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Il torrente Stirone
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Il tratto urbano dello Stirone
Dopo le località di Vaio da una parte e Fornio dall'altra comincia il breve tratto urbano del torrente Stirone. Il letto rimane ancora largo per poi restringersi ed infossarsi. L'arginatura diventa approssimativa e si confonde con le costruzioni sino a raggiungere il ponte stradale della Via Emilia e quindi i ponti ferroviari delle linee Bologna-Milano e Fidenza-Cremona per distendersi ancora nella campagna.  Nella prima parte, a monte del ponte stradale, siamo ancora nel Parco dello Stirone anche se la condizioni di fruibilità sono nulle, il territorio del Parco praticamente termina nella zona del  all'altezza del quartiere Luce precisamente dove troviamo il monumentale Pioppo Bianco.
Il torrente nel tratto urbano è un elemento del territorio che non si integra cogli spazi urbani, Fidenza a differenza che in passato non è più una città di fiume, i cambiamenti urbanistici cui è stata sottoposta dalla fine della seconda guerra mondiale le hanno tolto quella caratteristica che la vedeva modellata dal torrente. Infatti anche se il torrente da tempo non la lambiva più conservava nella parte ovest, attorno alla cattedrale, la forma arrotondata che seguiva il vecchio alveo del fiume. Una depressione, ancora in parte percepibile nelle diversità altimetriche della città, era appunto dovuta alla permanenza del terreno al livello dell'alveo abbandonato del fiume. Questi aveva si abbandonato la città ma vi aveva lasciato la sua impronta che gli architetti ed i pianificatori hanno cancellato.
Oggi la situazione del tratto urbano dello Stirone necessità di un intervento consistente principalmente in una risistemazione delle sponde pesantemente compromesse dall’incuria che ha provocato la distruzione di oltre 250 metri di arginature.  Il carico delle attività produttive insediate ai limiti dell'alveo del torrente contribuiscono pesantemente al degrado, questo rende ancor più ingiustificato l'inclusione dell'area nella zona protetta del Parco.
Il fiume a monte del tratto urbano

Inizia il tratto urbano

La mappa evidenzia i confini del Parco dello Stirone, il cuneo sino al ponte stradale non presenta interesse effettivo ed è anche la più disastrata.

Attività industriali  nell'alveo del torrente e sulle sponde
Parco dello Stirone,  il presidente non c'è più
27 settembre 2010                                                              
Il Parco dello Stirone è di nuovo alla ricerca di un presidente. Nominata all'inizio del corrente anno, anzi designata dal Presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, Gabriella Meo, gia assessore provinciale ai Parchi in giunta Parma, è passata nei banchi del Consiglio regionale, lasciando vacante la guida del Parco. L’assemblea dei soci cpmposta dai rappresentanti degli enti consorziati che sono le Province di Parma e Piacenza, i Comuni di Salso, Fidenza, Alseno, Vernasca, Pellegrino, e la Comunità Montana Valli del Nure e Arda. E' indicato vincente Giancarlo Castellani, assessore all’Ambiente della Provincia di Parma. Questa designazione, come la precedente, arriverà dal Presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, nomina che arriverà puntuale  al termine delle manfrine  assembleari.

19 febbraio 2010
“Maggiore informazione, riduzione dell'eccessiva discrezionalità, semplificazione burocratica e diminuzione dei vincoli che impediscono di fatto il mantenimento e la promozione di attività." Questo ed altro annuncia il presidente della Commissione Ambiente della Camera Angelo Alessandri in appoggio ai comitati più o meno spontanei delle province di Parma e Piacenza che lamentano: “La Regione Emilia Romagna si riserva eccessiva discrezionalità rendendo di fatto precarie le attività agricole, forestali e imprenditoriali consolidate sul territorio”. I comitati se la prendono anche l'eccessiva burocrazia e con l'esclusione dai finanziamenti della piccola e media imprenditoria avanzando una petizione che chiede di modificare la delibera di Giunta regionale che, a lora avviso, non tiene conto delle esigenze economiche imponendo una serie eccessiva di vincoli che non consentono di competere con le aziende poste fuori dai confini del parco.
Senza entrare nel dettaglio delle lamentele che non tengono conto dei benefici aggiuntivi che le aziende hanno goduto per il fatto di trovarsi dentro i confini del parco e dei benefici potenziali che potrebbero ricavarne, è da segnalare la crescente attenzione della "politica del fare" alla presa di possesso del territorio in qualche modo finora tutelato. In questo è certamente aiutata dalle velleitarie iniziative precedenti impostate ma non compiutamente gestite.

