Difficile riconoscere l'edificio originale oggi affogato dalle costruzioni anche precarie che via via sono state aggiunte negli anni cinquanta e successivamente. L'insieme di questi edifici ha costituito per lungo tempo la struttura ospedaliera di Fidenza prima del recente trasferimento nella nuova struttura di Vaio ed il vecchio ospedale e le sue pertinenze sono state proposte al mercato immobiliare. E' del novembre 2008 la notizia che l’Ausl ha venduto per poco meno di otto milioni di euro l’ex ospedale, nel 2007 era stato tolto il vincolo sulla struttura, oltre che appartamenti potrà avere destinazione commerciale. Vedi dettagli.
Si aprirà pertanto un nuovo capitolo nella tormentata storia urbanistica di Fidenza.
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24/01/2009 ricevo questo commento firmato: "Credo di aver letto sulla gazzetta che la parte antica sarà preservata (come nella vecchia caserma dei carabinieri........8 m. di muro esterno) e spero altrettanto per l'area verde. Ogni giorno mi torna in mente l'esortazione di Seneca a Lucilio "vivi nascosto"e penso che sia la sola cosa sensata che ho sentito nei 54 anni della mia misera esistenza. Oggi mi sento molto positiva. Ad maiora"
"Il collegio fu fondato nel 1703 dalla Marchesa Maria Maddalena Pallavicino di Tabiano, che aveva vestito l'abito delle religiose Orsoline insieme ad altre giovani del nostro Borgo. La costruzione dell'edificio sacrificò la vecchia Torre Salvaterra (1302), per la cui porta si entrava nella fortezza di Borgo. La storia dell'Istituto dovette fare i conti con la soppressione napoleonica del 1805 e nel 1809 l'edificio fu adibito a Ricovero di mendicità per donne.
Le Orsoline vi ritornarono dopo la guerra 1915-18, dopo aver lasciato la sede del "Collegio dell'Angelo" (diventato Ospedale Civile) e da allora l'Istituto conobbe un periodo d fervida attività nel campo educativo femminile, materno, elementare e magistrale, con la preparazionedi leve insegnanti ovunque apprezzate.
Nel 1957, per motivi d'ordine economico, le Orsoline lasciarono Fidenza e l'Istituto, di proprietà della Casa Di Riposo, fu adibito ad abitazioni private, sedi scolastiche e sportive, con un graduale ed inarrestabile deterioramento."
(da: 4 PASSI PER FIDENZA - Quaderni fidentini - N. 9 - 1979)
Vicolo Salvaterra e cortile interno
In realtà si trattò di un allontanamento delle suore Orsoline, vittime del un clima ostile creato dal massimalismo politico di allora che non vedeva favorevolmente la presenza degli istituti religiosi in campo educativo.
Il palazzo, in parte riattato, attualmente ospita il "Museo del Risorgimento", dedicato al garibaldino locale Luigi Musini, il museo Paleontofilo, che raccoglie reperti fossili provenienti dal locale Parco Naturale dello Stirone, la biblioteca comunale "M. Leoni" e la sala Auditorium.
Nel 2000 il complesso è stato interessato da un intervento della cooperativa Di Vittorio che ha creato otto unità abitative. Queste attività ed iniziative hanno rivitalizzato alcune parti del palazzo senza intaccarne l'immagine complessiva di precarietà.
In passato il palazzo è stato anche interessato da presenze abusive.
Il Comune di Fidenza aveva incaricato lo studio Peia Associati per la redazione del progetto relativo al Palazzo delle Orsoline di Fidenza destinato a centro culturale comunale. Il programma di progetto prevedeva la sistemazione degli spazi dedicati alla Mediateca e all'Archivio Storico al primo piano e al sottotetto, la sistemazione del cortile interno ed altri interventi minori. (vedi pagina web)
In ogni caso il palazzo richiede un ulteriore sforzo di progettualità.
