Città e Territorio
Quartieri
Problematiche ambientali e sanitarie derivanti dall’uso di biomasse quali fonti di energia

del dottor Federico Valerio, S.S. Chimica Ambientale dell’Istituto Nazionale Ricerca Cancro

«Ci sembra utile concludere queste nostre osservazioni, citando a nostra volta le conclusioni di un recente studio svedese che ha messo a confronto diversi combustibili per impianti di teleriscaldamento (con produzione combinata di calore e elettricità), in base ad una analisi del ciclo di vita [26] che ha considerato sia gli aspetti energetici che quelli ambientali. Sono stati messi a confronto l’incenerimento di rifiuti, la combustione di biomassa e la combustione di metano. Le conclusioni sono che l’incenerimento dei rifiuti non è la migliore scelta e spesso è la peggiore se l’incenerimento (con teleriscaldamento) sostituisce il riciclaggio. Un impianto di cogenerazione a metano è una alternativa interessante e da preferire se l’elettricità prodotta è in sostituzione di elettricità prodotta da combustibili fossili, come avviene in Italia. Se il Paese in esame fa un prevalente uso di fonti energetiche non fossili (nucleare, idroelettrico, solare, eolico) come la Svezia, l’uso energetico delle biomasse è da preferirsi al metano.
Nostra conclusione pertanto è che l’inquinamento ambientale indotto dai tanti impianti a biomasse che si propongono in Italia, pur nel pieno rispetto delle norme vigenti, peggiora l’attuale qualità dell’aria dei territori che dovrebbero ospitarle, con le emissioni da camino e con quelle del traffico veicolare indotto (ossidi di azoto, polveri fini (PM10) ed ultra fini (PM2,5) e peggiora anche la qualità del suolo, e dei prodotti agricoli di questi stessi suoli, con le ricadute di composti organici persistenti (diossine, furani, idrocarburi policiclici) e probabilmente di metalli pesanti.
I rischi sanitari indotti da questa contaminazione, per quanto piccoli possano essere stimati, non sono giustificati dai benefici collettivi indotti dalla realizzazione dell’impianto, il cui principale scopo è quello di massimizzare gli utili dei proponenti, in base agli attuali incentivi alla produzione di elettricità da biomasse.
A nostro avviso è giustificata l’opposizione alla realizzazione di questi impianti sia da parte delle comunità interessate, sia, spesso dei loro rappresentanti, in quanto le centrali a biomasse proposte non sono assolutamente una scelta obbligata, né tantomeno una scelta strategica allo sviluppo del Paese. Molti dei problemi ambientali e sanitari indotti dal loro esercizio potrebbero essere evitati o fortemente ridotti, se al posto della combustione delle biomasse venisse realizzato un diverso impianto per la produzione di energia da biomasse (ad esempio trattamento anaerobico delle biomasse con produzione di biogas e compost), con una capacità di trattamento idonea alla produzione locale degli scarti agricoli e di allevamento e degli scarti biodegradabili dei rifiuti urbani, raccolti con una opportuna separazione alla fonte».
Leggi l'intero testo (Già segnalato da Diario di fidenza)


Quartiere Europa
Gli "orti degli anziani", avranno in dotazione una serie di locali di nuova costruzione
Immagini dei lavori luglio 2009: palificazioni e sbancamenti
L'assegnazione dei lavori
La centrale di cogenerazione nella deliberazione del Consiglio Comunale del 27 12 2007
             
