBILIARE "EX BAGNI PUBBLICI" IN L.GO CESARE BATTISTI. APPROVAZIONE.             
"L'amministrazione Comunale intende approvare variante al piano regolatore vigente, ai sensi dell'art.15 della L.R. n.47/78  - comma 4  - e art.41 della L.R. n. 20/2000,  per la  ridestinazione urbanistica ed edilizia  del fabbricato e dell'area di pertinenza del complesso immobiliare comunemente denominato "bagni pubblici"; compendio di proprietà comunale  ubicato in via XX Settembre / l.go Cesare Battisti. La variante di cui trattasi  ha avuto formale avvio con un provvedimento  del Consiglio Comunale  il quale, con propria deliberazione n. 26 del  4 aprile 2007, ha adottato la variante  che prevede la riclassificazione  dell'area a "tessuti urbani edificati secondo casuale disposizione dei manufatti - TEC 1" la cui utilizzabilità è particolarmente definita nell'art.21 delle norme tecniche di attuazione del P.R.G.
La " trasformazione " del regime edilizio  / urbanistico dell'area e dell'immobile è intesa quale preludio alla prossima  dismissione delle funzioni  che tuttora  vi sono svolte ( sede di organizzazione sindacale ) nonché della  già prevista e programmata alienazione  dal patrimonio comunale; il tutto  per le motivazioni  meglio definite e precisate nella delibera di adozione cui  si rimanda."

Inaugurata nel 1917, unitamente all'asilo Cesare Battisti, assicurava a tutti i cittadini la possibilità di un bagno, teniamo presente che poche erano allora le case dotate di servizi. Negli ultimi decenni la palazzina,di proprietà comunale, fu convertita ed utilizzata  a come sede di sindacato assumendo la denominazione di Camera del Lavoro. Nel luglio di questo anno 2008 gli uffici del  sindacato hanno  traslocato nel complesso denominato "Nuovi Terragli" nei pressi della stazione ferroviaria. Con due delibere del 2007 la palazzina, tutelata dall'art.18 delle n.t.a. del P.R.G a salvaguardia del mantenimento  dell'impianto tipologico originario e degli elementi architettonici e testimoniali e rientrante tra i beni tutelati dal "codice dei beni culturali e del paesaggio", è stata decisa la privatizzazione del bene e, contemporaneamente, l'edificabilità di  circa mc. 1000 di volume lordo. Le delibere, in parte riportate in questa stessa pagine sono state approvate con voto unanime e qualche astensione  sulla seconda delibera.  Resta da capire per quali impellenti necessità si sia deciso di alienare questo bene pubblico.

 
In alto e sotto due immagini di oggi. A destra e sotto due foto inizio '900, è bel visibile l'avanporta ora non più esistente. A destra più in basso una foto scattata nel 1944 di fronte all'ex-macello, bel visibile l'effetto dell bombe sull'intera zona attorno al duomo, in via Cavour ed Oriola.   Al centro della foto un'unica casa ancora intatta, questa casa, tuttora esistente anche se in parte inglobata ad altro edificio, l'orientamento della casa segue un tracciato urbano antecedente alle  modifiche dei piani regolatori, anni trenta e quaranta, del novecento.
 
