Il Duomo si sgretola sotto i nostri occhi
Queste le prime immagini dello sgretolamento di un cornicione del Duomo sul lato sud. In attesa delle dotte dissertazioni degli esperti vi mostro le foto scattate questa mattina 20 aprile 2010 alle ore 8.15.
L'abside del Duomo necessita di cure
Lo sgretolamento di una parte del cornicione sul lato meridionale del Duomo è un episodio che richiama la necessità di una continua attenzione all'edificio più importante della città. Particolarmente precario è lo stato attuale della cattedrale nella parte absidale dove altre "fatalità" possono accadere e non solo a motivo della fragilità del materiale utilizzato ma anche per nostra colpa. Le foto anche in questo caso ci documentano più di ogni altra descrizione.
Alcune colonne delle loggette presentano evidenti segni di deterioramento.
Il deterioramento è ancora più evidente nelle sottostanti finte colonne in cui si è ricorso anche al "fil di ferro" per mantenere una pur precaria staticità.
A sinistra la base dell'abside appare deteriorata con infiltrazioni d'acqua nella cripta. Le altre foto ci ricordano che attorno all'abside abbiamo un parcheggio auto e una strada di libera transitabilità.
Lo stato del lastrico della piazza nella zona di traffico si presenta dissestato e rappezzato, il sistema di smaltimento dell'acqua piovana è inesistente. La zona risulta tra le più degradate del centro storico! Riporto un'annotazione ricevuta dall'amico Guido Giombi "....... credo che sia giunto il momento di decidere un'isola pedonale totale intorno al monumento. Pochi giorni fa una coppia tedesca, nella zona dell'abside, mi ha chiesto se il traffico veicolare era aperto a tutti. Alla mia risposta affermativa sono rimasti allibiti". Teniamo presente che sul Duomo si gioca tutta la scommessa turistica di Fidenza che per ora presenta cifre significative solo dal lato delle spese.
Il lato sud della cattedrale
Le loggette del lato meridionale del Duomo.
In corrispondenza della cappelle laterali di destra l'esterno presenta questi rientri.
Questi rientri erano protetti ad evitare usi impropri come quelli nelle due immagini sopra: bivacco notturno, deposto diurno. Le protezioni in mattoni a vista presentavano nella parte superiore una forma conica . L'immagine di destra da un po' l'idea dell'area interessata dalle protezioni che non si ponevano affatto in contrasto con le altre parte dell'edificio. L'avventata rimozione di queste parti negli anni ottanta ha aperto queste zone ai già richiamati usi impropri. Altro fattore di degrado e rischio sono le aperture (buchi) non protette visibili nelle parti inferiori dei rientri che, nella migliore delle ipotesi, raccolgono rifiuti. Nella nella foto sotto a destra un pallone, una bottiglia di plastica ed altri oggetti da classificare.
Per quanto invece concerne la godibilità estetica di questa parte del Duomo andrebbe rimosso l'antiestetico e disturbante cartello stradale che non rispetta la distanza di rispetto che il buon senso suggerisce e che all'urbanista può sfuggire.
Alcune aperture senza protezione.
Il lato nord della cattedrale
La cripta del Duomo musealizzata
Scendendo dalle scale poste ai lati della scalinata della navata centrale si entra nella cripta del duomo. Un tempietto a tre navate che accoglie le spoglie di San Donnino e che posa su una superficie già interessata da precedenti costruzioni sui resti del tempio primitivo. Sono visibili tracce di questo tempio primitivo nel pavimento della cripta. Ampliamenti e modifiche vengono fatte risalire alla regina Teodolinda nel 604 e poi a Carlo Magno. Nel 917 il vescovo di Parma Elbungo dona per testamento dieci libbre d'argento "ad absidem restaurandam" e questo lascia supporre che anche la cripta, annessa all'abside, necessitasse di cure.
Il corpo del martire venne deposto in questa Cripta nel 1207 protetto da un sarcofago del III secolo. Nel 1488 la cripta fu arricchita da un'arca con bassorilievi che figurano momenti della storia di San Donnino e una statua del santo posta sulla cima tronca. Il nome dell'autore, di scuola lombarda, non è noto. Nel 1853 le reliquie del Santo furono rimosse dal sarcofago e poste in un'urna, poi rinnovata con l'attuale del 1932 restaurata negli anni ottanta. La decorazione delle volte e la pavimentazione sono da ascriversi all'intervento manutentivo e di restauro del 1924.
Sempre negli anni ottanta notevoli lavori hanno interessato il duomo apportando modifiche importanti quanto sciagurate. Ci atteniamo, per ora, alla cripta che ha mutato fisionomia: sono state praticate due aperture laterali che hanno poi portato alla scoperta ed al parziale utilizzo di strutture precedenti. Nell'apertura di destra è poi stata collocata l'arca di San Donnino rimossa dall'altare resa così "puro reperto storico-artistico" a valenza turistica! L'antico sarcofago in pietra è stato addirittura collocato in altra chiesa oggi sconsacrata. Lo troviamo infatti nella Chiesa di San Giorgio sistemato in modo assolutamente inappropriato. Nell'apertura di sinistra, di misure più contenute, è riposta una statua lignea del santo come richiamo devozionale.
In queste due immagini d'insieme vediamo l'attuale sistemazione dell'altare senza arca e, nell'immagine di destra, il locale, ottenuto negli anni ottanta, in cui l'arca si trova risistemata. Come possiamo vedere la croce è dell'altare è appesa al soffitto con un cavetto d'acciaio secondo uno schema (teologico?) che troverà conferma nell'altare maggiore della navata centrale del duomo.
L'immagine sinistra ci presenta la cripta dopo i lavori del 1924 consistenti nel rifacimento della pavimentazione, nel rappezzamento e pulitura delle pareti e nella decorazione delle volte, questa dovuta all'opera di Govi Alessandro di Reggio Emilia. Il disegno a destra è uno dei tredici disegni che il pittore Carlo Angelo Ambrogio Dal Verme ha dedicato alle architetture e ai bassorilievi della cripta su commissione dell'abate Zani attorno all'anno 1820.
Partendo dall'immagine a sinistra si può vedere con maggior dettaglio l'attuale sistemazione dell'altare con l'esposizione delle ossa del martire, l'arca risistemata nel locale laterale, la statua lignea del santo ed infine il sarcofago del III secolo parcheggiato nella chiesa di San Giorgio.