Il torrente Stirone
Città e Territorio
Vai a:    Home    Mappa del sito    Contatti    Aggiornamenti   
Il tratto urbano dello Stirone
Dopo le località di Vaio da una parte e Fornio dall'altra comincia il breve tratto urbano del torrente Stirone. Il letto rimane ancora largo per poi restringersi ed infossarsi. L'arginatura diventa approssimativa e si confonde con le costruzioni sino a raggiungere il ponte stradale della Via Emilia e quindi i ponti ferroviari delle linee Bologna-Milano e Fidenza-Cremona per distendersi ancora nella campagna.  Nella prima parte, a monte del ponte stradale, siamo ancora nel Parco dello Stirone anche se la condizioni di fruibilità sono nulle, il territorio del Parco praticamente termina nella zona del  all'altezza del quartiere Luce precisamente dove troviamo il monumentale Pioppo Bianco.
Il torrente nel tratto urbano è un elemento del territorio che non si integra cogli spazi urbani, Fidenza a differenza che in passato non è più una città di fiume, i cambiamenti urbanistici cui è stata sottoposta dalla fine della seconda guerra mondiale le hanno tolto quella caratteristica che la vedeva modellata dal torrente. Infatti anche se il torrente da tempo non la lambiva più conservava nella parte ovest, attorno alla cattedrale, la forma arrotondata che seguiva il vecchio alveo del fiume. Una depressione, ancora in parte percepibile nelle diversità altimetriche della città, era appunto dovuta alla permanenza del terreno al livello dell'alveo abbandonato del fiume. Questi aveva si abbandonato la città ma vi aveva lasciato la sua impronta che gli architetti ed i pianificatori hanno cancellato.
Oggi la situazione del tratto urbano dello Stirone necessità di un intervento consistente principalmente in una risistemazione delle sponde pesantemente compromesse dall’incuria che ha provocato la distruzione di oltre 250 metri di arginature.  Il carico delle attività produttive insediate ai limiti dell'alveo del torrente contribuiscono pesantemente al degrado, questo rende ancor più ingiustificato l'inclusione dell'area nella zona protetta del Parco.
Il fiume a monte del tratto urbano

Inizia il tratto urbano

Il torrente Stirone dal ponte stradale verso i ponti ferroviari
La mappa evidenzia i confini del Parco dello Stirone, il cuneo sino al ponte stradale non presenta interesse effettivo ed è anche la più disastrata.

Attività industriali  nell'alveo del torrente e sulle sponde
Gli argini dello Stirone
Dicembre 2009 - Sono iniziati in questi giorni i lavori relativi ad un intervento di difesa del suolo che interessa il torrente Stirone nel tratto a valle del ponte ferroviario della linea Milano- Bologna. Il costo complessivo ammonta a  un milione e 150mila euro ed è finanziato dal Ministero per l’Ambiente. Obiettivo dichiarato "è quello di mettere in sicurezza gli argini con azioni di consolidamento delle sponde minacciate dalla continua erosione in diversi punti nel tratto a nord di Fidenza fino all’abitato di Soragna.  Tale rischio è tanto maggiore per la vicinanza di numerosi insediamenti residenziali e produttivi – spiega l’assessore provinciale alla Difesa del suolo".  Per l’intervento sullo Stirone, della durata di un anno, l'Amministrazione Provinciale parla di "realizzazione di tratti di scogliere, per circa 600 metri, utilizzando tecniche di ingegneria naturalistica, integrabili nel contesto naturalistico e paesaggistico del corso d’acqua, e la ripresa di alcuni tratti delle sommità arginali consentirà di aumentare il grado di sicurezza idraulica del territorio".
Si tratta quindi di un intervento che esclude il tratto di torrente a sud del ponte ferroviario che presenta i maggiori problemi di degrado e di sicurezza. Questo ha sollevato osservazioni da parte dei proprietari delle aree limitrofe al torrente nella zona urbana, le osservazioni sono state poi riprese dal consigliere provinciale M. Pedroni con una interrogazione in Provincia.
L'intervento attuale nasce nell’ambito del Secondo Piano Strategico Nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico, definito e attivato con decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. DEC/DDS/2007/1081 del 26 novembre 2007, in cui venivano concessi al Comune di Fidenza i finanziamenti relativi a due interventi:
1.realizzazione di lavori di ripristino delle sezioni di deflusso in tratti saltuari del Torrente Stirone nel tratto compreso tra l’abitato di Fidenza e la foce nel fiume Taro – Fidenza e Soragna - ammontante a  € 350.000,00;
2.realizzazione di lavori di adeguamento e consolidamento del sistema arginale Torrente Stirone -  ammontante € 800.000,00.
La natura intercomunale degli interventi è stata poi utilizzata per giustificare il trasferimento della competenza dal Comune di Fidenza, originariamente destinatario del finanziamento, all'Amministrazione Provinciale che, dopo alcune incertezze procedurali, in data 23 aprile 2009 con deliberazione della Giunta Provinciale N. 380/2009 si è definitivamente appropriata sia del finanziamento ministeriale sia della paternità dell'iniziativa e della definizione del progetto.
Risultato: le aree d'intervento,  partorite con riferimento al "tavolo tecnico con Regione, Aipo, Consorzi di Bonifica, Comuni, finalizzato a condividere le informazioni, definire una dettagliata mappa dei rischi e la programmazione attraverso la definizione delle priorità sulle quali far convergere tutti i finanziamenti pubblici”, non comprendono il tratto urbano del torrente Stirone di particolare interesse per la città e per l'ente gestore del Parco dello Stirone dato che l'area fa parte del parco.
Non sembra poi abbia trovato soluzione nel progetto la sistemazione della zona del guado della Granella a valle del ponte ferroviario Fidenza-Cremona. In questa zona peraltro è stato dato il via ufficiale ai lavori. 
La situazione nella zona del guado della Granella dopo due giorni di lavoro
28 febbraio 2010
Alle recenti manovre politiche, che hanno portato al cambiamento dei vertici amministrativi del parco dello Stirone e che dovrebbero anche preludere alla chiusura del consorzio del parco, si aggiungono i tagli economici che probabilmente ne sanciranno la fine. Analogo discorso anche per gli altri parchi della provincia come può intuirsi nella denuncia del Wwf.    ... leggi la denuncia ....