La palazzina "ex-macello"
Il fabbricato dell'ex-Macello
La costruzione fu ultimata all'inizio del novecento completa di mura perimetrali e di una porta d'ingresso monumentale. 
Il Cimitero di Fidenza
Lingresso del Cimitero è stata rifatto negli anni sessanta modificando integralmente l'elegante e semplice aspetto originale. Esteticamente l'ingresso attuale è miserevole frutto di una ricerca di monumentalità non giustificata.
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L'area di Via Porro e via Ariosto
Conclusa la demolizione dei quattro edifici d'edilizia popolare  di via Ariosto e via Barabaschi in Cittadella. Costruiti  nell'immediato dopoguerra per ospitare una cinquantina di famiglie.
Bilancio di Previsione 2010 ed alienazione del Palazzo Littorio.
Il bilancio di previsione approvato dal Consiglio Comunale si caratterizza per l'assenza di un chiaro indirizzo programmatico che, a quel che è dato di capire, sarà forse affidato ad altri strumenti. Le critiche della minoranza si sono soffermate su molti aspetti del bilancio, ma senza affondare più di tanto, unica eccezione per completezza, preparazione ed un velo di nostalgia l'intervento del consigliere Rita Sartori. Ma non sono i tagli apportati qua e là o i maggiori oneri per servizi o plateatici che caratterizzano questo documento amministrativo che ci interessano.
Rilevante invece l'inserimento in bilancio delle alienazioni di beni comunali, si tratta della Scuola Verde, che verrebbe poi ricostruita altrove e dell’edificio di Piazza Matteotti ex-Casa del Littorio ex  casa del "poppolo" ed ex-Liceo Classico. Nelle intenzioni della vecchia Amministrazione quest'ultimo immobile doveva diventare la sede del Tribunale di Fidenza, ipotesi possibile ma tutt'altro che certa. Per l'immobile scolastico si avrà probabilmente la demolizione e la costruzione di altro o altri edifici, questa soluzione non penalizza certamente una parte importante del patrimonio artistico o storico di Fidenza. Questo edificio non ha mai perso quell'aspetto di provvisorietà che caratterizza molta architettura di costruzioni pubbliche e scolastiche del dopoguerra. Diverso è il discorso sull'altro edificio che, pur avendo solo un quarto di nobiltà storica ed   architettonica, è ormai elemento consolidato del paesaggio urbano.
Sottoposto dal 2004 a vincolo di tutela dalla Sopraintendenza ai Beni Culturali è ormai da anni abbandonato ed i portici sono una delle zone più tristi e degradate della città. Non è compreso inspiegabilmente nel programma di "riqualificazione" di Piazza Verdi e Piazza Pontida pur costituendo un tutt'uno con gli edifici destinati appunto alla riqualificazione. Parliamo della zona più altimetricamente elevata di Fidenza la cui importanza storica può ritenersi seconda solo al Duomo e che probabilmente riserverà sorprese durante gli scavi di fondazione delle nuove costruzioni.
L'alienazione di questo cespite è dal punto di vista della tutela addirittura auspicabile per toglierlo dal degrado a condizione la cessione avvenga con un capitolato di vendita chiaro e conservativo dell'aspetto esteriore dell'edificio, pretendere di più è pura demagogia. Questo episodio d'altra parte è solo l'ultimo di una serie di cessioni a privati di immobili comunali con vincoli di tutela. Tra i casi più recenti troviamo la vendita del Collegio dell'Angelo cioè del complesso dell'ex ospedale di Via Berzieri, edificio questo veramente di importanza storica anche se ha subito rilevanti alterazioni nella struttura architettonica.  Ricordiamo poi che è in fase di alienazione il complesso della palazzine dei bagni pubblici di largo Cesare Battisti la cui costruzione risale al primo novecento. In precedenza abbiamo avuto la cessione del complesso di Via Bacchini ex caserma dei carabinieri. Se si escludono gli edifici scolastici e i cimiteri il patrimonio storico ed artistico della città che si pensava tutelato dal fatto di essere proprietà comunale  si limita ormai a pochi casi: casa Cremonini con la torre medievale, complesso ex-convento delle Madri Orsoline, il Casermone in via Musini, il Palazzo Comunale, il Teatro Magnani, l'ex Collegio dei Gesuiti, l'edificio dell'ex macello, la torre piezometrica (fungo dell'acquedotto) ed il complesso della Lodesana. Rimane nel patrimonio comunale una quota millesimale dell'ex caserma di carabinieri.
La povertà di iniziative locali per la valorizzazione dei complessi monumentali e la politica di procedere per stralci negli interventi di restauro e riqualificazione è il vero handicap della gestione di questo patrimonio, ciò porta a concludere che in futuro si avranno altre cessioni eccellenti indipendentemente dal colore dell'amministrazione comunale. A rischio alcune dei casi sopraelencati, ma anche (e perché no?) Palazzo Porcellini e qualche edificio scolastico cittadino. 
Palazzo del Littorio
Costruito negli anni trenta dopo l'abbattimento dell'antico convento dei SS. Giovanni dopo la guerra fu sede del Partito Comunista e quindi del liceo classico e di uffici comunali. Oggi è abbandonato al degrado. La vendita del Palazzo del Littorio
1935 La demolizione di Palazzo S. Giovanni.
Palazzo Littorio
L'immobile, la cui imponenza deriva dal prospettare su uno spazio aperto, fu progettato e realizzato negli anni trenta ed infine inaugurato a ridosso dell'inizio degli eventi che poi porteranno al secondo conflitto mondiale ed alla fine del fascismo. Il suo utilizzo originario durò quindi poche stagioni. Doveva rappresentare la completa fascistizzazione della città che in effetti durante il ventennio fece un salto di qualità per quel che riguarda tenore di vita e istruzione. All'inizio rivoluzionario del fascismo subentrò una fase intermedia d'impronta popolare e borghese che vide il rafforzamento delle grandi imprese nazionali e la formazione di una classe impiegatizia e dirigenziale di buon livello tanto da sopravvivere al fascismo stesso. In questo periodo si collocano le realizzazioni urbanistiche migliori.  
Il palazzo, che oggi necessità di essere risistemato  e riutilizzato è stato messo a disposizione gratuitamente dal Comune di Fidenza allo Stato per farne la nuova sede distaccata del Tribunale di Fidenza. La risposta è stata negativa.  L'edificio fa parte di un isolato chiuso dalle piazze Verdi e Pontida, da Parco Matteotti e via Bacchini  ed è adiacente all'area di Piazza Verdi che verrà "riqualificata". Il progetto di "riqualificazione" avrebbe dovuto  comprendere l'ex Palazzo Littorio. Il bilancio comunale previsionale per l'anno 2010 prevede imvece l'alienazione  a privati dell'edificio.
Palazzo Littorio nel suo attuale splendore 
 
Il Palazzo del Littorio (in vendita)
Palazzo S. Giovanni all'inizio del secolo scorso.
 
