La mappa, sempre tratta da "Buragh Du" della collana Quaderni Fidentini, individua concretamente i vecchi Terragli. Vincenzo Chiapponi indica col termine Terragli le strade tracciate sui resti delle mura farnesiane abbattute per ordine imperiale, altri propende per identificare le case che di fatto hanno sostituite la cinta muraria. Questa pagina introduttiva e quelle che seguiranno, non sposando l'una o l'altra tesi, cercheranno di dare un'idea sullo stato attuale degli antichi terragli riferendosi alle strade tuttora esistenti ed ai fabbricati che insistono sulle strade stesse che racchiudono la parte più preziosa della città dal punto di vista storico e, con alcune importanti eccezioni, di quello architettonico. L'aspetto attuale dei Terragli è assai diverso da quello antico, solo in via Romagnosi abbiamo tuttora delle costruzioni interessanti e di antica fattura, pensiamo a Palazzo Arzaghi, ma anche a Casa Cremonini e altri edifici che, internamente ristrutturati, conservano l'aspetto antico.
La preservazione della memoria deve quindi focalizzarsi sullo stretto mantenimento dei tracciati viari e nel disporre vincoli costruttivi dimensionali per i fabbricati, attenzione dovrà essere posta alla conservazione delle facciate in sasso o mattone ancora esistenti e delle parti sotterranee delle case, questi ambienti infatti in molti casi sono stati preservati dalle ristrutturazioni.
Probabilmente i Terragli erano abitati da una classe di popolazione cittadina non abbiente o addirittura indigente ben diversa da quella nobile o ecclesiastica che occupava i palazzi del centro, importante eccezione è quella delle case di via Romagnosi abitate da funzionari addetti alla gabella o all'ordine pubblico. In Via dei Mille l'ex Convento dei Serviti (palazzo Gonzaga) è di edificazione relativamente recente (1790).
I "TRAI" - i terrapieni
I terrapieni a sostegno dell'effimera cinta fortificata dei Farnese, dopo la sua demolizione, vennero trasformati in strade, dette comunemente "terragli", che si distinsero succintamente, in un primo tempo, in "terragli di sopra" e "terragli di sotto", questi volti verso la pianura, gli altri verso la collina. I primi vennero in seguito, per scrupolo di precisione burocratica, suddivisi in "terragli a sera" o "spalti occidentali" ora via Romagnosi; "terragli a mattina" o "spalti orientali" il tratto di via XX Settembre che ha inizio da piazza Pontida e terminava nel suo incontro con l'alveo del cavo Venzola, all'altezza di piazza Gioberti; "terragli a mezzodì" o "spalti meridionali" (ora via dei Mille). Gli altri vennero altrimenti detti "terragli a notte" e comprendevano gli "spalti settentrionali" (via Cornini Malpeli) e gli "spalti del pozzone" (via Mentana)
Vittorio Chiapponi
Tratto da "Buragh du" dei Quaderni Fidentini
Etimologia
Terraglio da terràleum, terra accumulata da scavi vicini a formare un terrapieno (lat.medievale), usato anche nell' accezione di terrazza/o.
Terraglio da terraleum è chiamata la strada che collega Mestre a Treviso, è una delle strade più famose e più belle del Veneto, sul suo percorso troviamo le cosidette Ville Venete. "Terraglio" è il nome che anticamente designava tutte le strade molto battute o costituite da un terrapieno. Documenti risalenti all'anno 1000 citano già il Terraleum come strada romana e poi veneta.
I terragli di sopra a mezzodì
Subito dopo Vicolo Salvaterra sul lato destro del Palazzo della Orsoline inizia Via dei Mille che prosegue finendo in via Gramsci all'altezza di Parco Matteotti. Nella parte terminale a destra si distacca Vicolo Zuccheri, un vicolo stretto e corto tra edifici di moderna triste fattura. Le case tra Via dei Mille e Via Berenini formano un isolato gli altri due lati sono appunto Vicolo Salvaterra e Via Gramsci. Le case che insistono su Via del Mille sono chiamate "terragli", si tratta appunto dei "terragli a mezzodì" o "terragli di sopra". La strada era parallela al corso del Rio Venzola che divideva la città dalla campagna a sud. L'urbanizzazione della zona è successiva agli anni trenta del novecento e completata solo negli anni cinquanta e sessanta con la costruzione delle case popolari di via Pescina prima e dell'Istituto Paciolo poi.
La via si presenta oggi come un insieme di costruzioni di diversa fattura, prevale ormai l'invadenza dei condomini, resistono costruzioni di aspetto dignitoso ed alcune case rustiche a rischio. La parte più interessante è il tratto finale prima che la strada s'immetta in via Gramsci. Vi troviamo l'ex Palazzo Gonzaga. L'edificio conserva nella sua struttura parte dell'antico Convento dei Serviti che, sorto nel 1790, fu soppresso nel 1805 da un decreto napoleonico.