19 febbraio 2010
“Maggiore informazione, riduzione dell'eccessiva discrezionalità, semplificazione burocratica e diminuzione dei vincoli che impediscono di fatto il mantenimento e la promozione di attività." Questo ed altro annuncia il presidente della Commissione Ambiente della Camera Angelo Alessandri in appoggio ai comitati più o meno spontanei delle province di Parma e Piacenza che lamentano: “La Regione Emilia Romagna si riserva eccessiva discrezionalità rendendo di fatto precarie le attività agricole, forestali e imprenditoriali consolidate sul territorio”. I comitati se la prendono anche l'eccessiva burocrazia e con l'esclusione dai finanziamenti della piccola e media imprenditoria avanzando una petizione che chiede di modificare la delibera di Giunta regionale che, a lora avviso, non tiene conto delle esigenze economiche imponendo una serie eccessiva di vincoli che non consentono di competere con le aziende poste fuori dai confini del parco.
Senza entrare nel dettaglio delle lamentele che non tengono conto dei benefici aggiuntivi che le aziende hanno goduto per il fatto di trovarsi dentro i confini del parco e dei benefici potenziali che potrebbero ricavarne, è da segnalare la crescente attenzione della "politica del fare" alla presa di possesso del territorio in qualche modo finora tutelato. In questo è certamente aiutata dalle velleitarie iniziative precedenti impostate ma non compiutamente gestite.

Parco dello Stirone, c’è il presidente
19 gennaio 2010                                                              
Dopo tre rinvii gli enti consorziati del parco hanno nominato all'unanimità Gabriella Meo nuovo presidente del parco. La Provincia gestendo sapientemente le divisioni dei comunelli  consorziati ha piazzato il suo affondo anticipando il decreto Calderoli che prevede lo scioglimento dei consorzi. L'esperimento consortile è quindi di fatto finito ed i comuni, sia guelfi che ghibellini, saranno a questo punto più liberi a ritagliarsi fette di parco ai propri fini edificatori che in precedenza vista anche la marginalità del territorio rispetto ai capoluoghi provinciali di Parma e Piacenza.  Comunque per ora le poltrone rimangono e le prebende pure, l'ambiente in tutta la storia è un optional. Nella foto: l'unica poltrona che resterà vuota.


Parco dello Stirone, non c’è il presidente

10 dicembre 2009
Prosegue la giostra politica della scelta del nuovo presidente del parco dello Stirone. L'articolo del quotidiano L'Informazione riporta un resoconto sconfortante della lotta in atto tra i Comuni interessati con la provincia che sonnecchia per piazzare poi il suo veto o la sua proposta. Commentare ulteriormente questi giochi è inutile, la logica della poltrona non consente ai non addetti ai lavori politici d'intervenire. Competenza, conoscenza del territorio, curriculum salteranno fuori dopo, quando, trovato un accordo, si deporranno le armi. E non pensate che tutto questo succeda per campanilismo od altro motivo capibile anche se non condivisibile. 