19 gennaio 2010                                                              
Dopo tre rinvii gli enti consorziati del parco hanno nominato all'unanimità Gabriella Meo nuovo presidente del parco. La Provincia gestendo sapientemente le divisioni dei comunelli  consorziati ha piazzato il suo affondo anticipando il decreto Calderoli che prevede lo scioglimento dei consorzi. L'esperimento consortile è quindi di fatto finito ed i comuni, sia guelfi che ghibellini, saranno a questo punto più liberi a ritagliarsi fette di parco ai propri fini edificatori che in precedenza vista anche la marginalità del territorio rispetto ai capoluoghi provinciali di Parma e Piacenza.  Comunque per ora le poltrone rimangono e le prebende pure, l'ambiente in tutta la storia è un optional. Nella foto: l'unica poltrona che resterà vuota.

10 dicembre 2009
Prosegue la giostra politica della scelta del nuovo presidente del parco dello Stirone. L'articolo del quotidiano L'Informazione riporta un resoconto sconfortante della lotta in atto tra i Comuni interessati con la provincia che sonnecchia per piazzare poi il suo veto o la sua proposta. Commentare ulteriormente questi giochi è inutile, la logica della poltrona non consente ai non addetti ai lavori politici d'intervenire. Competenza, conoscenza del territorio, curriculum salteranno fuori dopo, quando, trovato un accordo, si deporranno le armi. E non pensate che tutto questo succeda per campanilismo od altro motivo capibile anche se non condivisibile. 


L'urbanizzazione della prima campagna a sud di Fidenza sta proseguendo compromettendo il fragile equilibrio di canali, alberi e  campi che caratterizzava questa parte del territorio pedecollinare. A contraddire la filosofia urbanistica che prevedeva che lo sviluppo avvenisse in  quartieri distinti concepiti come i nuovi capisaldi urbani, trasposizione moderna delle antiche mura farnesiane, nascono in ordine sparso nella campagna agglomerati di case frutto di lottizzazioni non riferibili ad alcun razionale disegno urbanistico. Un primo intervento ha interessato la frazione di Vaio dove una villa settecentesca è stata ristrutturata a mono-bilocali e i contigui fabbricati agricoli, in precedenza costruzioni precarie, si sono trasformati in villette e schiera e piccoli condomini per un insieme di rispettabili dimensioni. Siamo ai confini di quello che insistiamo a chiamare Parco Naturale dello Stirone. L'assalto alle rive dello Stirone caratterizza ormai il territorio che dal Quartier Luce si spinge verso la confluenza del Torrente Ghiara nel Torrente Stirone. Poco prima di raggiungere la rotatoria di smistamento verso l'ospedale è prevista una nuova lottizzazione. Il pannello  dichiara in modo esplicito che la lottizzazione riguarda la costruzione e vendita nel parco dello Stirone di villette a schiera, appartamenti e mansarde. Più avanti praticamente ai piedi dell'argine risulta già realizzato un condominio che, data la vicinanza con alcune costruzioni preesistenti, sarà la premessa per la realizzazione di un complesso di abitazioni. La saldature tra nuove e vecchie costruzioni azzererà tra non molto la fascia agricola di rispetto che ogni parco  dovrebbe avere.
L'assedio delle lottizzazioni al parco dello Stirone
Il tratto urbano