Immagine a lato
Di fronte al Palazzo Gonzaga, soggetto a stretti vincoli dalla Sovrintendenza, un fabbricato in buono stato di conservazione e con qualche fregio, al fabbricato s'aggiunge un cortile ed una struttura, tipologicamente, un piccolo capannone nello stesso stile. Dovrebbe far parte del complesso uno spazio aperto dove troviamo ancora due alberi e alcune siepi.
Questo spazio è quello che resta di un'area cintata di forma quadrata, il cinema all'aperto Roma degli anni '40. Attualmente l'area è occupata da una piccola villa e da via 1° Maggio, la grande strada di penetrazione che parte da niente ed arriva a nulla.
Immagine sotto a sinistra
Tre mini casette ci ricordano costruzioni d'altri tempi, anche se una di queste si presenta oggi con una sopraelevazione e tapparelle scorrevoli. Potrebbero essere considerate come prototipi delle moderne case a schiera, senza taverna e garage ben s'intende.
Immagine sotto al centro
Una piccola piazzetta da cui si diparte Vicolo Zuccheri, l'antico "Borgo degli Ebrei" poi Vicolo Rustici, che arriva in via Gramsci di fianco all'attuale filiale della Cassa di Risparmio.
Alcuni edifici datati ben conservati con evidenti nuove aperture per locali adibiti a garage.
I terragli di sopra a mattina
Partendo da Piazza Pontida lungo via XX Settembre si arriva nelle vicinanze di Piazza Gioberti, qui originariamente i terragli incontravano il corso del Rio Venzola. La lunga fila di case a destra guarda verso oriente ed è appunto chiamata Terragli a Mattina, insieme ai Terragli a Mezzodì di Via dei Mille costituisce l'insieme dei Terragli di Sopra che guardano verso la campagna e le colline. L'irregolare profilo dell'altra parte della via è di relativamente recente urbanizzazione e, nella parte iniziale, è dominato dal lato meridionale di un grosso edificio con fronte su Piazza Pontida. Il complesso giunto a noi assai modificato incorpora parte delle scuderie ducali o Palazzo della Posta.
Poc'altro da segnalare se non qualche costruzione di gradevole fattura il cui fronte è spesso orientato sulla parallela strada interna di Via Bacchini. La strada oggi si prolunga sino a Largo Battisti dove troviamo costruzioni novecentesche interessanti come l'Asilo Battisti, la palazzina ex-bagno pubblico e alcune case di edilizia popolare costruite negli anni trenta. Certamente più ricca e caratteristica la nominata via Bacchini ma ormai siamo all'interno della città storica delimitata dai terragli.
I terragli di sopra a sera
Via Romagnosi parte da Piazza Grandi per finire sul lato destro della chiesa di San Pietro. Il fronte compatto delle costruzioni del lato interno della via fanno parte dei terragli e formano un unico isolato tra Via Romagnosi e Via Frate Gherardo. Il lato esterno della via oggi è occupato da costruzioni nate dalla urbanizzazione postbellica e non rivestono alcun interesse storico. Gli isolati racchiusi dalle via Romagnosi, Ariosto, IV Novembre e Berzieri coprono quel che era la zona degli orti, una zona che rispetto al livello di Via Romagnosi degradava ed era anticamente interessata da un letto fluviale, la zona era ricca d'acque e sino all'inizio del secolo scorso all'altezza di Via Valentini una sorgente alimentava il Rio Fontanella nel suo corso verso il Canale Otto Mulini e quindi verso lo Stirone. Tutto questo non esiste più e la zona è interamente occupata da un insieme disordinato di costruzioni. Unica annotazione positiva le ville "fuori porta" che insistono su via Berzieri e parte di via IV Novembre dovute all'urbanizzazione che, nella prima metà de secolo scorso, si è spinta ad occupare spazi lungo le strade che dal centro portavano a frazioni o città vicine.
Tornando ai terragli le foto ci conducono nel percorso partendo da casa Cremonini per proseguire verso San Pietro. Dopo Casa Cremonini un condominio in costruzione ha fagocitato, oltre a Palazzo Bellotti su Piazza Duomo, alcune basse costruzioni di Via Romagnosi. Troviamo quindi il pezzo più pregiato della via vale a dire Palazzo Arzaghi e, proseguendo, altre costruzioni a profilo più alto, a circa metà della via altre interessanti costruzioni in gran parte ristrutturate internamente con qualche licenza di troppo in un paio di casi. Oltre ai nobili Arzaghi la via ospitava doganieri e guardie, cioè degli addetti al controllo del traffico d'ingresso alla città sia per motivi di sicurezza sia per riscossione dei dazi alla Porta di San Donnino.