L'urbanizzazione della prima campagna a sud di Fidenza sta proseguendo compromettendo il fragile equilibrio di canali, alberi e  campi che caratterizzava questa parte del territorio pedecollinare. A contraddire la filosofia urbanistica che prevedeva che lo sviluppo avvenisse in  quartieri distinti concepiti come i nuovi capisaldi urbani, trasposizione moderna delle antiche mura farnesiane, nascono in ordine sparso nella campagna agglomerati di case frutto di lottizzazioni non riferibili ad alcun razionale disegno urbanistico. Un primo intervento ha interessato la frazione di Vaio dove una villa settecentesca è stata ristrutturata a mono-bilocali e i contigui fabbricati agricoli, in precedenza costruzioni precarie, si sono trasformati in villette e schiera e piccoli condomini per un insieme di rispettabili dimensioni. Siamo ai confini di quello che insistiamo a chiamare Parco Naturale dello Stirone. L'assalto alle rive dello Stirone caratterizza ormai il territorio che dal Quartier Luce si spinge verso la confluenza del Torrente Ghiara nel Torrente Stirone. Poco prima di raggiungere la rotatoria di smistamento verso l'ospedale è prevista una nuova lottizzazione. Il pannello  dichiara in modo esplicito che la lottizzazione riguarda la costruzione e vendita nel parco dello Stirone di villette a schiera, appartamenti e mansarde. Più avanti praticamente ai piedi dell'argine risulta già realizzato un condominio che, data la vicinanza con alcune costruzioni preesistenti, sarà la premessa per la realizzazione di un complesso di abitazioni. La saldature tra nuove e vecchie costruzioni azzererà tra non molto la fascia agricola di rispetto che ogni parco  dovrebbe avere.
L'assedio delle lottizzazioni al parco dello Stirone
Il vecchio oratorio di Vaio
Il  torrente Stirone a Soragna
23 gennaio 2010                                                              
Difficile riconoscere il nostro torrente nelle immagini lunari scattate in un freddo pomeriggio di gennaio. Il consolidamento voluto dalla provincia per allocare i fondi messi a disposizione del Ministero per l'ambiente ha avuto l'effetto di renderlo simile ad una gallina cinese nera spennata sequestrata dai NAS. Chi mi accompagna mi sussurra che a questo punto il prossimo passaggio è quello di coprirlo, in questo modo salterebbero quei vincoli ambientali sanciti  in un momento di debolezza istituzionale. E' chiaramente o quasi una provocazione ma le costruzioni che ormai hanno raggiunto gli argini hanno comunque decretato la morte del torrente dal punto di vista paesaggistico. Borgo san Donnino, ora Fidenza, era una città d'acque Soragna una città di terra, ma è la stessa cosa: del torrente (e del paesaggio) non sappiamo e non sanno che farsene. Per inciso il torrente Stirone a Soragna disegna ampie curve che rubano spazio edificabile, primo o poi sarà il caso di raddrizzarlo.
Il  guado Granella e Bastelli.
1 febbraio 2010                                                              
L'amministrazione di Fidenza sembra intenzionata al ripristino del guado Granella sul torrente Stirone, perlomeno questo è quello che è stato promesso dai tecnici comunali nell'assemblea pubblica di giovedì 28 gennaio nel salone parrocchiale di Bastelli, la vicina frazione diventata "un unico e grande cantiere" permanente.  La necessità del ripristino è tanto più sentita in quanto in questi anni la frazione è stata penalizzata dai cantieri dell'alta velocità "TAV" e dal connesso stravolgimento della viabilità verso il capoluogo. Il beneficio del conclamato ponte Sigerico è per ora ridotto dalla strozzatura viaria nell'ultimo tratto verso il cimitero di Fidenza. In assenza di una previdente programmazione dei lavori non resta quindi che ripristinare lo storico percorso naturale a dispetto della visione di città-territorio così cara agli improvvisati pianificatori del recente passato. 
Il guado Granella comunque non è l'unico guaio di Bastelli come hanno avuto modo di dire gli abitanti della frazione stessa: "Bastelli in questi anni ha avuto tantissimi disagi, per andare a Fidenza dobbiamo fare un giro di vari chilometri. Crediamo di meritarci più attenzione, ma quando partirà il cantiere per la quarta corsia dell’A1 avremo altri problemi".  A ricevere le lamentele ed a gestirle erano presenti  i consiglieri Cavalli e Comerci.
Il covo dei cacciatori.
Febbraio 2010                                                              
Alla ricerca del vecchio Stirone o, come è invalso dire, dell'habitat fluviale, abbandoniamo il guado Granella, ci portiamo appena oltre il luogo della vecchia discarica a cielo aperto e la montagnola che la tangenziale ha separato dalle barriere del vecchio tiro a segno. Tutto vecchio, non antico, ma è li che si trova ancora qualche segno di altrettanto vecchi ricordi. Nel letto del torrente, sotto un velo di neve, la vista del "villaggio" appare senza disturbare più di tanto se non fosse per l'abbaiare dei cani. Non sono abbandonati, una figura grigia sparisce dietro ad una baracca. Il luogo mi dicono ora è ritrovo di cacciatori e, a guardar bene, con la bella stagione dev'essere anche piacevole ritrovarsi a tavola.  Rispetto ad altri tempi quasi un luogo di lusso, ricordo una casa di mattoni in deprecabile stato abitazione di uno che mangiava i gatti. Tornando ad oggi ci chiediamo: abbiamo scoperto il luogo dove la borghigianità è rimasta? Quella dei cacciatori forse, ma è in Consiglio comunale che presto si parlerà seriamente di caccia e di lepri. E così sapremo che ci sono lepri padane, lepri comunitarie e lepri extracomunitarie e ognuno dirà la sua visto che l'argomento non necessita di particolare cultura. 
Il tratto urbano