Il Collegio o palazzo delle Orsoline
"Le Suore Orsoline di Piacenza erano arrivate a Borgo S. Donnino nel 1882. Dal Vescovo Vincenzo Manicardi era stato loro affidato l'impegno dell'istruzione scolastica e morale della gioventù femminile della città. Per esse era stato già costruito nel 1880, dalla contessa Teresa Scotti, priora delle religiose, un moderno collegio chiamato «dell'Angelo».
La zona scelta era all'estrema periferia del Borgo, di fronte al «prato della Fiera». Il Collegio ebbe vita fiorente fino al 1920; in quell'anno le Orsoline si trasferirono nell'antico Palazzo di proprietà dell'Ospizio di Mendicità, di fronte alla cinquecentesca chiesa di S. Michele, per lasciar posto alla nuova sede dell'Ospedale civile.."
(da: Ciao Borgo - Quaderni fidentini - N. 36 - 1987)
Il Collegio dell'Angelo (ex-ospedale)
Nelle foto: il Collegio dell'Angelo, visto dal lato sud, ora via I Maggio (a sinistra) e da via Vittorio Emanuele, ora via Berenini (a destra).
(da: Ciao Borgo - Quaderni fidentini - N. 36 - 1987)
L'ex-ospedale visto da via Berenini
L'ingresso dell'ex-ospedale, sulla destra il fabbricato del Collegio dell'Angelo
Alcune strutture dell'ex-ospedale da via I Maggio
Complesso dei Frati minori
Maggiori dettagli sulle vicende che hanno portato alla costruzione del Teatro Magnani le troviamo nel volume di Elena Longo edito dal comune di Fidenza nel 2006
Il complesso dei Frati Minori insisteva nell'isolato tra Via Bacchini, Borgo del Teatro, Vicolo Tommasini e Via Milani. La chiesa costruita nel 1221 dai Pallavicino, allungata nel 1389 per poi essere riedificata nel settecento. Aperta al pubblico nel 1784, la chiesa e l'intero complesso conventuale, edificato nel Quattrocento, passarono nel Patrimonio dello Stato ricadendo tra i conventi soppressi con decreto imperiale del 1805. Nell'area della chiesa una volta privatizzata fu costruito il Teatro che poi porterà il nome di Teatro Gerolamo Magnani. Il convento fu utilizzato come Caserma dei Dragoni, in anni più recenti diventò Caserma dei Carabinieri per essere alla fine demolito. Le operazioni di demolizione dell'antico complesso prevedevano la conservazione della facciata, abusivamente si procedette al suo abbattimento, l'immediato intervento della locale sezione di Italia Nostra riuscì a bloccarne il completamento e ad imporre poi la ricostruazione. Sull'attuale facciata un linea incisa e una diversa tonalità di colore separa la parte originale da quella ricostruita. L'interno del complesso è stato completamente rifatto con volumetrie imponenti su Via Milani e Vicolo Tommasini
A sinistra un'altra immagine d'oggi: la prospettiva di via Bacchini con quel che rimane dell'antico convento continua col teatro Gerolamo Magnani che prospetta su piazza Verdi.
A destra Vicolo Tommasini tra passato e presente nella diversa architettura dei due lati della strada. Da notare la soluzione volumetrica realizzata la dove un lungo muro in mattoni chiudeva lo spazio del Convento sino agli anni ottanta.
Percorrendo Via Berenini non si può non ammirare la facciata barocca dell'ex-Cinema Corso ora sala da gioco. Fino al 1920 l'edificio era sede del vecchio ospedale di Borgo, eretto nel 1779 dal Vescovo Alessandro Garimberti per volere testamentario dei coniugi Giuseppe Cornini e Maria Maddalena Malpeli. L'Ospedale nel 1920 fu poi trasferito nella sede di via Borghesi nel "collegio dell'Angelo" lasciato libero dalle suore Orsoline che si trasferirono nell'antico Palazzo di proprietà dell'Ospizio di Mendicità che ancora oggi viene appunto chiamato "Palazzo delle Orsoline".
