PREFAZIONE
Bisogna conoscere bene il simpatico "tandem" che ha dato vita a questo volumetto: due curiosi elementi che, per innata e sincera modestia, starebbero volentieri dietro le quinte. se non trovassero qualche amico scomodo, deciso a spingerli sulla scena.
Due felici commentatori e interpreti della quotidiana "vita minore" della nostra città: quello spazio di vita fatto di ricordi di epoca, di curiosità storiche, di delicata satira dei nostri costumi e di sorridenti rievocazioni folcloristiche.
Questi due personaggi ve li presento subito.
VITTORIO CHIAPPONI (il ben piantato "Vitòri Ciapòn "), primo (ed unico) direttore - in pensione - dell'acquedotto civico, nonchè tecnico delle fognature e di altri ammennicoli vari, è il collezionista meticoloso di tutte le curiosità aneddotiche, topografiche e folcloristiche della comunità dove è nato e della quale ha colto la carica di umanità, l'orgoglio di genuinità, la vivace gamma di caratteri e temperamenti, la capacità di vivere in modestia e di sorridere divertita delle proprie debolezze.
Portato per professione a scandagliare spesso la città sotterranea ed a frugarla palmo per palmo, Chiapponi è sempre riuscito a sondare anche l'animo dei suoi borghigiani ed a coglierne le sfumature più intime per scoprirne, magari sotto una rude scorza esteriore, una ricchezza insospettata e preziosa. Tutte cose che si possono misurare non con i calcoli e le rilevazioni della tecnica, ma con un metro di sensibilità particolare, di attenzioni delicate, di pazienza affettuosa: le doti che hanno aiutato Chiapponi a memorizzare tutto, dapprima vivendo ogni cosa nella diuturna riflessione personale, come un'amorosa gestazione, poi traducendola sulla carta con pacatezza, quasi con sofferta ritrosia.
Gli amici sanno quanta dolce violenza sia stata poi necessaria per buttarlo sulla scena; l'impresa stava proprio qui. Ma questa volta il tentativo è riuscito e Chiapponi ci ha regalato i suoi "saggi borghigiani" - una parte, almeno, del vasto repertorio che forma il suo geloso archivio di memorie -.
Molti di questi saggi sono già apparsi sulla stampa locale ed hanno già rivelato le caratteristiche di innegabile efficacia descrittiva del nostro autore:
uno stile garbato e spontaneo, un fra seggio preciso e brillante, un linguaggio saporoso come l'inconfondibile verve borghigiana; uno stile in cui l'arguzia straripa sorniona nelle lepide sottolineature di costume o nelle acutissime comparazioni col nostro tempo, dove gli aggettivi caricano di umoristica colori tura certe vicende della nostra città, in un periodo ormai entrato nell'archivio della memoria di pochi protagonisti o spettatori.
ETTORE PONZI, professore di disegno, (di calibro notevolmente più sottile del precedente) è il secondo elemento del tandem. Anch'egli non è certo un patito del rumore attorno alla propria persona: vive la sua arte con passione e squisita competenza, ma anche con delicata umiltà. Borghigiano "del sasso", da decenni fissa sulla tela la vita e le memorie della sua città o dei dintorni, innamorato dei superstiti angoli caratteristici, degli scorci più significativi, là dove le pietre, i muri, le strade custodiscono ancora un po' di poesia.
C'è sempre una tonalità di festa nelle opere di Ponzi: una festa non sgargiante e banale, ma pronta a trasparire lievemente dappertutto, nei distensivi temi paesaggistici come nelle brumose impressioni invernali o nei severi angoli carichi di antichità come nelle nature morte o nei palpitanti soggetti floreali.
Alla penna arguta e densa di ricordi di Chiapponi occorreva un pennello che materializzasse luoghi, aneddoti, momenti di un tempo passato; occorreva un interprete fedele di cose e fatti ormai svaniti, che bisognava ripescare da pochi indizi e da scarsi testimoni. E' proprio nata da questa esigenza la felice "accoppiata" di questo volume.
Hanno lavorato insieme in perfetta sintonia, completandosi con sorprendente intuizione; Chiapponi proponeva e scriveva, Ponzi fotografava con il pennello, proprio come un autentico testimone oculare.
I vecchi borghigiani si accorgeranno come questa collaborazione abbia dato a fatti e memorie di tanti decenni fa un richiamo ed un volto di piacevole attualità. Le leve giovani, che non sono più "borghigiane" ma "fidentine ", potranno riscoprire, con sorpresa e con interesse, l'anima di un'epoca che li ha appena sfiorati.
Temistocle Corradi
Da: - Quaderni Fidentini N. 1 - Burägh