Utilizzato nel dopoguerra, inizialmente come Casa del popolo poi come sede del liceo classico, dagli anni novanta è rimasto abbandonato ed ora si presenta in stato miserevole. Nel bilancio previsionale del 2010 è compreso tra gli immobili da alienare. Il progetto di recupero degli immobili di proprietà comunale confinanti non prevede alcun intervento anzi le soluzioni adottate per isolarlo virtualmente dal contesto degli altri edifici lo penalizzerebbe anche dal punto di vista puramente commerciale oltre che da quello estetico.
La scuola verde  Ongaro (in vendita)
Ancora alla fine degli anni '70 si poteva affermare che il "nuovo complesso delle Scuole Elementari di Via Caduti di Cefalonia, verdissimo nella sua moderna struttura praticamente, chiude, almeni per ora, l'espansione della città verso la collina" (da: "4 passi per Fidenza" di Temistocle Corradi 1979). La realizzazione del complesso scolastico era un po' la risposta della rossa Fidenza postbellica all'intensa attività costruttoria degli anni tra il 1930 ed il 1940. In queli anni infatti risalgono le importanti realizzazioni della scuola elementare Rosa Maltoni (oggi De Amicis), della "scuola complementare" (oggi scuola media Abate Zani) oltre alle scuole frazionali oggi dismesse. Progettata con soluzioni apparentemente moderne ma di anonima architettura, fu poi costruita all'insegna del risparmio come si addice a un edificio a servizio del proletariato ed in armonia con i "falansteri" edificati nel frattempo nel quartiere Corea e chiamati "case popolari". In realtà la scuola verde presentò fin dall'inizio numerosi problemi anche di natura olfattiva dovuti sia alla vicinanza dei servizi alle aule scolastiche che alla approssimativa impiantistica. 
Allora il monopolio delle costruzioni non era ancora in mano alle moderne cooperative di costruttori ma all'imprenditoria privata, ditta Ceci in testa.
Lo stato attuale della scuola è ben riassunto dall'assessore Tanzi in occasione della visita del 9 luglio 2009: «Per quanto riguarda la scuola “Ongaro”, la questione è più complessa: l’edificio ha dei costi di manutenzione elevatissimi e verificheremo con la giunta se vi sia la convenienza a mantenere una struttura di questo tipo». sempre in tale occasione l'assessore Callegari aggiunge: «Nei prossimi mesi provvederemo a fare un piano di intervento per la riqualificazione dell’edilizia scolastica e valuteremo la possibilità di inserire nel programma di mandato la costruzione di un nuovo polo scolastico in sostituzione della scuola “Ongaro-Cremonini”, in grado di dare un’adeguata risposta alle esigenze dei nuovi quartieri sorti a sud-ovest della città». Si prospetta pertanto lo spostamento della scuola più a sud a servizio dei nuovi quartieri sorti in questi ultimi anni.
Oggi la scuola e la pregevole area che la circonda sono inserite nell'elenco dei beni da alienare insieme al Palazzo Littorio di Piazza Matteotti per assestare il bilancio previsionale comunale 2010 appesantito dalla dissennata politica di indebitamento e dalle restrizioni delle fonti di entrata. Difficile tuttavia pensare ad una rapida soluzione della procedura di cessione che presuppone la realizzazione di una alternativa scolastica nuova. L'appetibilità dell'area in vendita non è solo dovuta alla parte occupata dall'edificio, ma a quella del pregevole parco circostante e del piazzale antistante alla scuola stessa aperto su via Caduti di Cefalonia. La posizione del complesso nella geografia della città è tuttavia strategica per la realizzazione (conservazione) di un polmone di verde pubblico. L'intensa urbanizzazione della città oltre Via Togliatti non presenta infatti altra possibilità per realizzare una cintura verde di collegamento tra prima e seconda periferia, quest'ultima chiamata "quartiere di Villa Ferro". 
Parlando di scuole elementari viene immediato il confronto tra la scuola Ongaro (sopra) e la scuola De Amicis (sotto) e, nel confronto, è la prima a soccombere. La scuola De Amicis, oggi contornata da edifici residenziali e dal complesso dell'Istituto Paciolo, è tra i beni soggetti a tutela.
La scuola Ongaro
Chiamata anche Scuola Verde e costruita secondo criteri discutibili sembra destinata a trasferirsi più a sud lasciando un'ampia area urbana assai appetibile.