Per generazioni nel novecento il Cinema Corso ha rappresentato per Fidenza "il cinema" per antonomasia, nella sua non breve esperienza di lavoro Ettore Ponzi girò la manovella nella cabina di proiezione del Cinema Corso, siamo ai tempi del "cinema muto" e spesso la rapidità dei movimenti in scena dipendeva dalla volontà o fretta dell'operatore, l'ultimo spettacolo era sempre il più veloce.
Il palazzo dell'Ospedale di Borgo in una cartolina del 1902
All'incrocio tra Via Berenini e Via Gramsci abbiamo la Chiesa di S. Maria dedicata al mistero dell'Incarnazione. La chiesa insiste sull'area di un precedente cappella romanica del XII secolo. Accanto alla chiesa un chiostro è quel che resta dello Spedale d'Alloggio dei Pellegrini della Confraternita dei Disciplinati o "degli Scoatti" fondato nel XV secolo e soppresso nel 1778. Fu eretta in parrocchia nel 1840. L'interno presenta unica navata , pesantemente restaurata ed allungata nel 1972 con rimozione dell'altare e soluzioni tecnologiche discutibili. Interessante il dipinto del XVIII secolo dell'Annunciazione della Vergine che si trova nella cupola affrescata nel XVII secolo dal pittore borghigiano Antonio Formaiaroli.
All'esterno, incorporati nel muro su Via Gramsci i restauri hanno permesso di scoprire e mettere in evidenza alcuni eleganti elementi della precedente struttura risalente al 1200 circa e che alla fine del XIV secolo, fu ampliata e fatta ruotare sul proprio asse di 90 gradi.
La chiesa, che in passato era ritenuta la chiesa dei ricchi, frequentata dagli abbienti abitanti della piccola parrocchia, è posta nel centralissimo incrocio chiamato "al semaforo" in quanto unico semaforo di Fidenza sino agli anni sessanta resta zona d'incontro e passaggio, oggi pedonale, importante.
Chiesa di S. Pietro e Convento Agostiniani
L'origine della Chiesa è antichissima essendo noverata tra i possessi del Monastero di S. Giovanni di Parma nel 1144. Alla chiesa era pure annessa una casa di Benedettini. Nel 1588 passò ai PP. Agostiniani Eremitani che costruirono, su progetto dell’architetto Carlo Draghi, il loro nuovo Convento che è l'attuale sede degli uffici tributari. Il convento, di forma geometrica, è impostato su un cortile quadrato incorniciato sui quattro lati da un portico. Alla facciata asimmetrica danno un ritmo di regolarità le finestre dei due piani; al centro si apre il portone con volta a tutto sesto. Una semplice e lineare decorazione è data dalle cornici sottodavanzale.
La chiesa attuale fu costruita su progetto di Maurizio Bacchini a partire dal 1602 e nel 1786 ampliata con sei cappelle laterali. Gli Agostiniani furono espulsi per dacreto napoleonico nel dicembre 1805 fu trasformata in deposito per i foraggi.
La facciata, restaurata nel 1886, è in stile chiamato toscano con lesene corinzie e una cornice marcapiano prima del secondo ordine. Le finestre del primo ordine, una per specchiatura, sono sormontate da piattabande a timpano, quella del secondo ordine da una piattabanda a lunetta. L'interno, a tre navate, ha un vistoso altare policromo con la statua del santo dedicatario.
Sulla sinistra del presbiterio, S.Rocco in Gloria e Santi, di Angelo dal Verme (fine XVIII secolo). In sagrestia si trova la statua della Madonna della Consolazione (1611).
I bombardamenti del 1943 danneggiarono l'ala sinistra del convento che fu poi ripristinata.
Interno: affreschi dello scalone principale