Casa Cremonini ed altri due edifici interessanti
I terragli di sotto a notte
Partendo da Piazza Garibaldi si percorre Via Cornini Malpeli sino alla chiesa dei Gesuiti. Sulla destra la lunga fila di costruzioni ha costituito per secoli il fronte della città verso la campagna a nord di Borgo San Donnino. Queste costruzioni costituiscono i Terragli di Sotto e precisamente i Terragli a Notte. All'inizio del secolo scorso sono intervenuti cambiamenti importanti nel tratto iniziale interessato dalla stazione ferroviaria, costruita poco più a nord, e dalle attività ricettive e di servizio che la stazione stessa richiamava. Nella zona verso S. Michele la parte esterna della strada un'area significativa era occupata dal Foro Boario, oggi l'area è in parte adibita a parcheggio. Altre costruzioni si sono nel tempo aggiunte. Toccata in alcune parti dai bombardamenti la strada ha comunque mantenuto anche nel dopoguerra la sua struttura ed alcune delle attività artigianali tradizionali. La costruzione di case popolari negli anni immediatamenti successivi alla fine della guerra hanno portato alla definitiva urbanizzazione dell'area compresa tra i terragli e la linea ferroviaria. Il profilo delle costruzioni si è nel frattempo modificato e con gli anni settanta ed ottanta vengono cancellati alcuni elementii interessanti quali cortiletti e piccoli porticati che alleggerivano la linea continua degli edifici. Gli appettiti dei costruttori dopo aver stravolto la zona attorno alla stazione ferroviaria sono pronti ad ulteriori interventi nella zona attualmente occupata dall'Istituto Agrario. Degli antichi terragli rimane solo la linea del marciapiede destinata essa stessa a sparire vista l'attuale tendenza urbanistica. Il termine stesso "Terragli" è stato rapinato per nominare alcune costruzioni a torre in zona stazione ferroviaria.
Immagini sopra
Via Cornini Malpeli verso San Michele e, a destra, il primo tratto partendo da Piazza Garibaldi.
Immagine a lato
All'interno, tra via Cornini Malpeli e Via Berenini, abbiamo Vicolo Ghiozzi. Il vicolo ha mantenuto un aspetto tradizionale e tranquillo.
Immagini sotto a sinistra
Le case popolari costruite nel secondo dopoguerra.
Immagine sotto a destra
La palazzina in stile ventennio è adibita in parte ad uffici .
I Terragli a Notte in un'immagine di inizio secolo scorso.
I terragli di sotto al Pozzone
Via Mentana è la via esterna dell'isolato che un tempo partiva dal lato destro della Rocca, precisamente dall'attuale Piazza Pezzana, per arrivare alla torre medievale. La via interna è ancora denominata Via Ponte Romano ma negli anni trenta la via è stata troncata a seguito del "risanamento" del quartiere Oriola e della tracciatura della nuova strada Via Corsica. Prima della costruzione del terrapieno ferroviario Via Mentana era aperta verso la campagna e, a poca distanza, scorreva il Rivo Fontanella. La profonda modifica dell'assetto della zona dovuta appunto alla costruzione della linea ferroviaria ha comportato l'urbanizzazione dell'area attualmente attraversata da Via Mazzini. Per la posizione elevata dei terragli rispetto alla pianura alcune costruzioni del secolo scorso si sono adattate presentando due diversi livelli rispettivamente sul fronte di Via Mentana e su quello di Via Mazzini. Il quartiere chiuso dai terragli è quello che rimane dell'Oriola.
Le immagini a lato e sotto danno un'idea dello stato dimesso ed irregolare delle costruzioni, gli interventi sulle case son stati in genere estemporanei in omaggio al risparmio ed all'adattamento alle minime condizioni di vivibilità. Interventi più recenti e spesso improntati ad un gusto discutibile sul fronte opposto della via, quello più recente. Da questo lato all'inizio della via un palazzo d'inizio secolo scorso presenta qualche caratteristica interessante anche se l'aspetto generale è deturpato da una bassa e lunga costruzione aggiunta negli anni cinquanta. Questo edificio presenta fregi negli architravi delle finestre di stile liberty.
Di antico resta poco o niente se non lo spirito degli abitanti autoctoni sempre più minoritari in una città che cambia senza più attenzione alla propria memoria.
L'ultimo tratto dei terragli in via di demolizione negli anni trenta del secolo scorso. A destra una donna seduta su una seggiola sembra essersi perfettamente adattata alla nuova situazione "urbanistica".