Il parco dello Stirone inquinato: dalla politica

Sistemazione idraulica dell'alveo Stirone in zona urbana
Torrente Stirone: interrogazione in Consiglio Comunale
«Lo Stirone con riferimento alla sponda sinistra, nei pressi della strada comunale del Carretto, ha eroso circa 200 metri di argine e di terreno agricolo non golenale per circa tremila metri quadrati».
«l'azione erosiva delle acque minaccia ormai un traliccio dell'alta tensione e che, sulla sponda destra del fiume, in corrispondenza di via lllica, ha eroso la golena dove sorgono gli opifici».
Queste in sintesi le segnalazioni che il consigliere Toscani nel testo dell'interrogazione, si ricorderà che con molta pubblicità alla fine dello scorso anno la Provincia aveva dato il via ad opere di consolidamento degli argini dello Stirone a valle di Fidenza in una zona che non presentava, diversamente da quella indicata da Toscani, particolari problematiche di criticità.
Da "La Gazzetta di Parma" del 6 aprile 2010
 
13 aprile 2010
La necessità di intervenire sul tratto urbano dello Stirone era stata da noi  più volte segnalata da questa pagina e con interventi su altri blog locali.
Avevamo anche evidenziato che le operazioni di sistemazione degli argini iniziate nel dicembre scorso in realtà trascuravano tratti del fiume più disastrati richiamando più volte anche con immagini l'attenzione sul tratto urbano del torrente parallelo a Via Illica dopo il quale il fiume prosegue oltre il ponte stradale della via Emilia. Ebbene ora l'attenzione dell'amministrazione, anche a motivo di situazioni di degrado ancora più a monte, ha deciso d'intervenire. In questo cogliamo tutto l'aspetto positivo di un intervento che non era affatto scontato visto che la situazione perdurava ormai da parecchi anni. Come dovrebbe avvenire di routine, ma anche questo non è sempre scontato, il progetto è stato presentato alla Commissione per la Qualità Urbana e il paesaggio. Commissione che dobbiamo ricordare non è più diretta dal Sindaco o da un suo delegato come in precedenza e quindi con maggior possibilità di indipendenza di giudizio.
Di lato troviamo riprodotto il documento stilato da una dei membri della commissione che, per quanto è dato di sapere, ne condivide il contenuto. La lettura del documento e il riscontro positivo che, ci auguriamo, verrà dato è di importanza non secondaria. Apparentemente quel che si chiede può sembrare un atto dovuto ma di atti dovuti trascurati ed atti non dovuti portati a termine abbiamo già fatto il pieno. (A. P)


Commento ricevuto 10/12/2009:
Il Parco dello Stirone è un fazzolletto di terra incastonato tra i cememti dei capannoni e altre costruzioni che sempre di più rosicchiano il territorio. In teoria dovrebbe essere un parco per la Natura, ma molto lo scambiano ancora per l'ennesimo parco divertimento per umani senza scrupolo: chi sottrae acqua per l'agricoltura industriale in piena estate quando già scarseggia, chi ci gira con le moto da cross, chi si fa le grigliate lasciando il terreno tappezzato da immondizie... E intanto la passerella che dovrebbe unire la parte fidentina con quella salsese manca da anni e non si fa. Mancano i soldi! Certo, a cosa volete che serva un parco naturale, sarebbe solo una spesa inutile per l'economia! La verità è che con il berlusconismo imnperante Fidenza e l'Italia tutta sono sempre più arretrate e provinciali. mentre l'ignoranza e l'insensibilità non hanno mai galoppato così tanto...