Fidenza
I luoghi del borgo
La Piazza ed il centro
Fidenza Il mercato del sabato, 1952 Olio su tavola 30X40
Fidenza Palazzo Aimi, 1965 Carboncino su carta 51X71
La Piazza

"Uno sguardo panoramico alla Piazza la rivela subito come una piccola antologia di stili architettonici: dal gotico-lombardo del palazzo del Comune, all'ottocentesco palazzo Gramizzi, ai moderni e quadrati palazzi "Cristallo" e degli Uffici, alla sede "stile veneziano" della filiale d'un istituto di credito. Gli accostamenti di questi stili sono chiaramente di dubbio gusto; le varie epoche storiche hanno voluto gareggiare ognna con una propria impronta, senza una continuità ideale.I risultati sono evidenti."

"L'edificio gotico-lombardo (del Palazzo del Comune) si presenta nell'armoniosa compostezza del classici palazzi municipali del Medioevo, docilmente allineato, senza troppo emergere, tra le varie costruzioni della Piazza, alcune delle quali, le più recenti, hanno straripato nelle misure e lo hanno un po' umiliato.

da "4 passi per Fidenza" di Temistocle Corradi
QUADERNI FIDENTINI N. 9 - Fidenza 1979



IL TEATRO GEROLAMO MAGNANI


Il Teatro Magnani prospetta su piazza G. Verdi ed è costruito sull'area della soppressa Chiesa di S. Francesco. I lavori, iniziati nel 1813 e finanziati  da un gruppo di benestanti locali, furono interrotti nel 1835. La costruzione fu poi ripresa nel 1845 dall'ente comunale e terminata nel 1861. L'edificio fu inaugurato il 26 ottobre 1861 con l'opera de "Il Trovatore" del maestro Giuseppe Verdi allora anche deputato del Collegio elettorale di Borgo San Donnino.
Le decorazioni interne furono curate dal pittore e scenografo fidentino Gerolamo Magnani (1815-1889) al quale il teatro fu poi dedicato. 

Fidenza Il teatro Magnani Carboncino e matita su carta
 
Ettore Ponzi ha preferito darci della piazza solo immagini di vita come nel dipinto in cui ritrae il mercato del sabato, il palazzo del Comune è ripreso nella sua interezza ma resta in secondo piano. In altri lavori il palazzo del Comune rimane sullo sfondo come nel disegno a fianco del Palazzo Aimi eseguito poco prima della sua demolizione.



IL VICOLO ANTINI

Partendo dal lato destro del palazzo comunale il vicolo Antini porta rapidamente verso il duomo la cui abside s'intravede, imponente, alla fine del vicolo stesso. Deve il suo nome all'antico Palazzo degli Antini, nobile famiglia di Borgo San Donnino.
Nel quadro del pittore Ettore Ponzi  il vicolo conserva il suo fascino legato alla loggia o bargello che collegava la parte residenziale di Palazzo Antini ad una costruzione di servizio o rustico.
Negli anni settanta il più gratuito dei vandalismi ha distrutto questa memoria e ridotto il vicolo all'anonimato.

IL QUADRO

Realizzato nel 1934 è probabilmente il quadro in cui Ponzi, utilizzando con padronanza assoluta la tecnica della pittura a spatola, si stacca da ogni accademismo e inizia a dipingere il paesaggio urbano nello stile suo personale.
Vicolo Antini è stato uno dei luoghi prediletti dal pittore, altri due importanti lavori, pubblicati ed esposti in mostre personali, riprendono vicolo Antini alla fine degli anni quaranta.
 
L'illustrazione, una tempera su carta d'imballo, ci restituisce la piazza di Borgo San Donnino come appariva nel 1921. In fondo la Rocca allora utilizzata come sede di scuole e dell'asilo. A destra il palazzo con torretta abbattuto negli anni trenta, sinistra Palazzo Bizzarri abbattuto negli anni cinquanta.  In basso a destra la vecchia edicola.



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