«La centrale di cogenerazione del nuovo quartiere e la relativa rete di teleriscaldamento si compone di una caldaia ad acqua calda a biomassa da 1500 kW, n. 1 caldaia ad acqua calda a gas metano da 2500 kW, n. 1 cogeneratore alternativo a combustione interna a gas metano da circa 500 kW termici (330 kW elettrici). Per la biomassa lo studio, da approfondire nella fase di progettazione esecutiva dell’impianto, conferma la previsione dell’utilizzo di combustibili di materiali legnosi vergini. In tal modo l’impianto potrà dare risposta alle raccolte di potature ed agli abbattimenti arborei sul patrimonio pubblico comunale di Fidenza ma anche di altri Comuni, a partire dalle Terre Verdiane, ma rappresenterà soprattutto la possibilità di nuove produzioni agricole legate alla piantumazione di nuovi boschi in pianura per la produzione di biomassa che consentirebbero tra l’altro la creazione di nuovi corridoi ambientali, il miglioramento architettonico del paesaggio rurale, l’attivazione della filiera Legno – Energia ed il miglioramento della qualità dell’aria e del suolo oltre a nuove opportunità produttive e di lavoro per il settore agricolo. Come già evidenziato si sono approfonditi gli aspetti compositivi ed architettonici del nuovo fabbricato a partire dal suo inserimento ambientale e, data la volontà che lo stesso intervento abbia anche carattere promozionale e di consapevolezza culturale, si è scelto di sfruttare a fini energetici anche la copertura del fabbricato con l’inserimento di pannelli fotovoltaici.

Gli oneri di realizzazione della centrale e della rete di teleriscaldamento non competeranno ai soggetti attuatori quale onere urbanizzativo ma saranno a carico di San Donnino Multiservizi che in questo modo con un intervento altamente avanzato qualifica uno specifico e puntuale nuovo settore di attività quale appunto quello energetico nel perseguimento del più generale interesse della città».

Il nuovo quartiere Europa, che si aggiunge alla già  straordinaria offerta residenziale cittadina, prevede una popolazione residente di circa milleduecento persone e si localizza nella zona sud-ovest di Fidenza, tra il quartiere Frati e gli ultimi campi prima dell’ospedale di Vaio.
Il nuovo insediamento completa il progetto comunale che prevede l’urbanizzazione di tre aree di forma triangolare che riprendono il motivo delle mura farnesiane. Operazione che farà assumere alla città di Fidenza la planimetria di Borgo San Donnino prima dell’abbattimento di tali effimere mura. Di ciò si accorgerà solo chi avrà la ventura di sorvolare la città, mentre a livello terreno l’effetto è del tutto diverso. Che l’operazione abbia valore culturale è difficile crederlo, comunque il tutto durerà fino a quando la speculazione edilizia non sarà in possesso dei terreni intermedi e pronta quindi all’urbanizzazione degli stessi.
Il fervore costruttivo in atto è iniziato da qualche mese nel timore che le elezioni comunali potessero esprimere una presa del potere di ecologisti o bestie del genere. Evenienza improbabile allora ma meglio andare sul sicuro, e in quest’ottica l’Utc comunale, grazie al commissario prefettizio, ha dato il via ai lavori di spostamento degli orti degli anziani con il risultato di immettere cemento tra i cavoli. Gli orticoltori dilettanti saranno indennizzati con una costruzione di discrete dimensioni. Quindi, non più solo terra e semplicità, ma cemento, confini, spazi coperti. Insomma, un’iniziativa costosa di cui non c’era bisogno e che comporterà costi senza un incremento di benefici.
Di tutto rispetto, in quanto a volumi, gli edifici in corso di realizzazione, da far invidia a chi ha acquistato nel cantiere dei Gigliati. Palazzi che contraddicono le buone intenzioni: la distanza di rispetto ai corsi d’acqua si riduce a pochi metri e alle immancabili e prevedibili proteste dei residenti per l’effetto zanzare si procederà alla loro canalizzazione sotterranea. Questo è scontato e voluto.
Non ancora iniziato invece l’interramento dell’alta tensione che doveva essere completato entro la scorsa estate.