Il parco dello Stirone inquinato: dalla politica

Torrente Stirone: interrogazione in Consiglio Comunale
«Lo Stirone con riferimento alla sponda sinistra, nei pressi della strada comunale del Carretto, ha eroso circa 200 metri di argine e di terreno agricolo non golenale per circa tremila metri quadrati».
«l'azione erosiva delle acque minaccia ormai un traliccio dell'alta tensione e che, sulla sponda destra del fiume, in corrispondenza di via lllica, ha eroso la golena dove sorgono gli opifici».
Queste in sintesi le segnalazioni che il consigliere Toscani nel testo dell'interrogazione, si ricorderà che con molta pubblicità alla fine dello scorso anno la Provincia aveva dato il via ad opere di consolidamento degli argini dello Stirone a valle di Fidenza in una zona che non presentava, diversamente da quella indicata da Toscani, particolari problematiche di criticità.
Da "La Gazzetta di Parma" del 6 aprile 2010
13 aprile 2010
La necessità di intervenire sul tratto urbano dello Stirone era stata da noi  più volte segnalata da questa pagina e con interventi su altri blog locali.
Avevamo anche evidenziato che le operazioni di sistemazione degli argini iniziate nel dicembre scorso in realtà trascuravano tratti del fiume più disastrati richiamando più volte anche con immagini l'attenzione sul tratto urbano del torrente parallelo a Via Illica dopo il quale il fiume prosegue oltre il ponte stradale della via Emilia. Ebbene ora l'attenzione dell'amministrazione, anche a motivo di situazioni di degrado ancora più a monte, ha deciso d'intervenire. In questo cogliamo tutto l'aspetto positivo di un intervento che non era affatto scontato visto che la situazione perdurava ormai da parecchi anni. Come dovrebbe avvenire di routine, ma anche questo non è sempre scontato, il progetto è stato presentato alla Commissione per la Qualità Urbana e il paesaggio. Commissione che dobbiamo ricordare non è più diretta dal Sindaco o da un suo delegato come in precedenza e quindi con maggior possibilità di indipendenza di giudizio.
Di lato troviamo riprodotto il documento stilato da una dei membri della commissione che, per quanto è dato di sapere, ne condivide il contenuto. La lettura del documento e il riscontro positivo che, ci auguriamo, verrà dato è di importanza non secondaria. Apparentemente quel che si chiede può sembrare un atto dovuto ma di atti dovuti trascurati ed atti non dovuti portati a termine abbiamo già fatto il pieno. (A. P)


Commento ricevuto 10/12/2009:
Il Parco dello Stirone è un fazzolletto di terra incastonato tra i cememti dei capannoni e altre costruzioni che sempre di più rosicchiano il territorio. In teoria dovrebbe essere un parco per la Natura, ma molto lo scambiano ancora per l'ennesimo parco divertimento per umani senza scrupolo: chi sottrae acqua per l'agricoltura industriale in piena estate quando già scarseggia, chi ci gira con le moto da cross, chi si fa le grigliate lasciando il terreno tappezzato da immondizie... E intanto la passerella che dovrebbe unire la parte fidentina con quella salsese manca da anni e non si fa. Mancano i soldi! Certo, a cosa volete che serva un parco naturale, sarebbe solo una spesa inutile per l'economia! La verità è che con il berlusconismo imnperante Fidenza e l'Italia tutta sono sempre più arretrate e provinciali. mentre l'ignoranza e l'insensibilità non hanno mai galoppato così tanto...

 
Sistemazione idraulica dell'alveo Stirone in zona urbana
aprile 2010
Così si esprimeva la Provincia nel 2003:
"L’alveo dello Stirone è stato sottoposto negli ultimi quaranta anni ad un’intensa attività estrattiva che ne ha causato un marcato approfondimento. L’azione antropica di sfruttamento del materasso alluvionale dell’alveo ne ha prodotto un progressivo ed intenso depauperamento provocando pericolose evoluzioni morfologiche ed idrauliche. In diversi tratti a monte dell’abitato di Fidenza il potere eosivo è stato così marcato che dal 1950 ad oggi l’abbassamento dell’alveo di magra è stato di 6 – 10 metri."
Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - Approvato con Del. C.P. n° 71 del 25.7.2003