Caratteristica del nuovo quartiere, perlomeno in sede deliberativa, è l’attenzione all’ecologia che raggiunge il culmine nella centrale di cogenerazione definita nella delibera comunale il «vero cuore energetico del comparto».
L’alimentazione della centrale con combustibili di materiali legnosi vergini è così spiegata nella delibera: «In tal modo l’impianto potrà dare risposta alle raccolte di potature e agli abbattimenti arborei sul patrimonio pubblico comunale di Fidenza ma anche di altri Comuni, a partire dalle Terre Verdiane, ma rappresenterà soprattutto la possibilità di nuove produzioni agricole legate alla piantumazione di nuovi boschi in pianura per la produzione di biomassa che consentirebbero tra l’altro la creazione di nuovi corridoi ambientali, il miglioramento architettonico del paesaggio rurale, l’attivazione della filiera Legno – Energia ed il miglioramento della qualità dell’aria e del suolo oltre a nuove opportunità produttive e di lavoro per il settore agricolo».
Ecco che si spiega la potatura integrale di alberi anche secolari attuata in questi ultimi anni va: era per costituire una riserva anticipata di combustibile. Alla fine il bilancio sarà in attivo secondo l’equazione un taglio oggi una pianta domani. Le cose potrebbero rivelarsi meno semplici di quel che si immagina. Ma mettiamo a confronto diversi punti di vista per capire meglio.

Immagini dei lavori ottobre 2009: cemento colorato, effetto surreale.
Le immagini si riferiscono alla zona destinata ai nuovi orti degli anziani e, in appendice due immagini delle solite vittime, gli alberi. L'orizzonte è ormai occupato dalle costruzioni residenziali che daranno vita al quartiere Europa. Alcune colorate strutture di immacolato cemento dipinto creano un effetto surreale, per dirla con linguaggio forbito, l'effetto immediato è comunque quello di essere in presenza di un cimitero di ciclopi. Ciclopica è l'opera in rapporto all'ecologico utilizzo e ciclopica è la mente di chi la concepita.

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La centrale a biomasse del quartiere Europa

Il 7 febbraio 2010 si è tenuto a Strongoli un convegno-dibattito sul tema «Centrali a biomasse: inquinamento ambientale ed effetti sulla salute umana». Il resoconto del convegno è stato pubblicato sul sito di Italia Nostra.
Mi ha colpito un brano dell'intervento del chimico Federico Valerio, il quale suggerisce di «proporre al governo che ogni forma di incentivo pubblico sia tolto a qualunque tipo di incenerimento con recupero energetico compreso quello delle biomasse vergini. In questo caso l'inquinamento atmosferico e le ceneri tossiche che si producono con questo tipo di combustibile solido non giustificano l'effetto neutro sulla emissione di gas serra, peraltro discutibile se si conteggiano i consumi energetici nelle fasi di taglio e trasporto, smaltimento ceneri». Aggiunge poi Valerio: «In particolare, l'incenerimento con recupero energetico deve essere tassato, come si fa in Austria, in Danimarca e Svezia in quanto tale pratica si pone in palese concorrenza (sleale con gli incentivi) con il riciclo, pratica molto più vantaggiosa dal punto di vista energetico ed ambientale».
Il problema ci riguarda, dato che a Fidenza, nel quartiere Europa, è prevista la costruzione  di una centrale a biomasse giustificata da ragioni di carattere ecologico non provate e di stampo propagandistico. Attorno alla centrale esiste un'area urbanizzata, il cosiddetto quartiere dei Navigatori, e sorgerà appunto il nuovo quartiere Europa. Non lontano si trova l'ospedale cosiddetto di Vaio. Come se non bastasse, a ridosso della centrale ci sono gli orti del gli anziani.
D’accordo sulla pericolosità delle centrali nucleari, ma anche quelle a biomasse non scherzano. Con la differenza che le prime sono mortali quando «si rompono», mentre le seconde diventano nocive non appena entrano in funzione.
Perciò sarebbe interessante sapere se la nuova amministrazione intende riconfermare questo discutibile progetto.