Il guado Granella in Consiglio Comunale
Maggio 2011
26 maggio 2011
Dopo  tanti interventi di "messa in sicurezza" lo Stirone sembra avere ancora un punto debole: manca il guado Granella che oltre a svolgere i suoi compiti "istituzionali", quelli di permettere agli abitanti di Bastelli e dintorni di raggiungere il capoluogo, costituisce una utile barriera che, rallentando la corrente, limita l'erosione della base dei piloni dei ponti a monte. E' una chiara inversione di tendenza, un torrente massacrato dai prelievi di ghiaia, legali e non, dagli stessi interventi di "messa in sicurezza"  ed infine  dal Ponte di Sigerico che, a quanto pare non riesce a far dimenticare lo storico guado.
Questo quadro è emerso in parte dal dibattito in Consiglio Comunale che proponiamo integralmente. Ma agli attenti fidentini non può sfuggire come si parli ormai dello Stirone come di una cosa lontana ed aliena dalla città. Gli approssimativi riferimenti a situazioni passate (vedi passerella lignea che lignea non era, vedi annotazione bucolica alle passeggiate domenicali quando da quarant'anni la zona Granella è ridotta a discarica di materiale edile e coperta dal ponte della tangenziale), l'elenco burocratico delle opere e delle spese, gli sbalottamenti delle responsabilità amministrative e politiche tutto dicono tranne che del reale stato di salute del torrente.
Aironi cenerini nel tratto urbano dello Stirone
Giugno 2011
Il parco dello Stirone volta pagina
Il parco dello Stirone
Il  BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA - SUPPLEMENTO SPECIALE - N. 105  del 15-11-2011 pubblica il progetto di legge, d'iniziativa della Giunta Regionale, relativo alla "Riorganizzazione del sistema regionale delle aree protette e dei siti della Rete Natura 2000.  L'intera seconda Sezione della legge riguarda l'istituzione del "Parco Regionale dello Stirone e del Piacenziano". L'articolo 20 così recita:
"1. E’ istituito il Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano, che deriva dall’unione del Parco regionale fluviale dello Stirone, istituito con L.R. n. 11 del 1988, con la Riserva Naturale Geologica del Piacenziano, istituita con deliberazione del Consiglio regionale n. 2328 del 15 febbraio 2005. Il perimetro  del Parco è individuato dalla Tavola B dell’allegato 2) alla presente legge e ricade nell'ambito territoriale dei seguenti Comuni:
a) Fidenza e Salsomaggiore Terme, in Provincia di Parma;
b) Alseno, Carpaneto Piacentino, Castell'Arquato, Gropparello, Lugagnano Val d’Arda, Vernasca, in Provincia di Piacenza."
La gestione del Parco regionale sarà affidata all’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Emilia occidentale che dovrà pertanto costituirsi.
Come relatrice del progetto di legge la Commissione ‘Territorio Ambiente e mobilità’ della Regione Emilia-Romagna ha nominato la consigliera ecologista Gabriella Meo  che, ricordiamo, ha ricoperto, per poco tempo, la carica di Presidente del Parco dello Stirone.
Gabriella Meo risiede a Sissa, in provincia di Parma. Attivista ecologista fin dai primi anni 80 è stata consigliere nazionale di Legambiente e della LIPU e figura tra i fondatori delle prime Liste Verdi.
Eletta nel 1990 nel consiglio comunale di Parma dove ho ricoperto la carica di Assessore all’Ambiente, dal luglio 2004 è stata Assessore al Turismo e Parchi in Provincia di Parma prima delle dimissioni in occasione delle elezioni regionali. E' membro del Consiglio Federale Nazionale dei Verdi.

Il testo dell'intero provvedimento in versione PDF è alla pagina:
http://bur.regione.emilia-romagna.it/area-bollettini/supplemento-speciale-n.-105-del-15.11.2011-1/at_download/pdf_firmato

Si apre pertanto un nuovo capitolo del nostro parco che verrà inserito in un più vasto contesto territoriale comprendendo territori situati in diversi comuni  del parmense e del piacentino.